Dopo la debacle afghanaIl piano del commissario Breton per costituire un esercito europeo

In un intervento pubblicato dal Sole 24 Ore elenca i tre pilastri per la difesa comune e spiega: «È il momento di diventare adulti. La domanda non è se ma “quando”. E dobbiamo essere pronti. I Trattati già lo prevedono, è giunto il momento di portare avanti questa ambizione»

(AP Photo/Virginia Mayo, Pool)

Lo ha ripetuto nei giorni scorsi il vicepresidente della Commissione Ue e Alto rappresentante della politica estera Josep Borell. E oggi lo scrive anche Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno, in un intervento sul Sole 24 Ore: la difesa comune europea «non può più aspettare».

«Il ritiro unilaterale delle truppe statunitensi ha evidenziato ancora una volta la forte dipendenza dell’Europa dalla politica estera e di sicurezza di Washington», scrive. «Questa situazione contribuirà senza dubbio a far comprendere il concetto di “autonomia strategica”, vale a dire la capacità per l’Europa e per gli europei di avere scelta, di avere la libertà di scegliere. Oggi siamo a un momento cruciale di transizione dall’“Europa Mercato” – e nient’altro – all’“Europa Potenza”. L’Europa ha sempre esercitato la sua influenza globale attraverso il suo soft power. Oggi è chiaro che questo non basta più».

Il commissario elenca i tre pilastri per costruire la difesa comune: una «vera dottrina europea per la sicurezza e la difesa»; una «forza militare di proiezione, operativa, flessibile e attivabile rapidamente»; un «quadro istituzionale e politico europeo nuovo» per prendere le decisioni comuni necessarie. Per questo, dice Breton, «considero fondamentale portare avanti la proposta per la creazione di un Consiglio di Sicurezza europeo, che prepari le decisioni di un autonomo Consiglio dei ministri della difesa europeo e, infine, quelle del Consiglio europeo formato difesa».

Breton spiega che «un’Europa geopolitica, un’Europa potenza, deve dotarsi di mezzi propri e di certe caratteristiche dell’hard power». E spiega che «l’Europa della difesa non è più un’opzione. È il momento di diventare adulti. La domanda non è se ma “quando”. E dobbiamo essere pronti. L’Europa deve avanzare gradualmente, ma rapidamente, verso una vera Difesa comune. I Trattati già lo prevedono, è giunto il momento di portare avanti questa ambizione».

Il commissario invita anche a non sottovalutare «l’effetto psicologico della creazione di un’affectio societatis per l’Europa della difesa da parte degli attori della politica e dell’industria, nonché dell’opinione pubblica europea. Ma dobbiamo spingerci ancora oltre e creare un vero piano capacitario europeo che definisca in comune i bisogni, stabilisca strategie di acquisto congiunte e renda coerenti i vari piani nazionali».