SupergoogleNotizie dai campi e dalle cucine

L’agricoltura vive un periodo movimentato, tra l’introduzione di nuove leggi e la ripresa di pratiche agricole risalenti a molto tempo fa. Nel mondo degli chef, invece, si presta sempre più attenzione a ridurre gli sprechi

Torna la nostra rassegna stampa, in grado di offrirci alcune informazioni su ciò che accade nel mondo del cibo e del vino all’estero. 

In Francia, ci spiega The Independent, è stata da poco introdotta una nuova legge agricola che vieta alle marche di prodotti vegetali di utilizzare in etichetta termini relativi a prodotti animali, come salsicce di soia o hamburger vegetariano. In molti hanno sottolineato quanto sia bizzarra questa normativa, ma i suoi sostenitori ritengono che i consumatori potrebbero essere tratti in inganno da tali etichette. Per comprendere meglio questo cambiamento, è bene ricordarci che i consumi di prodotti a base vegetale continuano ad aumentare, e non solamente per vegetariani e vegani. Un chiaro campanello d’allarme per l’industria della carne, che sta vedendo le sue quote di mercato pian piano dimezzarsi, e che prova, quindi, a difendersi in ogni modo. Ora è il settore dei prodotti vegetali a preoccuparsi, considerando che sono proprio i termini relativi a prodotti animali che danno una identità ai loro prodotti. Tra descrittori quali burger, bistecca, e affumicato, l’aspettativa che si crea è quella di mangiarsi un vero e proprio pezzo di carne. Senza la possibilità di utilizzare questi termini in etichetta, questi prodotti avranno lo stesso appeal?

Rimaniamo in tema agricoltura con Claire Marshall, che ci racconta alcune cose sull’agricoltura rigenerativa. Una pratica che risale a molto tempo fa e che sta iniziando a essere nuovamente utilizzata dagli agricoltori di oggi. Lo scopo è quello di migliorare la qualità della carne prodotta, aumentare la possibilità di avere terreni sani e fertili, nonché di aiutare a contrastare il cambiamento climatico. L’agricoltura rigenerativa, a detta dei suoi sostenitori, è una pratica che agisce in armonia con la natura. Infatti, il principio alla base di questa forma di coltivazione e allevamento risiede nel maggior rispetto che viene dato ai terreni, per esempio evitando di arare i campi e riducendo l’uso di sostanze chimiche, mentre la presenza di animali da pascolo può aiutare con la fertilizzazione. A tutto il resto, pensa la natura.  

Passiamo dai campi alla cucina: su Madame Figaro Vanessa Zocchetti intervista tre donne chef per avere consigli e ricette per una cucina a spreco zero. Da dove iniziare? Sono accorgimenti che probabilmente già conosciamo, ma che non sempre riusciamo a seguire: consumare tutto ciò che acquistiamo, preparare la corretta quantità di cibo e, prima di buttare qualche avanzo, riflettere bene su come potremmo riutilizzarlo in cucina (per esempio per la preparazione di un brodo). Oppure, usare una spazzola per lavare le verdure (biologiche), in modo da non doverle pelare e poterle mangiare anche con la buccia. Una nuova cucina all’insegna dello spreco zero e di ricette creative.

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