Dal tramonto all’alba Venerdì sera alternativi: una maratona notturna d’arte e design sulla spiaggia

12 ore consecutive, dalle 18 alle 6, di incontri, installazioni, conferenze e performance live. Con la “Demanio Marittimo km 278” può capitare di incontrare uno dei principali esponenti del decostruttivismo sul lungomare di Marzocca, piccola frazione di Senigallia (Ancona) che conta circa 3.700 anime

Courtesy of Ufficio Stampa DEMANIO MARITTIMO.KM-278

C’è chi fa le maratone notturne di film e serie tv, di libri e fumetti, oppure tra i locali dove bere e ballare lasciandosi trasportare dalle vibrazioni estive. E poi ci sono le maratone notturne dedicate all’arte, all’architettura e al design. Anzi, LA maratona dedicata all’arte, all’architettura e al design. Stiamo parlando della “Demanio Marittimo km 278”, la cui dodicesima edizione andrà in scena venerdì 22 luglio sul lungomare Italia di Marzocca, piccola frazione di Senigallia (Ancona) che conta circa 3.700 anime. 12 ore consecutive, dalle 18 alle 6, di incontri, installazioni, conferenze e performance live. Dal tramonto all’alba, senza mai fermarsi.  

«Anche ora, mentre sto parlando, penso a come tutto questo sembri un’utopia per una piccola cittadina come la nostra. Forse è proprio il fatto che il luogo sia insolito che rende l’evento davvero speciale: la totale incoscienza di cosa può generare la simbiosi di un allestimento temporaneo con la natura di un tratto di spiaggia poco conosciuto», ci racconta Lorenzo Mancini, architetto marzocchino che ogni anno – come tutti gli appassionati d’arte della zona di Senigallia – aspetta il “Demanio Marittimo km 278” con la stessa trepidazione di un bambino proiettato verso il giorno di Natale.

Il merito è soprattutto della lungimiranza e dell’amore verso il territorio dell’architetto Pippo Ciorra (tra le altre cose, senior curator di MAXXI Architettura) e della giornalista Cristiana Colli, i due ideatori di una manifestazione dal format non convenzionale ed estremamente affascinante. Una manifestazione che è nata come una scommessa, perché non è facile trasformare la spiaggia – l’emblema del divertimento e del relax estivi – in una location dove fare cultura, creare connessioni tra professionisti del settore e avvicinare la popolazione all’architettura, al design e all’arte. 

Courtesy of Ufficio Stampa DEMANIO MARITTIMO.KM-278

La luce del tramonto scende lentamente sul litorale marzocchino, mentre le luci del palco e delle installazioni si accendono all’improvviso, attribuendo alla spiaggia un volto nuovo e diverso rispetto agli altri 364 giorni dell’anno. Un’atmosfera intima e avvolgente che, assieme alla qualità degli ospiti e delle installazioni, compone un cocktail irresistibile per giovani, studenti, artisti, designer e architetti da tutta Italia e da tutta Europa.

«Nel 2016 ho assistito all’intera manifestazione. Quell’anno ricordo che fu ospite Daniel Libeskind, ed è inutile dire che fosse incredibile per me avere un architetto di fama mondiale nella spiaggia di casa. Rimasi fino all’ultimo evento del programma e ricordo molto bene la sensazione dell’ultima conferenza in cui si respirava una bellissima aria di condivisione e informalità», ricorda Lorenzo. Perché sì, con la “Demanio Marittimo km 278” può capitare di avere uno dei principali esponenti del decostruttivismo nella spiaggia della propria cittadina da tremila abitanti. 

Tra gli appuntamenti del 2022 segnaliamo il talk di apertura dedicato a Ubaldo Fiorenzi (1890-1949), agronomo e inventore che lavorò sui temi della bioarchitettura con l’edificazione in terra cruda dei villini di Marzocca E ancora: le conferenze di Mario Botta, Benedetta Tagliabue; il talk su “Buone Nuove. Donne in architettura” ispirato alla mostra del MAXXI; il talk dello scrittore Massimo Raffaeli su Pier Paolo Pasolini e l’intervento del sindaco di Tirana Erion Veliaj, esponente di una classe dirigente europea che sta cambiando la fisionomia (in chiave culturale e contemporanea) dei centri urbani. 

Grande attesa, inoltre, per l’installazione “Palianytsia” dell’artista ucraina Zhanna Kadyrova, che dal suo rifugio in Ucraina ha attivato una forma di “resistenza gentile” attraverso il più simbolico dei segni: il pane che si fa pietra. Il conto alla rovescia è iniziato, e se passate in zona sapete già come passare il prossimo venerdì sera.

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