La norma anti-speculazioneLe nuove misure per ridurre l’impatto dell’inflazione nelle bollette

Nel decreto energia approvato alla Camera, il prezzo del gas viene ancorato ai contratti reali e non al Ttf olandese. Altolà di Bankitalia e Corte dei conti su un possibile nuovo scostamento di bilancio nel prossimo provvedimento del governo

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse

Un prezzo del gas ancorato ai contratti reali e non al Title transfer facilty olandese, ovvero il mercato di riferimento per lo scambio del gas naturale. Nel decreto energia, approvato alla Camera dei deputati con 323 voti favorevoli e 49 contrari, è stata introdotta una norma anti-speculazione che potrebbe ridurre l’impatto dei prezzi di mercato.

L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, Arera, nel fissare le tariffe da far pagare agli utenti in bolletta potrà fare riferimento non solo al costo di mercato ma anche al reale costo di approvvigionamento della materia prima. Un cavillo non di poco conto, considerato che la differenza potrebbe arrivare fino al 40%: oggi il gas al Ttf è scambiato intorno ai 100 euro a megawattora mentre ne costa agli importatori circa 60 euro. A inizio marzo, mentre il metano importato in Italia costava 0,60 euro al metro cubo, nei contratti «forward» alla Borsa di Amsterdam si arrivava a 1,60 euro.

L’obiettivo della nuova norma è di fatto quello di bloccare la speculazione finanziaria ancorando il prezzo del gas ai contratti reali e non al Ttf olandese.

A disciplinare il nuovo sistema – spiega il Corriere – è l’articolo 18-bis del decreto che interviene sui compiti e poteri dell’Arera introducendo «il rinvio al reale costo di approvvigionamento delle materie prime oltre che all’andamento di mercato tra i parametri in relazione ai quali l’Autorità stabilisce e aggiorna le tariffe». Non si tratta di un vero tetto al prezzo del gas, come richiesto dall’Italia all’Europa, ma di una misura utile a porre un argine alla spirale rialzista.

In questa direzione vanno anche le indagini su eventuali speculazioni sui prezzi di gas e carburanti da parte di Antitrust e Autorità per l’energia e le reti. Il presidente di Arera, Stefano Besseghini, ha fatto sapere di aver ricevuto i contratti dell’import di gas dagli operatori il 6 aprile e di aver «dato inizio ad un’approfondita analisi, con l’obiettivo di valutare, tra l’altro, alla luce dell’attuale situazione di crisi, il reale costo, storico e prospettico, per il sistema Paese, delle importazioni di gas naturale».

Intanto, in vista del nuovo decreto anti-rincari che il governo si appresta ad approvare dopo Pasqua, nelle audizioni sul Def, da Bankitalia, Corte dei Conti e Ufficio parlamentare di bilancio è arrivato un secco «no» a ulteriori scostamenti che farebbero lievitare ancora di più il deficit. Via Nazionale ha chiesto interventi «selettivi» a sostegno dell’economia e con «coperture adeguate», a favore delle famiglie più bisognose e delle imprese più colpite dai rincari e dalle limitazioni del commercio con la Russia. La Corte dei Conti ritiene «opportuno» lo stop del governo a ulteriore extradeficit. Una risposta anche a tutti questi partiti che invece insistono su un ulteriore scostamento di bilancio.

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