House of StrasbourgI temi della sessione plenaria del 13-16 settembre

Gli eurodeputati approveranno la riforma della Carta Blu per attrarre in Europa i lavoratori altamente qualificati e voterà per rafforzare il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) così da affrontare in modo più efficace le future minacce sanitarie transnazionali. Il 15 settembre la presidente della Commissione Ue pronuncerà in Aula il discorso annuale sullo stato dell’Unione

LaPresse

Dal 13 al 16 settembre il Parlamento europeo si riunisce nella sua sessione plenaria nella sede di Strasburgo. Di seguito la diretta dei lavori i temi più importanti che verranno discussi in Aula.

La diretta del 13 settembre

Von der Leyen pronuncerà il discorso sullo Stato dell’Unione
Il 15 settembre, alle ore 9.00 la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen farà il punto sulle sfide affrontate in questo anno e quelle da affrontare in futuro 

I temi saranno la gestione della crisi economica e sanitaria causata dalla pandemia, il NextGenerationEU, il nuovo programma di investimenti per promuovere la digitalizzazione di Digital Europe 2021-2027 e le misure da adottare per arginare il cambiamento climatico. Von der Leyen dovrebbe parlare anche della Conferenza sul futuro dell’Europa

Il dibattito su come rafforzare l’Unione sanitaria e la cooperazione transfrontaliera
Il Parlamento europeo discuterà e voterà due leggi per rafforzare il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) per poter affrontare in modo più efficace le future minacce sanitarie transnazionali. 

Tra le proposte c’è l’ipotesi di estendere il campo d’azione dell’ECDC anche al controllo e alla prevenzione delle principali malattie non trasmissibili – come cancro, diabete o patologie cardiovascolari – coinvolgendo maggiormente gli Stati membri. 

Altro punto cruciale è il meccanismo di risposta alle crisi sanitarie transfrontaliere, messo spesso sotto accusa da diversi Stati membri durante la pandemia. Secondo i deputati servono procedure più chiare e una maggiore trasparenza sugli appalti comuni e gli accordi di acquisto dell’Unione Europea.

Una necessità evidenziata anche dalla vicenda del contenzioso legale con Astrazeneca – dovuto ai ritardi nelle consegne dei vaccini – e, soprattutto, dai molti dissapori emersi tra gli Stati membri riguardo alla strategia di distribuzione adottata, dove si è preferito contrattare sui prezzi ridotti delle dosi di vaccino (tutelando così i paesi più piccoli) a discapito della velocità di azione.

La Carta Blu per attrarre in Europa i lavoratori altamente qualificati
I deputati approveranno in via definitiva la riforma della direttiva sulla “Carta blu UE”, il particolare permesso di soggiorno rilasciato dal questore a lavoratori altamente qualificati regolarmente assunti.

La riforma nasce da una revisione della direttiva sulla “Carta blu” del 2009 e renderà più semplice per i datori di lavoro dei paesi dell’Unione assumere cittadini provenienti da paesi extraeuropei.

Sarà introdotta una maggiore flessibilità delle condizioni di ingresso e di soggiorno in Europa e verrà ulteriormente ridotta la soglia minima sul salario richiesto ai lavoratori per poter ottenere il “documento blu”. Inoltre, verranno garantiti maggiori diritti ai beneficiari, semplificando la mobilità all’interno dell’Unione e velocizzando le procedure relative al ricongiungimento familiare.

La discussione su come tutelare lo Stato di diritto in Polonia
Il 15 settembre gli eurodeputati dibatteranno sul nuovo progetto di legge del governo polacco che minaccia il principio del pluralismo dei media nel Paese, in particolare le trasmissioni radiotelevisive. Se approvata, la norma impedirà ad aziende che hanno sede al di fuori dallo spazio economico europeo (SEE) di possedere più del 49% dei media polacchi. Tradotto: per una azienda extra europea sarà impossibile possedere un media polacco. Secondo molti analisti l’obiettivo della legge è colpire TVN, una rete di proprietà statunitense da tempo critica nei confronti del governo

Questa è l’ennesima sfida della Polonia ai diritti tutelati dall’Unione Europea. Ad agosto a Corte di giustizia europea, ha condannato le proposte di riforma giudiziaria del governo polacco perché ledono l’indipendenza dei giudici polacchi, rendendoli troppo influenzabili dall’esecutivo. Per questo motivo la Commissione europea ha imposto delle sanzioni finanziarie alla Polonia, che ha prontamente fatto ricorso.

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