Il piano di Figliuolo contro OmicronSenza i ricoveri dei No Vax l’Italia sarebbe in zona bianca, spiega Abrignani

«Oggi più del 80% dei letti sono per i non vaccinati. E non è giusto. Se le Regioni dal giallo passeranno all’arancione, e speriamo non al rosso, la responsabilità sarà in gran parte di chi ha rifiutato la profilassi anti Covid», dice lo scienziato. Secondo il fisico Roberto Battiston, la soluzione è il lockdown per i non vaccinati come in Germania

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse

«Il virus non ci lascia il tempo per convincere i non vaccinati, sta correndo velocissimo», dice al Corriere Sergio Abrignani, immunologo dell’Università Statale di Milano, membro del Comitato tecnico scientifico. Con la variante Omicron i contagi salgono rapidi, più di quanto fosse prevedibile. Mentre dalla Germania arrivano notizie di una discesa della curva, a tre settimane dal lockdown imposto ai No Vax.

«Oggi più del 80% dei letti sono per i non vaccinati. E non è giusto. Se le Regioni dal giallo passeranno all’arancione, e speriamo non al rosso, la responsabilità sarà in gran parte di chi ha rifiutato la profilassi anti Covid», dice lo scienziato. «I dati dell’Istituto superiore di sanità ci dicono che una persona non immunizzata di 80 anni ha un rischio 85 volte più alto di finire in terapia intensiva rispetto a un vaccinato. Il rischio è 13 volte più alto tra 60 e 79 anni e 6 volte maggiore tra 40 e 59. Vogliamo ancora parlare di persuasione?».

«Se fossimo tutti vaccinati i letti intensivi occupati sarebbero il 20-25% degli attuali, quindi tutta l’Italia sarebbe bianca», continua. «Sui 3 milioni circa di over 50 non vaccinati, 1,4 milioni sono over 60, l’8% circa della popolazione totale di questa età. Una minoranza che però riempie le rianimazioni e condiziona la vita del 92% che adempie al dovere».

Anche perché «il virus non fa distinzioni tra ideologia ed esitazione. Io posso comprendere chi ha dubbi mentre non giustifico chi in una situazione tanto critica per il Paese, dopo due anni di pandemia, nutre certezze paranoidi: chi dice che il vaccino modifica il Dna e rende sterili, chi blatera su un complotto mondiale di Big Pharma per il controllo dei popoli, chi sostiene che le bare di Bergamo erano vuote». Abrignani si chiede: «È accettabile che nove italiani su dieci debbano pagare per il comportamento di pochi? Per non parlare dei danni economici che si abbattono su alcune categorie quando le Regioni cambiano colore. L’obbligo vaccinale è un provvedimento duro? Il Covid è durissimo».

Il piano del commissario Figliuolo
E per arginare la variante e spingere sulle terze dosi di vaccino, il commissario Francesco Paolo Figliuolo sul Corriere illustra il piano delle prossime settimane. «Siamo pronti a vaccinare tutti i cittadini che lo vorranno e ad avviare lo screening nelle scuole», dice. «Aumentare il numero di persone vaccinate e che hanno ricevuto il booster ci aiuterà a consolidare la barriera costruita finora con oltre 108 milioni di somministrazioni dall’inizio della campagna vaccinale. Si tratta di decisioni prese a ragion veduta e coerenti con le disponibilità di dosi. Con l’apertura a quattro mesi, dal prossimo 10 gennaio, considerando le dosi attualmente disponibili e quelle che saranno distribuite nel prossimo mese, si potrà soddisfare la platea di potenziali ricettori».

