Legge elettoraleDa Speranza a Provenzano, il centrosinistra punta al proporzionale

Secondo il vicesegretario del Pd, «il proporzionale con soglia alta» è «il modello migliore». Concorda il ministro della Salute: «Il Rosatellum è una camicia di forza per tutti, spero che il Parlamento si metta subito al lavoro»

Claudio Furlan/LaPresse

«Con la rielezione di Sergio Mattarella ha vinto l’Italia», dice Peppe Provenzano, vicesegretario del Pd, a Repubblica. «Noi ci siamo messi al servizio dell’interesse generale, respingendo l’assalto della destra che è la vera sconfitta di questo passaggio. E infatti sta deflagrando».

Ma, precisa Provenzano, «io non mi unisco al coro di chi parla di una sconfitta della politica perché la rielezione ha avuto per protagonista il Parlamento. Noi ne abbiamo assecondato la spinta, che non era dettata da un istinto di autoconservazione ma indicava un’uscita di sicurezza dinnanzi, questo sì, a un sistema politico destrutturato. Ciò che non ha funzionato è il rapporto fra alcuni leader e i propri gruppi, perciò occorre ricostruire partiti veri. Il Pd è l’unico rimasto, anche per questo ne è uscito meglio».

Come si rimedia? «Con una riforma della politica, tanto più necessaria dopo la riduzione del numero dei parlamentari», risponde Provenzano. «È in gioco il buon funzionamento della democrazia. Servono nuovi regolamenti parlamentari, su cui insiste Letta, per scoraggiare il trasformismo dilagante, una legge sui partiti per attuare l’art.49 della Costituzione e la modifica del sistema elettorale». E, secondo il vicesegretario del Pd, «il proporzionale con soglia alta» è «il modello migliore».

Vocazione maggioritaria addio, insomma. «Per paradosso credo che oggi la vocazione maggioritaria si possa perseguire meglio con una legge che spinge i partiti a puntare su se stessi, sul proprio profilo identitario», spiega Speranza. «È quello che serve al Pd. E può dare risposta al deficit di rappresentanza emerso con il grande astensionismo delle ultime tornate elettorali».

Certo, il proporzionale però potrebbe anche essere utile al Pd per evitare il matrimonio di necessità con il Movimento Cinque Stelle, che sul Qurinale si è rivelato inaffidabile. «Il campo largo è stato decisivo per respingere il centrodestra quando ha tentato la spallata su Casellati», risponde Provenzano. «La coalizione giallorossa, a differenza loro, ha sempre votato insieme. Detto ciò, per farne una coalizione vincente occorre un’idea comune di Italia. E noi la vogliamo costruire non con un puzzle di sigle, ma attraverso la mobilitazione democratica attivata dalle Agorà».

E anche il ministro della Salute Roberto Speranza, LeU, in un colloquio con il Corriere punta a un cambio della legge elettorale in senso proporzionale. «Il Rosatellum è una camicia di forza per tutti, spero che il Parlamento si metta subito al lavoro», dice. Speranza guida un piccolo partito, eppure ritiene di aver svolto una «funzione sostanziale» a sostegno di Mattarella: «Avere ancora lui al Quirinale e Draghi a Chigi è una garanzia per tutti anche a livello internazionale, è la fotografia di un Paese che ha grande forza e credibilità».

E il bis non è una sconfitta bruciante per la politica, precisa: «È una sconfitta per chi voleva imporre altre soluzioni, come eleggere un presidente di parte con una manciata di voti in più. Sul Quirinale serve unire, non dividere». E se Conte è parso oscillare, cercare accordi con Salvini e contro Letta, il ministro dice di essersi speso per tenere insieme Pd e M5S e assicura di aver visto «sintonia» nei passaggi cruciali: «Abbiamo fatto un lavoro importante, credo molto nell’esigenza di tenere unita l’area progressista».