Corridoi umanitariLa comunità di Sant’Egidio e l’accoglienza dei migranti (non solo a Natale)

Grazie al lavoro costante della celebre Ong, dal 2016 a oggi 4330 persone non hanno dovuto salire su un barcone o sfuggire alla polizia croata per raggiungere l’Italia

Comunità sant'egidio

Novantatré sono atterrati a Fiumicino dalla Libia il mese scorso. Milleduecento dovrebbero arrivare dall’Afghanistan dai primi mesi del 2022. E poi ci sono quei primi mille, i profughi siriani che hanno raggiunto l’Italia dal Libano nei febbraio del 2016. Sono questi i numeri dell’accoglienza che, a poche ore da Natale, Daniela Pompei, vicepresidente e coordinatrice internazionale dei corridoi umanitari della Comunità di Sant’Egidio, racconta a NRW.

Per Sant’Egidio l’accoglienza è, da sempre, un percorso che coinvolge chi viene accolto durante tutto l’anno, non una buona azione da compiere a ridosso delle festività.

Continua a leggere su Nuove Radici

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter