Draghi acceleraIl Recovery Plan sarà approvato giovedì, al massimo venerdì

Il testo arriva in consiglio dei ministri entro questa settimana, in modo da rispettare la scadenza del 30 aprile. Le indiscrezioni sui contenuti del documento sono poche. La decisione sulla cabina di regia politica slitterà a maggio

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Il presidente del Consiglio Mario Draghi è intenzionato a rispettare la deadline europea del 30 aprile per la presentazione del Recovery Plan. E già questo giovedì 22 aprile il piano potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri (insieme al decreto per le riaperture), per inviarlo poi subito al Parlamento. Dove il 26 e 27 aprile il premier interverrà per illustrarlo. Mentre un altro consiglio dei ministri di venerdì dovrebbe approvare il decreto sostegni bis.

Alle delegazioni dei partiti che ha ricevuto ieri, prima quella di Fratelli d’Italia, guidata da Giorgia Meloni, poi quella di Italia viva, guidata da Matteo Renzi, il premier ha ribadito che è sua intenzione rispettare la scadenza del 30 aprile, anche se non obbligatoria, per inviare il testo alla Commissione europea. E a chi gli ha fatto osservare che il Parlamento avrà poco tempo per esaminare il nuovo piano, diverso rispetto a quello del precedente governo, Draghi ha replicato con un pizzico di ironia: «È scritto molto bene, sarà molto semplice leggerlo». Provocando le critiche di Giorgia Meloni, che ha precisato: «Ad oggi noi non conosciamo il Pnrr del governo, che non ha ritenuto di illustrarci il piano».

Il testo, in realtà, è ancora aperto, le interlocuzioni con Bruxelles proseguono e vige il massimo riserbo. Ma si conta di chiuderlo al massimo entro mercoledì. Poi sarà inviato a tutti i ministri, che faranno il punto con le Regioni. Se dovessero servire 24 ore aggiuntive per altri aggiustamenti, il consiglio dei ministri per approvarlo slitterà al massimo a venerdì.

Non è chiaro se il governo riuscirà anche a varare il decreto sulla governance del Recovery Plan, che potrebbe slittare alla prima decade di maggio. In ogni caso, le indiscrezioni sui contenuti del documento sono molto poche. Si sa che è cresciuta la quota di investimenti nelle ferrovie, considerate da Bruxelles come investimento 100% green. Mentre sulle semplificazioni, il nodo resta la valutazione di impatto ambientale (Via). E su questo si dovrebbe tenere tra oggi e domani un incontro tra Giovannini, Cingolani e Brunetta, scrive Il Sole 24 Ore.

Il ministero dell’Economia sarà la base operativa del piano, in coordinamento con gli enti locali. A guidare l’unità di missione del Tesoro che coordinerà il Recovery sarà Carmine Di Nuzzo, dirigente della Ragioneria generale dello Stato. Ma bisogna ancora definire la cabina di regia politica. Draghi spinge per il modello Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, con i ministri coinvolti di volta in volta in base al tema. Sarebbe quindi una regia guidata da Draghi, con Colao, Cingolani, Giovannini, Giorgetti e anche Speranza. I partiti, però, premono per avere tutti un proprio rappresentante. Ecco perché servirà più tempo su questo. Se ne riparlerà a maggio. Prima bisogna rispettare la consegna del 30 aprile.

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