In presenzaCongressi, convegni ed eventi, la ripartenza segna una svolta per hotel e strutture turistiche

Tra controlli e distanziamenti, in piena sicurezza, il turismo congressuale torna a popolare gli alberghi che si attrezzano per rispondere al meglio alle nuove esigenze del settore

Una telefonata per prenotare un paio di giorni al mare, in un bell’hotel di fronte alla spiaggia, al “solito posto”, per staccare la spina nella routine autunnale. Ma una risposta inaspettata attende il vacanziero: «non abbiamo posto, siamo pieni». Il breve break va programmato con maggiore anticipo. Motivo? La struttura è piena, per un congresso. Una notizia davvero positiva, se si pensa agli ultimi mesi trascorsi. Significa che abbiamo ricominciato a viaggiare, a muoverci, e a lavorare insieme. E l’entusiasmo per la riapertura è condiviso da chi organizza incontri e congressi e dalle strutture alberghiere che ospitano questi eventi.

A fare il punto sulla ripresa di questa attività è Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi, l’associazione delle imprese del settore dei congressi e degli eventi: «La grande richiesta di eventi aziendali e congressi in presenza dopo lo stop forzato di oltre un anno dimostra come sia forte, forse ancor più di prima della pandemia, l’esigenza di incontrarsi di persona, di interagire in uno spazio fisico e non virtuale. Certo, pensare che nulla sia cambiato è impossibile ma il nostro settore ha sempre dimostrato capacità di rispondere velocemente alle esigenze del mercato. E lo sta facendo anche oggi. Gli alberghi, e con loro i centri congressi, hanno compiuto ingenti investimenti per garantire sia la sicurezza degli ospiti sia le tecnologie più performanti per gli eventi ibridi. Ma l’impegno delle nostre imprese e la tenacia dei nostri professionisti e imprenditori non è sufficiente per superare una crisi senza precedenti. È fondamentale che il Governo continui a sostenere il comparto. Servono infatti misure ad hoc e di lungo periodo per il settore più colpito dall’emergenza sanitaria e decisivo per promuovere all’estero il Made in Italy e innovare il Paese».

La risposta degli hotel
«La riapertura di fiere, congressi ed eventi avvenuta il 1° luglio scorso ha inciso in modo significativo su tutte le strutture NH Hotel Group presenti in Italia – fanno sapere da NH Hotels – con un impatto come prevedibile maggiore su quelle a vocazione MICE (Meetings, Incentives, Conferences and Exhibition), nonostante i distanziamenti tuttora vigenti. Il mese più positivo è stato al momento quello di settembre, dove abbiamo registrato un incremento del 48% delle pratiche confermate (in valore assoluto) rispetto al mese di luglio 2021 mentre lato domanda ottobre rappresenta al momento il mese migliore con un +350% rispetto al mese precedente. A trainare questo trend positivo le città di Roma e Milano in primis, che hanno ospitato da settembre in poi eventi in presenza quali il G20 ed i congressi medici SIOT e SIFO a Roma, e fiere quali il Salone del Mobile, Host-Tuttofood ed EMO a Milano tra le principali». Un flusso di richieste che ha dovuto trovare riscontro in una risposta pronta da parte delle strutture: «Flessibilità, velocità e sicurezza sono in questo momento storico i fattori chiave per soddisfare le necessità dei clienti. I nostri standard prevedono un tempo di risposta alle richieste MICE di 24 ore e stiamo cercando laddove possibile di ridurre ulteriormente questo parametro. Il nostro protocollo Feel Safe at NH MICE, perfezionato grazie alla collaborazione con la Società leader di mercato in termini di sicurezza, Société Générale de Surveillance (SGS), è stato messo a punto per garantire la massima conformità di ciascun evento alle nuove norme di salute, sicurezza e distanziamento sociale».

