Male da estirpareIl report sulle vittime di pedofilia nella Chiesa francese deve far riflettere il Vaticano

La commissione di inchiesta istituita dalla Conferenza Episcopale di Francia ha scoperto almeno 300mila abusi su minori o maggiorenni fragili da parte di diaconi, catechisti o sacerdoti negli ultimi 60 anni. Un dato che obbliga le più alte cariche ecclesiastiche ad affrontare il tema, così come quello del celibato

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La Francia è sconvolta: 216.000 sono stati i minorenni o i maggiorenni fragili abusati da sacerdoti cattolici dal 1950 a oggi, cifra che sale a 320.000 se si calcolano gli abusi commessi da diaconi, catechisti, responsabili dei giovani o da personale ecclesiastico. 

È questo lo sconvolgente risultato di una commissione di inchiesta presieduta da Jean Marc Sauvé (9 donne tra i venti esperti e anche un medico musulmano), istituita dalla Conferenza Episcopale di Francia e dalla Conferenza delle organizzazioni cattoliche, che ha lavorato per mesi interrogando ben 30.000 persone.

Oltre alla enormità del fenomeno pedopornografico, il dato nuovo e interessante è che dopo la famiglia, l’ambito sociale della Chiesa è al secondo posto tra quelli (colonie di vacanze, scuole, club sportivi ecc.) nei quali ragazze e ragazzi hanno denunciato violenze e abusi sessuali.

Il 3,75% è la percentuale di ragazze o ragazzi che li denunciano in famiglia l’1,16% è la percentuale dei ragazzi e ragazze che li denunciano in ambito ecclesiastico. Infine, la Commissione Sauvé ha accertato che tra i 2.900 e i 3.200 sono gli ecclesiastici cattolici che hanno commesso abusi, cioè il 2,5-2,8% dei 115.000 sacerdoti francesi. 

La Commissione Sauvé ha anche appurato che sino ai primi anni duemila del secolo scorso la Chiesa, a fronte di denunce o scandali scoppiati, ha imposto il diritto canonico, proteggendo gli abusatori e imponendo il silenzio alle vittime e che di fatto questa omertà ecclesiale si è incrinata solo sotto i pontificati di Joseph Ratzinger e Jorge Bergoglio.

Papa Francesco ha subito espresso il suo «profondo dolore» e ha aggiunto «è il momento della mia vergogna, della nostra vergogna» a fronte di questa notizia che è sovente l’apertura di molte testate giornalistiche e che ha ovviamente sconvolto soprattutto la Chiesa francese. Peraltro, la stessa Commissione Sauvé ha notato come i pur sconvolgenti risultati della sua indagine sugli abusi di ecclesiastici sono uguali o addirittura leggermente inferiori a quelli di altre commissioni istituite in altri paesi cattolici.

Oltre alla necessità di risarcire le vittime – sottolineata dalla Commissione – questo fenomeno obbliga la Chiesa a interrogarsi non solo su come occuparsi di loro e di quali provvedimenti prendere per eliminare il fenomeno ma anche sulla alta percentuale di sacerdoti abusatori o stupratori di minori. Tutto questo, da più parti, coinvolge il tema del celibato dei sacerdoti e, come nota Le Monde, quello della assoluta marginalità del ruolo delle donne nella Chiesa.

Sul celibato, fece scandalo nel 2010 l’allora segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone che dichiarò: «Molti sociologi e molti psichiatri hanno dimostrato che non c’è relazione tra celibato e pedofilia è invece molti altri che c’è relazione tra omosessualità e pedofilia». 

Travolto dalle reazioni, Bertone ha poi precisato che si riferiva alla omosessualità nella Chiesa, ribadendo così una convinzione diffusa, così cinicamente sintetizzata da un anziano  cardinale: «Non si diventa omosessuali o pedofili perché preti, ma si diventa preti perché omosessuali o pedofili».