Portafoglio techLa Commissione propone un’identità digitale europea per semplificare la vita ai cittadini

I commissari Ue Margrethe Vestager e Thierry Breton hanno presentato il piano per creare entro il 2022 un unico portafoglio informatico dove raccogliere tutti i documenti personali per accedere velocemente a servizi pubblici e privati: dalla richiesta di prestiti in banca all'iscrizione all'università, fino al noleggio auto

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Un unico portafoglio digitale, in cui i cittadini europei possano raccogliere tutti i documenti e certificati personali, avendo il pieno controllo dei propri dati ed evitando di condividere informazioni personali non necessarie, in assoluta sicurezza sotto il profilo informatico. È questo, in sostanza, il succo della nuova European Digital Identity, il piano presentato ieri dai commissari Ue Margrethe Vestager e Thierry Breton.

«L’identità digitale europea consentirà a ciascuno di noi di fare in ciascuno stato membro ciò che facciamo a casa, senza nessun costo extra e con meno complicazioni, che sia prendere un appartamento in affitto o aprire un conto in banca al di fuori del proprio Paese di origine. E di farlo in maniera sicura e trasparente», ha spiegato Vestager.

Come funziona in pratica? Attraverso il proprio European Identity Digital Wallet, ciascun cittadino raccoglierà all’interno dello stesso portale digitale ogni genere di documento, dalla patente alle prescrizioni mediche, fino ai diplomi. Attraverso il wallet, i cittadini potranno dimostrare la propria identità per accedere ai servizi online, condividere documenti digitali o anche solo dimostrare un proprio dato personale senza dover rivelare altri dettagli relativi alla propria identità. Questo significa che ciascuno avrà il pieno controllo dei propri dati, compresi quelli che si mostrano a terze persone.

«Pensate a un giovane in un bar che debba dimostrare di avere almeno 18 anni per poter prendere da bere», ha spiegato Vestager. «Attraverso il wallet, può dimostrare la propria età ma senza rivelare altre informazioni rispetto a dove è nato o dove vive, per esempio».

In pratica, sarà come avere un vero e proprio portafogli, solo in formato elettronico all’interno del proprio smartphone e molto più sicuro. «I cittadini europei si aspettano non solo un alto livello di sicurezza, ma anche di comodità, sia che debbano interagire con la pubblica amministrazione per presentare una dichiarazione dei redditi, per esempio, sia che debbano confermare la propria identità per iscriversi in un’Università europea», ha precisato Breton.

Per la Commissione, la nuova identità digitale europea avrà tre caratteristiche: sarà disponibile per chiunque voglia usarla (sarà dunque facoltativa per il singolo, sebbene gli stati membri saranno obbligati a fornire il servizio di identità digitale), potrà essere utilizzata per un gran numero di servizi, sia pubblici che privati, in tutta l’Unione, e consentirà agli utenti di avere il pieno controllo dei propri dati, dando loro la possibilità di condividere con terze parti soltanto le informazioni personali che vogliono o che ritengono necessario. Inoltre, i fornitori dei portafogli di identità digitale potranno essere soggetti sia pubblici che privati, purché siano riconosciuti dallo Stato.

Un esempio concreto di utilizzo dell’identità digitale? La Commissione fa quello della richiesta di un prestito: se prima il rapporto con la banca implicava una serie di passaggi (prendere contatti e fissare un appuntamento, fornire la documentazione necessaria, aspettare il riscontro dell’istituto, ritornare in banca per la firma), con un importante dispendio di tempo ed energie, con la nuova identità digitale europea tutti questi passaggi potranno essere compiuti facilmente online, poiché la persona disporrà già di tutti i documenti necessari e potrà inoltrarli alla banca con un semplice clic. In più, l’identità digitale europea consentirà di integrare i servizi già disponibili attraverso la regolamentazione eIDAS, che dal 2014 ha posto le basi per molti servizi di identificazione, autenticazione e certificazione informatica all’interno dell’Unione, dalla firma digitale alla certificazione di integrità per i documenti.

L’identità digitale è un ulteriore tassello all’interno della strategia digitale che la Commissione europea che entro il 2030 vuole rendere accessibili online a qualsiasi cittadino europeo tutti i principali servizi pubblici, il proprio fascicolo medico online. L’obiettivo principale è che almeno l’80% degli europei posseida una identità elettronica entro i prossimi nove anni. A oggi l’uso della identità digitale è ancora limitato: solo il 60% dei cittadini (in 14 Paesi Ue) ne possiede una, e solo il 14% dei servizi pubblici di base consente di autenticarsi online senza bisogno di impostare una password.

Finora gli stati membri non sono mai stati obbligati a sviluppare una identità digitale nazionale, né a renderla interoperabile e valida fra i diversi Paesi. Ecco perché la Commissione vuole creare un’identità digitale comunitaria: per uniformare il processo, superando i limiti correnti.

La Commissione compirà i passi necessari insieme al Parlamento europeo e al Consiglio per trasformare la proposta in regolamento e metterla in atto concretamente entro settembre 2022. Nel frattempo bisognerà sviluppare i protocolli adeguati per consentire che all’identità digitale siano applicati i massimi livelli di sicurezza possibile: nei piani della Commissione. Poi l’infrastruttura digitale potrà essere testata in progetti pilota e via via adottata nei Paesi Ue. Il commissario Breton ha specificato che occorrerà circa un anno perché i cittadini europei possano arrivare a scaricare sul proprio smartphone il wallet di identità digitale. Ma c’è un margine perché ciò avvenga anche prima. «Dopo l’approvazione del regolamento, prima sarà, meglio sarà», ha specificato Breton.