Certo, ci sono molti problemi da risolvere: Emio Incerti, proprietario di Inc Hotels e presidente di Federalberghi Parma evidenzia come ci siano ancora criticità «legate al distanziamento, al controllo del green pass, al fatturato che si riduce perché le sale possono essere sfruttate solo per metà della loro capienza. Ci sono costi maggiori per gestire gli accessi, problematiche concrete, solo apparentemente piccole, legate alla ristorazione, a quei coffee break che prima erano molto veloci e che oggi, con i vincoli di servizio che si rendono necessari, richiedono tempi e costi più importanti: non si può ricorrere a un buffet, bisogna prevedere delle monodosi, o del personale che serva i partecipanti. Ma i segnali di ripartenza ci sono tutti, soprattutto per quanto riguarda i corsi di formazione e i convegni legati a tematiche precise che hanno necessità di essere svolti in presenza, e che sono stati i primi a ripartire. Un’opportunità importante per chi come noi ha ampi spazi congressuali, ma anche per le destinazioni: il turismo congressuale è un turismo ricco, ed è autospendente, perché il dopo congresso è sempre una fonte di opportunità per le località ospitanti. Per noi a Parma, Reggio e Piacenza è un’opportunità per valorizzare l’aspetto enogastronomico. Le visite aziendali nei luoghi della produzione agroalimentare, oppure nei castelli, ma anche la scelta delle location per il team building sono un fattore importanti per località che turisticamente non si sosterrebbero da sole. Quello congressuale è un turismo complementare a quello “standard”, che consente a molte zone di proporsi anche in bassa stagione e ad altre di crearsi un proprio circuito turistico, valorizzando le località che tocca anche a livello culturale».

Rimboccarsi le maniche, quindi, e saper accogliere questa nuova ondata di turismo mettendo in atto tutte le strategie necessarie: è quanto stanno facendo gli hotel, anche quelli che non sono specializzati solo in questo settore, ma che sanno ospitare congressi ed eventi nel migliore dei modi. È il caso dei Batani Select Hotels, la cui titolare, Paola Batani, puntualizza come le accortezze anti covid siano una priorità tanto per gli hotel quanto per le aziende che vengono ospitate: «oltre a quelle messe a punto dal gruppo BSH, con il nostro protocollo safe is better, le aziende mettono in campo altre attenzioni; molte realtà imprenditoriali fanno eventi nelle nostre strutture e per esempio si dotano di personale che possa fare i tamponi all’ingresso, per incontri davvero in assoluta sicurezza. Quello congressuale è un segmento per noi molto importante e speriamo che i dati dei contagiati restino sotto il livello di guardia, anche per poter continuare a lavorare in sicurezza, per permettere ai nostri clienti di tornare ad incontrarsi in presenza, in eventi di alto profilo, team building e tante altre attività che fanno realmente ripartire l’economia».

Ci sono comunque ampi margini di miglioramento, per quanto riguarda le tecnologie oltre alla sicurezza, come spiega Mara Romagnoli, Sales Manager del Grand Hotel des Iles Borromées & SPA: «La pandemia ha segnato pesantemente il settore del MICE che ha visto un repentino progredire dei processi di digitalizzazione con un aumento di utilizzo delle piattaforme di eventi digitali che hanno completamente sostituito gli eventi in presenza per un anno e più. C’è grande voglia e volontà di ripartire con gli eventi in presenza, anche se continueranno ad essere sicuramente ibridi, come già successo con la maggioranza degli eventi che abbiamo ospitato negli ultimi mesi al Grand Hotel des Iles Borromées & SPA, con una partecipazione sia in presenza che a distanza; ciò significa che dovremo migliorare la nostra offerta investendo sulla tecnologia, oltre che sulla sicurezza, per poter soddisfare le richieste in continua mutazione del mercato congressuale. Non è detto che questa tendenza sia soltanto temporanea, ne consegue una notevole riduzione del fatturato relativo a camere e servizi che, a volte, viene soltanto in piccola parte ammortizzato da un aumento del budget pro capite. Si percepiscono cauti segnali di ripresa, ma dovremo ancora aspettare per avere qualche certezza in più, nel frattempo gli eventi si concretizzano con pochissimo preavviso e conseguente difficoltà di risorse e organizzazione. Nel nostro caso specifico, al Gran Hotel des Iles Borromées & SPA possiamo proporre una realtà rinnovata da un importante intervento di ristrutturazione durato quasi 18 mesi, che ha interessato le aree esterne, interne e il completo rinnovamento della nostra Des Iles Medical SPA, che siamo sicuri contribuirà al miglioramento dell’offerta del territorio. Possiamo quindi parlare di appuntamenti business di dimensioni più ridotte in abbinamento a situazioni ibride. L’offerta per il settore business si arricchisca dell’offerta leisure, una sorta di fusione tra dimensione leisure e business, e in questo rientra anche la nostra nuova Des Iles SPA. Inoltre, con una partecipazione fisica inferiore, avendo un budget maggiore per persona, concretizziamo servizi di più alto livello».