Regna l’incertezzaCi sono ancora molti dubbi sulle Olimpiadi che stanno per iniziare

In Giappone i contagi aumentano, i cittadini non vogliono i Giochi e pensano che possano contribuire a diffondere il virus. Intanto tra gli atleti si registrano i primi contagi, che si aggiungono alle numerose defezioni di partenza: ogni competizione e ogni torneo sarà influenzato da fattori extra sportivi che rendono tutto meno prevedibile

Lapresse

La cerimonia di apertura delle Olimpiadi è sempre più vicina, ma a Tokyo regna l’incertezza. Il numero di contagi da coronavirus in Giappone continua a salire, anche quelli relativi agli atleti e a tutte le persone coinvolte nella manifestazione sportiva: il Comitato Organizzatore di Tokyo 2020 ieri ne aveva individuati 71 tra sportivi, staff tecnici e altri addetti ai lavori.

C’è anche l’Italia. Da un paio di giorni sale l’apprensione per la positività di un giornalista atterrato domenica all’aeroporto di Haneda. Sullo stesso volo erano presenti la nuotatrice Simona Quadarella, la Nazionale di basket maschile, la squadra di ciclismo, quella dei tuffi: 37 Azzurri in totale.

All’interno del Villaggio Olimpico però ci sono già state le prime positività al coronavirus. La squadra di calcio del Sudafrica ha registrato tre casi, come ha riportato l’agenzia giapponese Nhk: si tratta dei giocatori Thabiso Monyane e Kamohelo Mahlatsi, e un video analyst.

Il Cio però ha scelto di non frenare la squadra, permettendo gli allenamenti degli altri 21 giocatori della rosa. Intanto però ci sono dubbi sulla gara inaugurale contro i padroni di casa del Giappone, prevista giovedì.

Situazione simile per il terzo atleta positivo, Ondrej Perusic, giocatore di beach volley della Repubblica Ceca e numero 5 al mondo, trovato positivo al Covid-19 all’interno del Villaggio Olimpico. Di sicuro salterà la prima partita, ma è ancora da valutare la possibilità di scendere in campo nel prosieguo del torneo.

Sono giorni di agitazione e di tensione nella capitale giapponese. Il numero di casi aumenta e le quarantene riguardano anche altre spedizioni, come la squadra d’atletica dell’Australia, quella di rugby a 7 del Sudafrica. E anche 8 britannici dell’atletica, dopo che è stata trovata una persona positiva sul loro volo per Tokyo.

Il Covid aveva già fermato diversi atleti prima ancora che potessero partire per il Giappone. Nel ciclismo, dopo il forfait annunciato da Peter Sagan e Jack Haig, anche la Colombia perde un nome di spicco come Daniel Martinez.

Team Usa ha già perso – tra gli altri – il cestista Bradley Beal e la giovane tennista Coco Gauff, risultati positivi poco prima della partenza per Tokyo.

Che fosse complicato mettere insieme tutti i pezzi per queste Olimpiadi c’era da aspettarselo. Il Comitato Olimpico è in affanno nell’organizzazione, nonostante una programmazione particolarmente attenta.

Il Villaggio olimpico è una bolla di 44 ettari eratta sul lungomare di Tokyo, tra 21 edifici che possono ospitare fino a 18mila posti letto: ci sono quasi tutti gli 11mila atleti, gli staff tecnici. Il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio), Thomas Bach, ha garantito che l’85% degli atleti è immunizzato. Ma la bolla si sta rivelando piuttosto fragile di fronte al virus.

Il protocollo di sicurezza è molto rigido, con misure di sicurezza rigorose che si uniscono alle misure preventive previste dall’amministrazione nipponica: tutto è stato studiato nei dettagli per cercare di evitare casi di contagio tra gli atleti.

È stata cambiata anche la dinamica delle cerimonie di premiazione: è previsto che gli atleti sul podio indossino da soli le medaglie. «Non saranno date al collo, ma saranno portate agli atleti su un vassoio e ognuno la indosserà da sé», ha spiegato il presidente del Comitato Olimpico. Allo stesso modo non saranno consentite le strette di mano e gli abbracci durante la cerimonia.

E si è già parlato a lungo del fatto che non saranno ammessi spettatori nella maggior parte delle competizioni. Soprattutto non saranno ammessi spettatori in arrivo dall’estero, in assoluto (al punto che in questo articolo il Financial Times si chiede che senso abbiano dei Giochi così chiusi).

Fuori dalla bolla del Villaggio Olimpico in Giappone la situazione epidemiologica peggiora. Il numero di nuovi casi nella città di Tokyo – giunta al quarto stato di emergenza, iniziato il 12 luglio con termine previsto per il 22 agosto – è stato di oltre mille per quattro giorni consecutivi. Un dato apparentemente basso per una città con oltre 13 milioni di abitanti, ma con solo una piccola parte della popolazione giapponese vaccinata – siamo intorno al 20% – non è possibile correre alcun rischio.

Anche per questo i Giochi continuano a essere osteggiati dai cittadini della capitale. Lunedì il quotidiano nipponico Asahi Shimbun ha pubblicato un sondaggio – su 1.400 persone – che rivela come i due terzi della popolazione non crede che il Giappone possa ospitare Olimpiadi sicure e protette, e che gli organizzatori possano tenere sotto controllo il virus nonostante le attuali precauzioni.

Le conseguenze di questa opposizione si vedono anche in scelte laterali alla manifestazione, ma simbolicamente rappresentative dell’aria che tira: lunedì i media locali hanno riferito che, dato il poco brillante sostegno pubblico, lo sponsor di Tokyo 2020 Toyota ha dichiarato che non avrebbe trasmesso spot televisivi relativi ai Giochi.

Quel che è certo è che le Olimpiadi 2020 – posticipate di un anno a causa della pandemia – non si apriranno in un clima particolarmente sereno. Per gli atleti coinvolti ci sarà probabilmente una tensione e una pressione doppia da superare durante la manifestazione.

Oltretutto per la maggior parte degli sportivi impegnati questi Giochi arrivano dopo una stagione complicata, fisicamente e mentalmente dispendiosa, dopo le restrizioni del 2020.

Non è un caso che oltre alle defezioni per covid, molti salteranno le Olimpiadi per scelta – magari per riposare o per guarire da problemi fisici. Lo sanno bene al Coni, dal momento che Team Italia negli ultimi giorni ha perso il tennista Berrettini – miglior italiano del circuito Atp e fresco finalista di Wimbledon – e il golfista Francesco Molinari.

I tornei di tennis sono un esempio lampante di quanto sia stato difficile arrivare in buone condizioni a Tokyo: tra gli uomini presenti nella bolla non ci saranno 26 dei primi 50 tennisti del ranking Atp, compresi Roger Federer e Rafael Nadal; tra le donne non ci saranno 19 delle prime 50 tenniste del ranking Wta, a partire da Serena Williams e Vika Azarenka.

È evidente che, per quanto ci si provi, organizzare una manifestazione così complessa e articolata durante una pandemia sia un’impresa titanica. Le tante assenze, i dubbi e le incertezze che aleggiano nella bolla del Villaggio Olimpico, la pressione e l’attenzione da dedicare a questioni extra-sportive rischiano di alterare anche valori tecnici e atletici delle competizioni, rendendo queste Olimpiadi le meno prevedibili di sempre.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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