Evasioni montanare In Alpe Cimbra si va in motoslitta al rifugio goloso

Un luogo dove la bellezza della natura incontra il fascino della storia. Una località di montagna che non solo offre attività sportive di vario tipo, ma anche deliziose proposte mangerecce. Un tour enogastronomico nella valle trentina

Metti una mattinata sugli scii a Fondo Piccolo, seguita da una sessione di Ice Climbing a Guardia, aggiungi una passeggiata sulla slitta guidata dagli Husky e una ciaspolata notturna tra le stelle a Passo Coe. L’Alpe Cimbra, la vallata trentina che comprende le località di Folgaria, Lavarone, Luserna e Vigolana, in questo periodo è una meta ideale per gli amanti dello sport sulla neve. Un luogo magico ma a portata di tutti, dove la potenza della natura incontaminata incontra il fascino della Storia: molto suggestiva la Base Tuono, ex centro missilistico Nato risalente alla Guerra Fredda, così come le diverse testimonianze dei due conflitti mondiali, primi tra tutti il panoramico Forte Belvedere di Lavarone e i resti della teleferica pesante Mattarello – Carbonare – Passo Vézzena. Ma tutto questo sport e questa cultura non vi avranno messo un po’ di appetito?

L’appetito vien sciando
Il terzo motivo per una vacanza in uno dei più estesi alpeggi d’Europa ha a che vedere con la sua tradizione gastronomica, fatta di contaminazioni tra cucina italiana e influenze germaniche. Re incontrastato della vallata è il Vézzena, formaggio a pasta dura e semicotta leggermente piccante prodotto da secoli dalle parti di Lavarone, molto apprezzato anche dall’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe. Il Vézzena, non a caso presidio Slow Food, ha una stagionatura di 18 o 24 mesi e viene utilizzato per insaporire zuppe, canederli in brodo e soprattutto la tipica polenta di patate, un purè piuttosto denso condito con formaggio e cipolla che spesso si accompagna ad un’altra specialità cimbra, il Tonco del Pontesel. Si narra che “l’intingolo del poggiolo”, a base di carni miste, pancetta e lucanica, fu inventato qualche secolo fa dalla signora Agatina con gli avanzi di carne mescolati con il brodo e stemperati con la farina. Un piatto povero, pensato per il suocero, che durante il pranzo di famiglia si era alzato da tavola per andare in bagno (all’epoca collocato, appunto, sul poggiolo di casa) e al suo ritorno non aveva trovato il sontuoso spezzatino preparato dalla nuora e rapidamente spazzolato via dai commensali. Dal connubio tra carne e formaggio – il cotto cimbro, aromatizzato alle erbe di montagna – nascono invece i krainer, una sorta di wurstel molto gustosi simili ai landjager, delicati salamini a base di carni scelte insaporite con il vino rosso. Se strudel di mele e sacher sono tra i dolci più diffusi e amati in tutto il Trentino, dalle parti di Luserna a fare da padrona è il kaisershmarren, dolce di derivazione austriaca: parliamo di grosse crêpes fritte nel burro, spezzettate in quadretti e servite caldissime insieme alla marmellata di mirtilli. La ricetta, narra la leggenda, nacque da un errore del cuoco di Francesco Giuseppe d’Austria, che dimenticò sul fuoco la crepes ordinatagli dall’Imperatore e per nascondere le parti bruciate la ricoprì con zucchero e marmellata e la servì spezzettata.

Notte stellata al rifugio gourmet
Mangiare bene da queste parti non è difficile: l’ampia vallata cimbra rappresenta l’habitat ideale per mucche, pecore e selvaggina, ma anche per la coltura degli alberi da frutto e la nascita spontanea di more, lamponi e funghi. Negli ultimi anni la consapevolezza della qualità della materia prima a chilometro zero ha spinto verso un’evoluzione della cucina locale, pur nel rispetto della tradizione.
Ne è un esempio la Baita Tonda, accogliente chalet di montagna in località Serrada completamente rinnovato e collocato in posizione strategica sulle piste da sci. A pranzo la baita offre agli sportivi in transito panini, focacce e bombardini energetici, da gustare al sole nella terrazza panoramica, mentre la sera dà il meglio di sé con un menù che valorizza i prodotti del territorio in chiave creativa. Squisito il tortel di patate con lo speck e il cavolo cappuccio aromatizzato al cumino, così come i canederlotti asciutti con porro, vézzena e ricotta salata. Da non perdere le ribs con zucchero nero e il gelato allo strudel. Per vivere un’esperienza davvero completa in questo scenario incantato raggiungete la baita risalendo le piste da sci con la motoslitta, un servizio offerto dalla famiglia Rech che gestisce la baita. Lo spettacolo della luna che si riflette sulla neve è garantito anche quando la colonnina scende molto al di sotto dello zero.

Vedere sorgere l’alba sulle piste
Dalle stelle al sole che nasce: per gli amanti dello sci nordico, APT Alpe Cimbra organizza gite meravigliose per veder sorgere l’alba dietro le montagne. La passeggiata in mezzo alla natura innevata in compagnia di un istruttore si conclude con una ricca colazione a base di prodotti tipici: fragranti crostate con marmellate fatte in casa, formaggi e salumi.

 

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Uno speck… spec(k)iale
Se volete conoscere il sapore del vero speck dovete passare per Folgaria e fare shopping alla Macelleria Cappelletti: qui l’antica ricetta di famiglia è tramandata da più di un secolo per garantire il giusto dosaggio tra affumicatura e stagionatura delle carni. Lo speck è venduto affettato a grossi tranci. Da Cappelletti trovate anche altre specialità trentine, come i canederli, il Vézzena, la carne salada e i landjager.

 

 

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