RestylingI simboli che non c’erano: come Milano ha creato dal nulla i suoi nuovi luoghi di ritrovo

Dalle bancarelle del bacino della Darsena agli eventi nell’ex scalo Farini, passando per il vecchio snodo ferroviario di Lambrate: le opere di ristrutturazione nella metropoli hanno rilanciato aree “insospettabili”, che sono diventate spazi di socialità e movida

LaPresse/Claudio Furlan

Ora sembra incredibile e a stento ce lo ricordiamo, ma prima del 2015 la Darsena di Milano era un letto disidratato e secco che, con poco da spartire con lo specchio d’acqua che è oggi, ospitava spazzatura di vario genere, tossici e nutrie. Quelle ci sono ancora, i primi due no.

L’opera di ristrutturazione del bacino era stata realizzata in vista di Expo 2015 e, a conti fatti, ha regalato alla città, oltre a uno scenario paesaggisticamente bello, anche un luogo d’aggregazione. Ricorda Parigi nel punto dove termina il canale Saint Martin, con tanta gente che passeggia, bimbi che giocano e qualche baretto. Benché la nuova Darsena sia frutto di una ristrutturazione recente, ha riportato a galla le vibrazioni della vecchia Milano, con il mercato coperto e le bancarelle che lo circondano.

Ci sono moltissimi ambulanti provenienti dall’America Latina che commercializzano prodotti tipici, dalla yucca, alle patate viola fino alle chips di platano e spezie che non appartengono alla nostra cucina, e poi ci sono gli stand di eccellenze alimentari come R(esistenza) Casearia e Panificio Italiano dove acquistare pane e formaggi iper ricercati e la mitica Macelleria Popolare, che oltre al servizio di macelleria vero e proprio è anche ristorante to-go: qui è d’obbligo provare il panino con il pastrami, le bombette o i mondeghili.

Tra i vari progetti di riqualificazione urbana che stanno cambiando la faccia di Milano c’è anche il lavoro sugli ex scali ferroviari: 7 in tutto, che – grazie all’accordo del 2017 sottoscritto da Comune, Regione e Ferrovie dello Stato – stanno cambiando faccia o la cambieranno a breve. Uno dei progetti più ambiziosi è quello che riguarda lo Scalo Farini in via Valtellina, luogo che già oggi è una location ambitissima per eventi di vario genere: feste, quando erano ammesse, e moltissime sfilate.

Vogue Italia ha trasformato l’ex scalo nei gironi danteschi di inferno, purgatorio e paradiso per celebrare, nel 2017, la nuova direzione di Emanuele Farneti, mentre l’anno successivo il brand di whiskey Jameson trasformò per una settimana lo spazio in una fiera paesana per celebrare il patrono irlandese, San Patrizio. Ancora, Gucci, Etro e Diesel sono solo alcuni dei brand che hanno scelto l’ex Scalo Farini come location per gli show della Fashion Week: la costruzione lunga e stretta ben si presta a costruirci una passerella e le centinaia di metri che separano l’ingresso dello scalo dalla venue sono un ottimo posto per fotografi di street style e fashion crowd, sempre in cerca di un posto dove fotografare o farsi fotografare.

A breve lo spazio, di ben 468mila metri quadri, cambierà ancora grazie al progetto “Agenti Climatici” realizzato da studio Oma e Laboratorio Permanente: a lavori conclusi ospiterà infatti un grande parco di circa 300mila metri quadri che avrà l’obiettivo di raffrescare i venti caldi provenienti da sud-ovest e al contempo di depurare l’aria. Ci sarà un bosco di conifere, che contribuirà a filtrare l’aria, mentre le superfici chiare del parco, riflettendo i raggi solari, ridurranno la temperatura del suolo facendo da contrappeso all’isola di calore prodotta dall’asfalto.

L’ex scalo Lambrate è poi la nuova casa di uno dei locali appena aperti in città e già diventati mecca imprescindibile durante i weekend e ritrovo per personaggi famosi e gente cool. Il locale ospita, oltre a uno spazio espositivo non grande ma dedicato a mostre di nicchia, anche il The Sanctuary. Un po’ Ibiza e un po’ Berlino, questo ristorante-club fuori mano combina il fascino esotico di un arredamento dal sapore tribale all’effetto postindustriale dato dalla struttura dell’ex scalo ferroviario. Spin off del The Sanctuary Eco Retreat di Roma, il locale è stato uno dei punti di riferimento dell’estate milanese e promette di diventare uno dei luoghi di culto della città.

Questo è lo stato dell’arte a ottobre 2021, ma la città è destinata a cambiare ancora grazie a due eventi cruciali: i giochi olimpici invernali Milano-Cortina del 2026 e il potenziamento della metropolitana con il completamento della M5, prevista per il 2024. Il riflesso più tangibile del grande evento sportivo sarà il nuovo villaggio olimpico, che sorgerà, da progetto, nell’ex scalo di Porta Romana. Orti urbani, aree sport, attrezzature all’aria aperta per bambini, residenze pensate per il social housing, uffici e spazi di co-working ridisegneranno i 60mila metri quadrati di Milano sud. Il progetto verrà realizzato grazie alla collaborazione di 70 studi guidati dagli architetti statunitensi Skidmore Owings & Merrill e dovrebbe vedere la luce nel 2025.

L’11 ottobre sono invece ufficialmente iniziati i lavori per uno scalo ferroviario nuovo di pacca: la stazione di Sesto San Giovanni porterà la firma di Renzo Piano. Quasi 100 metri di lunghezza, 18 di larghezza: la passerella ridisegnata dall’archistar sarà sospesa al di sopra della linea ferroviaria esistente e diventerà un ponte tra Sesto San Giovanni e le aree dell’ex acciaieria Falck. La zona, che copre più di un milione di metri quadrati, sarà oggetto di uno dei progetti di riqualificazione urbana più grandi d’Europa: la gigantesca area, occupata dall’acciaieria e dismessa dagli anni ’90, era rimasta da allora vuota e inutilizzata.

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