E pluribus unumPerché il leggendario investitore americano Jim Rogers scommette sul dollaro

In occasione della Freedom Fest a Las Vegas, ha spiegato che nonostante la valuta statunitense non sia un bene rifugio, in tanti lo pensano ed è bene adeguarsi. Sul medio periodo si aspetta una grosso bolla speculativa. Mentre per l’euro non vede un futuro

di 金 运, Unsplash

A prima vista, il consiglio di sostenere il dollaro dato da Rogers può apparire sorprendente, se pensiamo che ha fatto una gran quantità di soldi come “investitore bastian contrario”. I “bastian contrari” investono andando controcorrente e, seguendo questa filosofia, Rogers ha mietuto notevoli successi fin dagli inizi della sua carriera di investitore. Tra il 1973 e il 1980, il valore del portafoglio di titoli del Quantum Fund – che all’epoca gestiva insieme a George Soros – è aumentato del 4,200 per cento, mentre nel medesimo periodo l’Indice S&P era cresciuto grosso modo del 47 per cento. Il Quantum Fund è stato uno dei primi veri fondi d’investimento globali. Nel 1980 Rogers decise di ritirarsi dall’attività e partì per un giro del mondo in motocicletta. Attualmente è nel Guinness dei primati per aver visitato in moto 116 paesi. Oggi vive a Singapore.

Alla conferenza Freedom Fest, Rogers ha spiegato che, anche se personalmente non ritiene assolutamente che il dollaro sia un bene-rifugio, questa opinione è condivisa dalla maggioranza degli investitori. Questo mi ha rammentato quello che disse l’investitore André Kostolany, scomparso nel 1999, quando parlava degli investimenti che vanno contro il ciclo economico: «In linea di principio, è possibile fare soldi solo nuotando controcorrente. Talvolta, però, bisogna fare gli scemi e seguire il gregge».

La tesi di Rogers assomiglia un po’ alla sua: in periodi di incertezza, il dollaro guadagna valore perché gli investitori (sbagliando, secondo lui) ritengono che la moneta americana sia un’ancora di salvezza. Per questo motivo Rogers scommette che il valore del dollaro continuerà a salire considerevolmente. «Ma a un certo punto ci sarà un’enorme bolla speculativa sul dollaro e spero di riuscire a ravvisarne i segni per tempo. È a quel punto che inizierò a vendere dollari».

Rogers non è un ammiratore dell’euro, che considera una valuta artificiale destinata a crollare e non ha una grande opinione dello yen, perché la Banca centrale giapponese continua ossessivamente a stampare moneta. Tuttavia ha affermato che non investirà al ribasso in euro o yen (ossia, non speculerà contro queste due monete), anche se in passato gli investimenti al ribasso gli hanno fruttato notevoli guadagni.

Rogers ritiene che il mercato azionario americano sia enormemente sopravvalutato, così come I buoni del Tesoro statunitense, che stanno attraversando la più grande bolla della storia. Per quanto riguarda le azioni, egli pensa che vi siano maggiori opportunità nei mercati emergenti, che negli ultimi dieci anni sono andati molto male. «È possibile che vi siano opportunità in Kazakhstan e in Cambogia», dice Rogers, anche se non vuole che questa frase venga presa per un consiglio di investimento: si tratta invece di un esempio per dire che gli investitori possono trovare maggiori opportunità di comprare a basso prezzo in mercati che non interessano nessuno.

Tuttavia, il migliore consiglio che Rogers ha dato agli investitori è stato: «Non date retta alle soffiate sicure. Non comprate nulla perché lo ha consigliato un guru. Non ubbidite a nessuno, me compreso. Dovete capire da soli quello che state facendo. Cosa che, disgraziatamente, molti investitori non fanno». Rogers, che è anche un esperto in materie prime, continua a credere in questo settore. Egli ritiene che l’inflazione e gli avvenimenti in campo geopolitico porteranno ad aumenti dei prezzi e le materie prime ne trarranno beneficio. «Però, come investitori, dovete avere la capacità di tenere duro, cosa che tanti investitori non hanno. Ma, se terrete in mente questa cosa, la filosofia del “compra quanto tutti sono nel panico, vendi quando tutti sono euforici”, funziona».