Cose turcheIn Turchia la rivoluzione della mobilità urbana parte da Fark Labs

Il paese è attualmente il quarto produttore di automobili in Europa. La compagnia di Istanbul controlla Farplas, azienda che ha registrato ricavi per 250 milioni di euro nel 2019. Seguendo quattro filoni: connettività, automatizzazione, car sharing ed elettrico

farplas.com

Ad un primo impatto, sembra di stare in un luogo creato unicamente per il divertimento e la socializzazione – accogliente e vivace – più che un ufficio. Scritte fosforescenti al neon, tavola da surf colorata appesa trasversalmente al muro, giganteschi murales sulle pareti, opere d’arte contemporanee disposte sui diversi piani dell’edificio. Addirittura, una romantica altalena a panca sospesa e un piccolo chiringuito nella sala delle conferenze. Si tratta di Fark Labs, incubatore e soggetto investitore con un focus sulla mobilità e sulle nuove tecnologie. Un vero e proprio laboratorio di idee.

La fondatrice, Ahu Büyükkuşoğlu Serter, ama definirsi «mother of all things» (madre di tutte le cose), così si legge nel suo biglietto da visita. È la presidente della Fark Holding che a sua volta controlla Farplas, società turca di componentistica per l’automotive, nata nel 1968. Farplas ha 4 centri di ricerca e 10 siti produttivi, nel 2019 ha registrato ricavi per 250 milioni di euro.

Fark Labs parte dall’analisi dei trend contemporanei che delineano una crescente domanda di mobilità e di cambiamento nel settore dell’auto. Per la manager turca – esperta di innovazione, soluzioni di trasporto e mobilità, strategia aziendale e imprenditorialità femminile – sono quattro i trend dell’industria dell’automotive: connettività, automatizzazione, mobilità condivisa e elettrico. L’elettrico è al centro di molti dei progetti supportati dal laboratorio, ma il focus è anche sulla produzione di parti di veicoli, con tecnologie innovative, illuminazione e vernici. Questo player turco scommette nel futuro e nelle opportunità post-pandemia: ha già investito milioni di dollari in 15 startup turche. Il gruppo mira al miliardo di euro di fatturato per il 2028, prevedendo anche l’ingresso nel mercato cinese e in quello statunitense.

Il motto è quello di adattarsi al mondo che cambia e ad Istanbul questo cambiamento è percettibile. Ahu Serter non ha dubbi: «abbiamo deciso di investire sulle nuove tecnologie per i sistemi di trasporto intelligenti. La trasformazione dell’industria automobilistica è sorprendente in Turchia. Anche il nome dell’industria è cambiato: ora si parla unicamente di “mobilità”. Il settore automotive, entro il prossimo decennio, affronterà una grande trasformazione nel nostro paese. Noi vogliamo contribuire a questa trasformazione». In questo luogo, l’idea di ricominciare da capo, dopo la pandemia, non mette paura, anzi: «Pensiamo» – sostiene l’imprenditrice – «che un piccolo laboratorio sia capace di realizzare, in tempi rapidi, progetti rivoluzionari che, invece, sarebbe più difficile attuare in una grande holding».

Nonostante la grave crisi economica, Istanbul appare ancora oggi una metropoli in continua e costante crescita; alcuni quartieri d’affari sembrano riprodurre, in piccolo, la Grande Mela; I grattacieli pullulano; I lavori in corso sono incessanti; Il nuovo centro finanziario ad Ataşehir, nella parte asiatica della città, è quasi pronto, anche se nessuno sa quando sarà realmente attivo. L’implacabile e selvaggia urbanizzazione si coglie ad occhio nudo. Girare la metropoli può essere, a volte, una vera e propria impresa: un traffico incessante, richiede soluzioni rivoluzionarie.

È proprio da questa filosofia che nasce il lavoro di Fark Labs: il gruppo vuole rispondere tempestivamente alle nuove sfide dei trasporti poste dall’intensa urbanizzazione. Fark Labs sorge a Maslak, zona finanziaria e commerciale, situata nella parte europea di Istanbul. Uno dei tanti quartieri, modernissimi e senza identità, disseminati da una parte e dall’altra del Bosforo.

I monopattini elettrici si cominciano a vedere sempre di più per le strade, lungo il Bosforo e nei campus universitari. Questa ondata, che negli ultimi anni ha preso piede in tutto il mondo, ha raggiunto anche le coste turche. Ahu Serter spiega chiaramente il nuovo trend visibile anche nel paese della mezzaluna: «le auto elettriche sono in aumento poiché il loro impatto sull’ambiente è meno dannoso rispetto alle auto convenzionali. Le auto condivise – car sharing – sono in aumento perché i costi sono minori rispetto a un’auto privata e con meno limitazioni. Le automobili connesse sono in aumento perché producono dati senza fermarsi e i dati sono ormai considerati il “nuovo petrolio”. A Fark Labs ci concentriamo su ricerca, sviluppo e innovazione e investiamo in tutte queste aree. Non ci preoccupiamo delle cose che non sappiamo, cerchiamo persone con idee innovative e collaboriamo insieme».

Il peso dell’automotive in Turchia ha un’importanza strategica. Nel 2020 sono stati prodotti 1,3 milioni di veicoli, secondo il ministero dell’industria; un numero dovuto alla pandemia Covid perché – dati in mano – la capacità produttiva del paese è di 2 milioni di veicoli l’anno. La Turchia è il quarto produttore in Europa, il 14esimo nel mondo. Nei prossimi anni è previsto un importante aumento di vendite di veicoli elettrici. Si vedranno ben presto stazioni di ricarica in tutto il paese e in tutte le città, così affermano gli esperti del settore.

Insomma, la rivoluzione della mobilità urbana è iniziata e nel coloratissimo Fark Labs – in cui arte, fantasia, innovazione si mescolano insieme – già si intravede il futuro. E Ahu Serter, «madre di tutte le cose», vuole farne parte.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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