Assenti e supplentiCome funzionano le vacanze alla Commissione europea

La presidente von der Leyen viene “sostituita” da uno dei commissari durante le ferie, in modo che Palazzo Berlaymont resti operativo per ogni evenienza. Un documento interno scoperto da Politico.eu svela i turni, da qui al 2024

LaPresse

Anche i commissari europei vanno in vacanza e anche alla Commissione esistono le supplenze estive. Un documento interno all’esecutivo comunitario illustra i periodi di assenza e di copertura di ognuno di loro: quando la presidente Ursula von der Leyen è lontana da Bruxelles, infatti, tocca a uno dei membri del suo collegio farne le veci.  

Il commissario designato ha il compito di firmare i documenti ufficiali e gestire l’amministrazione corrente, mantenendo in funzione la macchina burocratica. Ma soprattutto, la sua presenza dovrebbe garantire la percezione che la Commissione possa reagire immediatamente in caso di necessità, un segnale anche simbolico agli Stati membri e ai cittadini dell’Unione europea. Questo è il motivo che ha spinto il precedente presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ad ideare il sistema della rotazione, per assicurare la permanenza di almeno un commissario nei 365 giorni dell’anno.

Il «piano ferie», ottenuto dal quotidiano Politico, dettaglia i turni di copertura dei periodi estivi e delle festività in generale, fino al termine della Commissione in carica. Ad avere in mano le redini di Palazzo Berlaymont è dal 29 luglio l’austriaco Johannes Hahn, commissario al Bilancio e all’amministrazione. Dopo di lui toccherà alla maltese Helena Dalli (Uguaglianza), al polacco Janusz Wojciechowski (Agricoltura) e alla svedese Ylva Johansson (Affari Interni). Le sostituzioni terminano il 29 agosto, quando von der Leyen rientrerà pienamente operativa e comincerà la nuova stagione della Commissione. 

Una «città fantasma»
Di certo, chi si troverà a fare da presidente vicario nei mesi estivi avrà un carico di lavoro moderato da gestire, visto che giorni centrali dell’estate a Palazzo Berlaymont sono molto diversi da quelli del resto dell’anno. Da metà luglio l’attività della Commissione è calata significativamente d’intensità. L’ultimo grande appuntamento è stato il lancio di «Fit for 55», il pacchetto di misure previsto per ridurre del 55% le emissioni di gas serra entro il 2030: da allora molti membri dello staff sono in ferie e anche gli appuntamenti con la stampa si sono diradati nell’ultima settimana del mese, passando da una cadenza quotidiana a bi-settimanale. 

Come spiega a Linkiesta un funzionario, la sede della Commissione è al momento una sorta di «città fantasma». Gli uffici rimangono in gran parte chiusi e in giro per i corridoi si vede quasi solo il personale della sicurezza. L’atmosfera generale è più rilassata, conferma la fonte interna alla Commissione, a partire dal dress-code: meno abiti formali e più tenute comode, sia per gli uomini che per le donne. 

Sullo scarso affollamento dei palazzi di Bruxelles ha influito quest’anno anche la pandemia da Covid19: la Commissione, come anche il Parlamento europeo, ha prima imposto e poi concesso per lunghi periodi la possibilità di lavorare da remoto ai suoi dipendenti, limitando le riunioni fisiche allo stretto essenziale. In questo periodo, però, si vedono molte meno facce anche ai meeting sulle piattaforme online.

Divisione ineguale
La possibilità di lavorare a distanza influirà probabilmente anche sugli altri «ponti» dell’anno, di cui molti funzionari approfitteranno per trascorrere qualche giorno nei rispettivi Paesi di origine, visto che la gran parte dei circa 32mila impiegati della Commissione non proviene dal Belgio. 

Un’opportunità di staccare la spina anche per i loro capi, tranne che per il commissario incaricato di volta in volta alla copertura. I 326 giorni festivi segnati nel calendario da qui fino alla fine del mandato della Commissione non sono divisi in parti uguali. Escludendo la presidente von der Leyen e l’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri Josep Borrell, che non rientrano nella turnazione, toccherebbero a ogni membro del collegio 13 giorni di permanenza. 

Invece, il vice-presidente esecutivo Frans Timmermans sostituirà von der Leyen 21 volte, mentre la Commissaria alla Salute, la cipriota Stella Kyriakides, soltanto cinque. Gli altri membri che trascorreranno più tempo a Palazzo Berlaymont sono Johannes Hahn (18 giorni), l’altra vice-presidente Margrethe Vestager (15), Helena Dalli e Ylva Johansson (14). C’è anche uno slot ancora «scoperto», che va dal 19 al 27 agosto 2023 e per il quale manca al momento il nome del designato. 

Come in ogni team di lavoro, a qualcuno toccano turni particolarmente ingrati. Il commissario all’Allargamento e alle Politiche di vicinato, l’ungherese Olivér Várhelyi, dovrà coprire i giorni di Natale sia nel 2021 che nel 2023, due su cinque dei periodi natalizi del mandato: un’assegnazione così sgradita che Várhelyi è l’unico ad aver chiesto un cambio ai colleghi, come si legge in una nota del documento. 

Il greco Margaritis Schinas, commissario alla Promozione dello stile di vita europeo, sarà invece l’ultimo rappresentante della Commissione von der Leyen a tenere le chiavi del palazzo: a lui spetta il ponte di Ognissanti del 2024: i primi tre giorni di novembre saranno l’ultimo periodo festivo prima che si installi la nuova Commissione, figlia delle prossime elezioni europee. Da quel momento, i 27 componenti della squadra potranno andare in vacanza tutti insieme. 

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