Per le scuole, «ogni Regione metterà a punto un dispositivo e grazie alla grande disponibilità del ministro alla Difesa Guerini avremo il supporto dei team e dei laboratori militari. Prima della pausa natalizia, il personale militare ha effettuato oltre 18 mila tamponi in 470 istituti scolastici». In più, «il governo ha stanziato 5 milioni di euro che saranno impiegati per l’acquisto di mascherine Ffp2 da distribuire a chi svolge attività scolastiche e didattiche a favore dell’infanzia, e a chi è a contatto con alunni esonerati dall’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Sono già state svolte due riunioni propedeutiche all’acquisto delle mascherine e, insieme al ministero dell’Istruzione, si procederà a definire nel dettaglio l’esigenza».

A fine gennaio, poi, arriverà il nuovo vaccino Novavax: «È previsto l’arrivo di 2,9 milioni di dosi, con la prima consegna di circa 1,5 milioni che avverrà presumibilmente tra gennaio e febbraio». Si tratta di «un vaccino di tipo tradizionale che si basa sulla tecnologia delle proteine ricombinanti, già usata da decenni per altri preparati, avremo un’arma in più contro il Covid-19 che consentirà alla campagna vaccinale di andare più spedita». Sarà utilizzato «per i cicli primari degli over 18 e mi auguro che contribuirà a convincere chi è ancora esitante. Occorre continuare a informare e rassicurare sul fatto che la vaccinazione è l’unico sistema – insieme alla prevenzione – per proteggerci dal virus e dalle sue varianti».

Battiston: lockdown per i non vaccinati
Eppure, davanti all’impennata di contagi da Omicron, secondo il fisico Roberto Battiston, coordinatore dell’Osservatorio epidemiologico dell’università di Trento, c’è un’altra esigenza da affrontare ora: «Come gestire la rapidissima diffusione di Omicron senza chiudere tutto. Il rischio è che, applicando alla nuova variante le norme sulla quarantena e gli isolamenti fiduciari pensate in un’altra fase della pandemia, ci si ritrovi in un lockdown generalizzato di fatto, ma non deciso per decreto come quelli del 2020 e non calibrato sulla tenuta del sistema economico». Lo scienziato spiega a Repubblica che «è auspicabile che siano riviste le norme su quarantena e isolamento, o rischiamo di ritrovarci in una sorta di lockdown non voluto. Inoltre il codice dei colori per le Regioni è stato concepito per una epidemia di intensità contenuta, non per l’impatto di Omicron nel contesto di una porzione ancora troppo consistente di non vaccinati».

Ma «il vero problema resta quel 10% di adulti non vaccinati. Sono poco meno di sei milioni di persone e se Omicron, vista la sua alta capacità di diffusione, colpisse in modo sistematico ci ritroveremmo con migliaia di vittime e un sistema sanitario in tilt. Insomma, una nuova Bergamo, ma su scala nazionale».

La soluzione è il lockdown per i non vaccinati come in Germania: «Sembra effettivamente l’unico strumento a portata di mano per contenere gli effetti sanitari su valori accettabili. Ma non necessariamente la diffusione del contagio, perché sappiamo che i vaccinati possono essere, anche se in misura minore, portatori di Omicron. Le tre dosi proteggono dal contagio di Omicron al 75%, ma al momento solo il 30% degli italiani ha fatto la terza dose. Questo significa che il 22% (30% per 75%) è teoricamente fuori dalla catena dei contagi: il restante 88% può partecipare alla diffusione del virus. E qui il tema da sanitario diventa economico: se cioè, bloccando chi a causa di un contatto rischia di diventare portatore, non finiamo per fermare, in modo non programmato, gran parte del Paese».

Quindi è necessario ora anche spingere sulle terze dosi: «Se fossimo tutti vaccinati con il booster la variante Omicron si potrebbe probabilmente derubricare a una seria influenza. Ma il fatto che quasi sei milioni di italiani non abbiano alcuna protezione la rende invece una minaccia serissima. Il problema non sono i vaccinati, ma chi il vaccino non l’ha fatto. E comunque, indipendentemente dalle scelte individuali, vista la crescita in atto, la priorità assoluta resta evitare forti picchi di contagi, particolarmente temibili tra i non vaccinati».