Green economyA Milano un nuovo modello di viver sano all’insegna della circolarità

Si chiama “Coltiviamo benessere” il progetto di Cia Agricoltori Italiani Milano che nasce con l’obiettivo di stimolare nuove sinergie tra aziende agricole, cittadini, istituzioni, scuola e territorio

Il benessere è un ecosistema che coniuga la salute della persona alla tutela del territorio. Con l’obiettivo di infondere la cultura del vivere sano e il senso di responsabilità verso l’uomo e l’ambiente, nasce “Coltiviamo benessere”, progetto di Cia Agricoltori Italiani Milano i cui principi fondanti sono racchiusi in una innovativa “Carta del benessere”, e in alcuni progetti già realizzati come la “Guida agli alberi di Milano”, un primo itinerario botanico-culturale che va dai giardini Indro Montanelli alla Cascina Nascosta del Parco Sempione.

«La salute della persona non può essere disgiunta da quella degli altri elementi che contribuiscono a realizzarla, i vegetali alla base della nostra catena alimentare, gli animali che se ne nutrono e di cui ci nutriamo – spiega Paolo Maccazzola, Presidente di Cia Agricoltori Italiani Milano. Il benessere deve essere circolare o non è tale e deve, per questo, prendere in considerazione il noi di cui facciamo parte assieme agli altri esseri viventi».

«La campagna e le aziende agricole – prosegue Paola Santeramo, direttore provinciale di Cia – si pongono come soggetti per la realizzazione del benessere assieme ai cittadini e alle istituzioni che li rappresentano, a quelle preposte alla tutela della salute e alle aziende pubbliche che si occupano dell’erogazione di servizi: per la produzione di cibi, buoni, nutrienti, accessibili; di contenuti e di valori che consentano un approccio storico culturale al tema dell’agricoltura e del paesaggio e al rapporto tra città e campagna; di opportunità di reddito e di lavoro che possono crearsi per le aziende e per quelle risorse umane che nel lavoro agricolo e nella trasformazione dei prodotti agricoli possono cercare nuove opportunità».

“Coltiviamo il benessere” si rivolge anche e soprattutto ai giovani, protagonisti attivi dell’iniziativa “Braccia prestate all’agricoltura”, un percorso educazionale interattivo che si articolerà sia in classe sia in un’azienda agricola grazie alla collaborazione con Niccolò Reverdini imprenditore agricolo e scrittore, sviluppato all’interno del più ampio progetto Faber Quisque del Liceo Parini. «Si tratta di un percorso tra letteratura e scienza – spiega la professoressa Teresa Summa – che affronta l’importanza della coltivazione biologica per il raggiungimento del benessere che viene affrontato attraverso la letteratura antica, tra le pagine di Virgilio e moderna, con gli occhi di Emily Dickinson, attraverso la scienza studiando la riduzione dell’impatto ambientale delle coltivazioni e attraverso il cinema, analizzando la pellicola Into the wild. Un viaggio che ha lo scopo di aprire la mente, la coscienza dei giovani al benessere nella sua dimensione più olistica».

«Anche l’itinerario botanico e culturale contenuto nella Guida agli alberi di Milano – chiarisce Yazan Kondakji, coautore della guida – stimola l’osservazione del mondo e della natura circostante attraverso i cinque sensi: un viaggio emozionale nel patrimonio naturalistico nascosto dentro il cemento di Milano, città emblema di altri contesti urbani in cui scoprire una nuova essenza. Un invito a guardare oltre i muri dell’apparenza e immergersi nella bellezza di un paesaggio umano e vegetale».

Infine, in un concetto di sostenibilità ambientale e di messa a frutto delle risorse, Cia Agricoltori Italiani Milano ha promosso anche azioni e progettualità di agri welfare in alcune aziende agricole della città metropolitana, volte a migliorare la conciliazione tra le esigenze aziendali e di vita personale, riservando uno sguardo di attenzione all’inclusione con programmi di inserimento per i migranti, compresi minori non accompagnati e/o altre realtà a margine. Un progetto che promuove e dà valore alla globalizzazione verso l’attenzione al nostro patrimonio: l’ambiente di prossimità di cui viviamo, e la terra che costruiamo per il domani.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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