Milano 2021Per governare una città ci vogliono testa, cuore e una buona memoria di chi ha fatto che cosa

Secondo la capolista dei Riformisti per Beppe Sala, il candidato-sindaco del centrodestra Luca Bernardo non ha le idee chiarissime su come (e grazie a chi) il capoluogo lombardo abbia ottenuto il sucesso dell‘Expo e gli altri grandi risultati della recente epoca pre-pandemica. Il che sarebbe un problema. Perché è proprio da lì che si dovrà ripartire

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Mi sorprendono molto le dichiarazioni del candidato Luca Bernardo che, alla presentazione ufficiale della destra per le prossime elezioni amministrative di Milano, ha dichiarato che il Sindaco Beppe Sala dovrebbe dire grazie a Letizia Moratti se è stato protagonista di Expo.

So che non dovrei troppo stupirmi perché è così evidente che questa destra non ha visione politica, non ha idee e progetti per la nostra città, non ha un piano per riportare Milano ad accelerare dopo la pandemia. Ecco perché sono costretti a ricorrere a una mistificazione della realtà che però è un tentativo maldestro perché noi milanesi ci ricordiamo molto bene come sono andate davvero le cose sulla vicenda Expo.

Senza togliere alcun merito a chi ha portato Expo a Milano, è però storia (e onestà intellettuale) ricordare che se il 1 Maggio 2015 c’è stata la cerimonia di inaugurazione di Expo dobbiamo dire un immenso grazie solo alla caparbietà dell’allora premier Matteo Renzi, alla capacità manageriale di Beppe Sala e alla macchina amministrativa del Comune all‘epoca guidato da Giuliano Pisapia. All‘epoca fu infatti il premier Renzi a nominare Beppe Sala commissario straordinario di Expo, a differenza di quel che ha dichiarato ieri Bernardo.

Matteo Renzi, che da presidente del Consiglio aveva presieduto quella giornata di inaugurazione, fu profetico nel suo discorso “La scommessa di Expo è la ripartenza del Paese”. Così è stato perché Expo ha cambiato il volto di Milano, ha raddoppiato il turismo e con esso l’indotto di attività e servizi che ogni grande evento o grande opera riesce conseguentemente a generare. E con Milano ha gioito l’Italia tutta, con un sentimento di orgoglio nazionale, uno spirito di partecipazione e una voglia di riscatto che ricorda le emozioni che in questi giorni la nazionale di calcio ci ha regalato in occasione degli Europei.

L’altro scivolone di Bernardo è su City Life: si vede proprio che della città conosce poco. City Life è il frutto di tante mani e di un’amministrazione di centrosinistra che è stata capace di raddoppiare il parco, valorizzare piazza Giulio Cesare e utilizzare gli oneri per fare cose buone per la città.

Per amministrare ci vogliono testa e cuore. Chi vuole governare Milano deve innanzitutto amarla e apprezzarla, perché se oggi Milano è una capitale europea lo deve soprattutto ai milanesi e a chi in questi 10 anni è stato capace di valorizzare capacità e competenze. Se Milano è un riferimento per solidarietà e inclusione lo dobbiamo alla rete di volontariato e terzo settore che solo Milano è stata capace di costruire in questi anni.

La nostra città ha bisogno di un progetto per il futuro, che migliori anche alcune criticità, come ha dimostrato chi sa amministrare in continuità con questi anni importanti partendo dal rispetto della città e dei milanesi tutti. Ecco perché noi Riformisti scendiamo in campo al fianco del Sindaco Sala con la lista “Lavoriamo per Milano con Sala” che raccoglie le migliori competenze al servizio della città.

Alessia Cappello è coordinatrice di Italia Viva Milano e capolista della lista “I Riformisti. Lavoriamo per Milano con Sala”

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