Quesiti linguisticiCome possiamo tradurre «accountability»? Risponde la Crusca

Il termine inglese ha origine latina. In certi ambienti, dove è più abituale l’uso di tecnicismi economico-amministrativi internazionali, l’inglesismo sarà la cosa più naturale. In altri casi, meglio preferire la parafrasi italiana

(Pixabay)

Tratto dall’Accademia della Crusca

Diversi lettori chiedono quale sia il modo migliore per tradurre l’inglese accountability, dato che la nostra lingua non sembra avere una parola davvero equivalente. Alcuni si stupiscono che la parola esista in inglese e non in italiano, visto che la sua origine è latina.

Risposta
È vero che il termine inglese accountability ha origine latina: la parola è entrata a far parte del lessico inglese attraverso l’antico francese. La base originaria è un latino tardo ad + computare, prefissato dello stesso verbo che prosegue nell’italiano contare (parola di tradizione diretta) e computare (latinismo introdotto in italiano probabilmente nel XII secolo). Ma certo la provenienza latina di una parola non rende di per sé necessario che essa esista anche in italiano, e quindi può succedere che finiamo per riceverla attraverso l’inglese. Ad esempio, ha origini latine anche l’inglese computer, da (to) compute, risalente allo stesso verbo latino che sta alla base di accountability, stavolta attraverso il francese del XVI-XVII secolo. Oppure, per fare un altro esempio, l’inglese sport è dall’antico francese desport, ‘divertimento, svago’, che contiene il latino portare, e da cui si è fatto anche l’italiano diporto, nel XIII secolo. L’inglese, infatti, oltre ai latinismi dotti di cui si è dotato nel corso della storia come un po’ tutte le lingue di cultura occidentali, ha una grande porzione del suo lessico che è di origine latina perché proveniente dall’antico francese parlato dai normanni di Guglielmo il Conquistatore, che hanno stabilito per secoli il loro potere sull’Inghilterra a partire dalla battaglia di Hastings (1066 dC). Inoltre ha incorporato francesismi anche in epoca moderna, quando facevano lo stesso tutte le lingue europee, e non solo.

Nessuna lingua neolatina è identica al latino, dal quale ciascuna si è differenziata in modi diversi, quindi è naturale che esse non abbiano lo stesso inventario di parole. L’italiano, quindi, per restare agli esempi di prima, ha preso computer e sport attraverso la linea di trasmissione francese – inglese, non direttamente dal latino. Questo è accaduto perché, a un certo momento della storia, è diventato utile parlare di nuovi concetti che prima non c’erano, e le parole che si sono prestate meglio ad esprimere quei concetti erano presenti in inglese, che a sua volta in precedenza per analoghi motivi aveva arricchito il suo vocabolario attingendo al repertorio lessicale neolatino attraverso il francese. Per casi del genere si usa a volte in modo approssimato l’espressione “cavallo di ritorno” o “prestito di ritorno”, anche se il cammino che hanno fatto non è esattamente dall’italiano all’inglese e ritorno, ma dal latino attraverso il (neolatino) francese fino all’inglese, e da questo di nuovo al neolatino, stavolta italiano. Ebbene, forse l’italiano non potrà fare a meno di accogliere il ritorno in “terra neolatina” dell’inglese accountability, ora che la cultura della responsabilità istituzionale e d’impresa sta diventando qualcosa di non rinunciabile?

Il verbo to account significa essenzialmente ‘spiegare’, ‘rispondere di qualcosa’, cioè ‘rendere conto’: si noti che in quest’ultima espressione l’italiano adopera la stessa radice lessicale dell’inglese, quella appunto del contare. Il derivato astratto accountability significa la capacità di rendere conto, di spiegare, di rispondere di ciò che si fa. Significa dunque assumersi la responsabilità (questo nome astratto, di origine francese, è etimologicamente collegato proprio al verbo latino respondēre, ‘rispondere’) del proprio operato.

Tuttavia il senso di accountabilty non è identico a quello di responsabilità, altrimenti il problema posto dai lettori non sussisterebbe. Infatti la accountability è la qualità di chi è responsabile non solo in blocco e in modo indifferenziato (“se sbaglio, pago”), ma anche passo per passo, nel senso di essere fin dall’inizio pronto a fornire spiegazioni per ogni aspetto che compone il proprio agire complessivo. Questo senso composito si applica bene a situazioni complesse, in cui appunto la responsabilità non riguardi un evento semplice, ma un processo articolato e organizzato. Insomma, sotto il termine italiano responsabilità stanno sia quella di chi in un raptus ha rotto il vetro della macchina di un rivale nel traffico, sia la responsabilità che in anticipo si assume un’istituzione o un’azienda riguardo agli aspetti dei suoi processi operativi che potrebbero − ad esempio − inquinare l’ambiente naturale o violare le norme sul diritto del lavoro; ma sarà essenzialmente per il caso complesso che si parlerà di accountability, perché è soprattutto in questo caso che ha senso immaginare un impegno e un assetto organizzativo volti a rendere trasparente, tracciabile, controllabile e giudicabile ciascuno stadio del proprio operato.

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