Game overI videogiochi possono rendere l’ufficio più produttivo?

Alcune ricerche recenti spiegano che gli stimoli dati dai videogame di squadra possono rafforzare i legami tra colleghi e rendere i dipendenti più attivi per le ore successive

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Spaceteam è un videogioco cooperativo in cui ogni giocatore è membro di un equipaggio spaziale, responsabile di un diverso pannello di controllo dell’astronave visualizzata sullo schermo del proprio smartphone. L’obiettivo principale è semplice: impedire che la nave si schianti.

All’inizio del gioco a ciascun giocatore vengono dati ordini diversi – piccoli compiti individuali che serviranno per pilotare la nave – da comunicare verbalmente al gruppo: l’ordine deve essere eseguito nel modo migliore possibile dalla persona giusta, quella con il pannello di controllo adeguato a eseguire l’ordine.

È uno dei giochi che Matt Parker, professore al Game Center della New York University, consiglia per fare team building, cioè per migliorare le relazioni tra colleghi sul posto di lavoro. Spaceteam non è un’eccezione, non è il prototipo di un gioco particolare pensato con questo fine. Molti altri titoli possono portare risultati simili tra colleghi.

In Overcooked 2 bisogna collaborare con 2 o 3 compagni di squadra per mandare avanti una cucina caotica: bisogna preparare e cucinare gli ordini che arrivano in ristoranti assurdi, raccogliere, tritare e cucinare gli ingredienti, impiattare, servire ai tavoli, lavare i piatti.

Among Us è un gioco già famosissimo, ha spopolato tra i ragazzi delle generazioni Zeta e Alfa, e può servire allo stesso scopo. C’è gruppo di giocatori in un’ambientazione a tema spaziale, ognuno dei quali assume uno di due ruoli: astronauti (crew) e impostori. L’obiettivo degli astronauti è identificare gli impostori ed eliminarli mentre svolge gli incarichi sulla mappa, l’obiettivo degli impostori è eliminare tutti gli astronauti senza essere identificati.

Tutti questi videogiochi possono insegnarci abilità preziose e possono persino aiutare le persone a lavorare meglio insieme. Un articolo pubblicato su Fast Company parla direttamente a un ipotetico manager d’azienda: «Manager, prendi nota: i videogiochi di squadra possono essere un ottimo modo per coinvolgere e arricchire i tuoi colleghi, soprattutto in un momento in cui le opportunità di creare legami di persona nel mondo reale potrebbero essere ancora scarse».

I giochi sono sinonimo di divertimento. Ma ogni tipo di gioco può avere un significato diverso per ognuno di noi. Uno studio della Brigham Young University su 80 team di lavoro di nuova formazione ha rilevato che i gruppi che hanno giocato ai videogiochi insieme per soli 45 minuti erano il 20% più produttivi di quelli che si sono impegnati in esercizi di team building più tradizionali.

Giocare sul posto di lavoro allora può essere un valore aggiunto nel percorso di costruzione di una community lavorativa solida e affiatata. Dopotutto, è piuttosto intuitivo: fare cose divertenti con i colleghi dovrebbe far bene al morale e creare forti connessioni interpersonali può rendere il lavoro di squadra più efficace. «Giocare con qualcuno significa interagire in uno spazio diverso», ha spiegato Matt Parker a Fast Comany. «Giocando, stai facendo un accordo con loro per navigare insieme in quello spazio, e vedrai un lato diverso di loro rispetto a quello che faresti normalmente in un ambiente professionale».

Dare la possibilità ai prori dipendenti di giocare sul posto di lavoro può essere anche un facile antidoto ai passatempo meno produttivi, anzi dannosi. Già nel 2016 un articolo della Bbc sottolineava che molte persone usano i giochi per trovare momenti di sollievo dallo stress durante la giornata lavorativa, per far fronte a un ruolo noioso o per sentirsi più in controllo, «una soluzione migliore rispetto allo scorrimento della home di un social o alla navigazione online: i giochi sono coinvolgenti e danno persino quel tipo di fiducia virtuale che potremmo non ottenere nel nostro lavoro quotidiano».

È il caso evidenziato da uno studio della Missouri University of Science and Technology svolto sui giocatori di World of Warcraft (WoW), uno dei videogame più famosi al mondo, in circolazione dal 2004. L’analisi, intitolata “Come WoW può farti avere un lavoro”, rivela che i giocatori che hanno avuto successo lavorando come una squadra nei “raid” avevano qualità che gli studi psicologici hanno dimostrato sono correlate al successo nei team di lavoro virtuali.

La criticità principale è anche quella più intuitiva: quando si può fare una pausa per giocare e quando invece i videogame diventano un ingombro nella giornata lavorativa?

«Il momento migliore per giocare è durante i periodi in cui sei meno produttivo, come la pausa pomeridiana, o quando inizia la noia», è la risposta della Bbc. «Il gioco – si legge ancora nell’articolo – potrebbe anche aiutare con il pensiero creativo e le capacità di problem solving. Allontanarsi da un compito difficile per alcuni minuti di gioco potrebbe stimolare una nuova prospettiva su un problema aziendale o aiutare a ripristinare la tua mente durante una giornata particolarmente difficile».

In questo è sicuramente d’aiuto il fatto che molti videogiochi – più spesso quelli individuali che quelli di gruppo – si possono attivare in una manciata di secondi: mentre i giochi tradizionali avevano tempi di avvio lunghissimi, oggi sta diventando sempre più facile giocare a brevi raffiche grazie ai nuovi giochi basati su app, che possono fornire pochi minuti di divertimento senza trascinarti in un’avventura lunga un’ora come avrebbe fatto Age of Empire.

L’ultima criticità da risolvere è quella indicata dal professor Matt Parker nella sua intervista a Fast Company: «Bisogna sempre tenere a mente le diverse personalità e i livelli di entusiasmo dei lavoratori: a persone diverse piacciono giochi diversi: la scelta dell’esperienza da fargli fare durante la pausa va ponderata con tutte le attenzioni del caso».