L’Italia volta paginaI processi più rapidi sono decisivi per il Recovery Plan, dice Gentiloni

Il commissario Ue agli Affari economici spiega che quella della giustizia è una delle principali riforme richieste da Bruxelles. La spinta ad accelerare i tempi in tribunale viene ribadita anche dal commissario Didier Reynders. Draghi intanto ha chiesto e ottenuto sostegno dalla maggioranza sulla proposta Cartabia: nessun rilievo, nemmeno dai Cinque stelle, che però restano divisi sulla prescrizione

(Stephanie Lecocq, Pool via AP)

«Il piano del Recovery è molto impegnativo perché c’è una quantità di risorse notevolissima. Manca un po’ il senso che questa è una missione nazionale. Non è una questione che possa essere risolta solo dal governo». Lo ricorda il commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni a Repubblica. «Duecento miliardi da spendere in 4 o 5 anni sono un’enormità. La misura più importante di una legge di bilancio, quando ero premier, valeva 6-7 miliardi. Dobbiamo comprendere che avviene una cosa straordinaria e questa è una missione nazionale».

Ma non di soli denari è composto il Pnrr. E infatti Gentiloni, mentre il governo tratta la riforma Cartabia con le diverse anime della maggioranza e il rapporto annuale di Bruxelles sullo stato di salute degli ordinamenti giudiziari dell’Unione torna a illuminare i severi ritardi che riguardano i tempi dei processi italiani, ricorda che quella della giustizia «è una delle riforme principali che l’Europa chiede. Perché l’Italia ha un record negativo che è la lentezza della giustizia, in particolare civile. Questo è un handicap in particolare economico. Per le imprese che vogliono investire nel nostro Paese, il fatto che una qualsiasi controversia abbia tempi non comparabili è un problema. Nel piano italiano, se ne parla poco, ma l’obiettivo principale per noi a Bruxelles è colmare questo ritardo. Anche i cittadini italiani hanno diritto a una giustizia con dei tempi europei. Per la prima volta ci sono dei passi avanti».

Passi avanti che vengono richiesti anche dal commissario europeo alla Giustizia Didier Reynders, che a Repubblica dice: «Sulla giustizia in Italia la strada da compiere è molto lunga. La media temporale è molto alta. Ne parlerò anche la prossima settimana con il ministro della Giustizia Cartabia».

Ma gli impegni del Pnrr, spiega il commissario, sono fondamentali: «Faccio un esempio: il numero di magistrati è tra i più bassi nell’Ue. L’efficienza non è determinata da una loro qualità bassa ma dal numero. L’Italia ha già ricevuto una raccomandazione specifica su questo. Per questo è importante il Recovery. Il nuovo governo ha assunto un impegno preciso: ridurre i tempi dei processi civili del 40 per cento e di quelli penali del 25 per cento. Se stai sotto la media europea, il problema è tuo. E l’Italia ha una lunga storia al riguardo».

Sulla riforma del Csm, invece, «l’obiettivo per noi è garantire l’indipendenza, questione fondamentale», specifica. «E prevedere una stretta separazione tra il ruolo dei magistrati e le funzioni politiche. L’assenza o la percezione di assenza di indipendenza incide anche sull’economia». Ad esempio: «Un imprenditore che non ha la certezza dell’indipendenza dei magistrati e non sa se la giustizia è efficiente, esita a fare investimenti in quel Paese».

Mentre sui fatti delle violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, conclude, «ci aspettiamo una inchiesta trasparente e indipendente per capire cos’è accaduto».