Quick chargeUn caricatore ultrarapido potrebbe rivoluzionare il mercato delle auto elettriche

Si chiama Terra 360: l’obiettivo è quello di ridurre a 15 minuti i tempi per il rifornimento e gestire fino a quattro veicoli. I nodi da sciogliere riguardano i costi di consumo casalingo e il dialogo con la Cina, proprietaria della quasi totalità dei giacimenti per produrre batterie dedicate

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Quindici minuti per ricaricare, completamente, qualsiasi auto elettrica e fornirgli un pieno di energia. Terra 360, il nuovo caricatore modulare della società di ingegneria svizzera Abb, potrebbe rivoluzionare il mercato delle vetture a propulsione elettrica e renderle più competitive nei confronti delle rivali a gas, benzina o diesel.

La Abb è entrata nel settore dell’automotive nel 2010 e ha già venduto 460mila caricatori in 88 mercati in tutto il mondo, ma ora si prepara a fare il salto di qualità, dato che Terra 360 può prendersi cura, contemporaneamente, di ben quattro veicoli. L’innovazione dovrebbe essere lanciata in Europa entro la fine dell’anno per poi diffondersi, pandemia permettendo, in Asia, America Latina e Stati Uniti nel corso del 2022. L’obiettivo è quello di tagliare drasticamente i tempi di ricarica che oggi, nella migliore delle ipotesi, ammontano a un’ora. L’addio alla dipendenza dal petrolio e alla necessità di dover sostenere i costi per un pieno di carburante rappresenta uno dei maggiori punti di forza dell’auto elettrica.

Un punto controverso è però rappresentato dal costo di ricarica che, se si sfrutta la rete casalinga, ammonta a 20 centesimi di euro al kWh mentre se si sceglie una colonnina cresce fino a toccare i 45 centesimi al kWh o 55 centesimi. Un’altra problematica è quella dei tempi di ricarica. Un impianto tradizionale richiede circa 8 ore e ciò può spingere il proprietario dell’auto elettrica ad effettuare questa operazione nel corso della notte. Il costo è influenzato dalla capacità di autonomia della batteria che è compresa tra i 230-330 chilometri per le 45 kWh oppure tra i 390 ed i 550 chilometri per le 77 kWh.

Negli Stati Uniti il mercato dei veicoli elettrici è rimasto piatto nel 2020, preda di una stagnazione che ha fatto seguito alle vendite record del 2018. Il dominio esercitato da Tesla ha continuato ad essere indiscusso, grazie ai 290mila veicoli elettrici venduti nel 2020. Nel 2021, invece, le vendite di veicoli elettrici sono cresciute fino a superare i livelli raggiunti nei quadrimestri e negli anni precedenti.

L’Italia è agli ultimi posti in Europa per la vendita di auto elettriche mentre per quanto riguarda i punti di ricarica ogni 100 chilometri si trova a metà classifica. A dimostrarlo sono i grafici diffusi da tre associazioni, Anfia, Unrae e Federauto, che certificano come un’auto su cinque venduta in Germania si ricarica con la spina mentre in Italia, tra elettriche pure e ibride, siamo ad una su venti. Il parco circolante è esiguo e supera di poco il centinaio di migliaio di auto. L’auto elettrica non decolla, nonostante i livelli preoccupanti di polveri sottili e gli investimenti, perché ha un prezzo troppo alto. Un’utilitaria, come ricordato da un’inchiesta realizzata da Milena Gabanelli e pubblicata sul Corriere della Sera, può costare tra i 30 ed i 37mila euro e l’incentivo per la rottamazione è ancora basso se paragonato a quello di paesi come Francia e Germania.

C’è poi una questione, geopolitica ed economica, che riguarda la batteria e che ci porta in Cina. Pechino controlla la quasi totalità dei giacimenti mondiali delle materie prime necessarie per produrla ed il dialogo non è sempre dei migliori. Per evitare di sviluppare una dipendenza si stanno cercando metodi alternativi, come l’estrazione di metalli dall’oceano, ma si è ancora indietro.

Le case automobilistiche stanno affrontando la transizione verso l’elettrico in maniera diversa, con l’entusiasta Ford che ha già dichiarato che tutte le sue creazioni vendute in Europa entro il 2030 saranno elettriche. La Daimler, che si occupa della Mercedes-Benz, ha reso noto che i clienti avranno la possibilità di acquistare una versione elettrica di ogni macchina a partire dal 2025. La Hyundai punta alla piena elettrificazione in Europa per il 2040 mentre il conglomerato Jaguar-Land Rover ha piani diversificati in base al tipo di veicoli. Chiudono il cerchio la Renault, che vuole diventare al 90% elettrica entro il 2030 e la mega corporazione Stellantis, che ha fissato una scadenza anticipata e compresa tra il 2025 ed il 2028, in base al paese e alla casa di produzione.