La lingua del cuoreLa prof di italiano per stranieri che sfida i pregiudizi sulle seconde generazioni

Da undici anni Fausta Trentadue ha accompagnato il percorso di crescita dei ragazzi nelle scuole primarie e secondarie della zona del Giambellino-Lorenteggio e a Cinisello Balsamo. Con molti di loro ha costruito un rapporto speciale, anche con i più aggressivi e ribelli nei confronti dell’autorità

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Cosa significa insegnare l’italiano a ragazzi stranieri appena arrivati in Italia? E in che modo conoscere l’arabo, quella che è la loro lingua del cuore, può facilitarlo? Ce lo racconta Fausta Trentadue, la prof che raccoglie le sfide delle seconde generazioni nelle periferie. Un’insegnante di italiano per stranieri che lavora nella zona del Giambellino-Lorenteggio e a Cinisello Balsamo in scuole primarie e secondarie ma anche in qualche Cpia (Centro provinciale istruzione adulti).

In questi undici anni, Fausta Trentadue ha accompagnato il percorso di crescita dei ragazzi delle seconde generazioni che segue e ha conosciuto da vicino la realtà delle loro famiglie. Con molti di loro ha costruito un rapporto speciale, anche con i più aggressivi e ribelli nei confronti dell’autorità.

Cosa significa lavorare con ragazzi giovanissimi, origini prevalentemente maghrebine, in contesti difficili da cui stanno emergendo ora più che mai disagio, problematiche e devianze? E cosa significa soprattutto riuscire ad aiutarli (e riuscire) a invertire il loro destino, aiutandoli a diventare cittadini?

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