Eco vacanzeAttraversare il paese in bicicletta, tra arte e natura: ecco i nuovi bike hotel

Una vacanza o un semplice fine settimana fuori dalle solite rotte, esplorando territori sconosciuti: le dimore di Bike Luxury Hotels cambiano definitivamente il concetto di cicloturismo

Courtesy of Luxury Bike Hotels

Sarà l’effetto della nostra voglia di inquinare meno, un richiamo alla sostenibilità come scelta consapevole, oppure un’intuizione che ci porta a riscoprire il territorio in sella a due ruote (magari con pedalata assistita). Fatto sta che le vacanze in bicicletta sono sempre più diffuse e attrattive.

Come racconta Ludovica Casellati, tra le altre cose ideatrice dell’Oscar italiano del cicloturismo, fino al 2017 i bike hotel erano tutti collocati spesso in una fascia a basso costo. Nonostante i dati iniziassero a parlare di cifre consistenti, delineando come il cicloturismo si fosse ormai trasformato in un‘attività consolidata, in particolar modo per gli stranieri desiderosi di esplorare i territori italiani utilizzando biciclette di qualità, le ricerche di mercato evidenziavano che  nessuna collezione alberghiera andava incontro a questo tipo di richiesta.

Ecco allora come nasce Luxury Bike Hotels.  Diffuse in tutta Italia, queste strutture non si limitano ad accogliere chi viaggia, si propongono di fornire un‘esperienza immersiva, creata ad arte. Non sono però affiliate a semplici bed and breakfast o a pensioni dove vince un criterio di funzionalità, ovvero un pasto e un tetto sopra la testa dopo un intero giorno trascorso a pedalare. Anzi.

Resort a Borgo Egnazia, Courtesy of Luxury Bike Hotels

Non è detto infatti che chi sceglie una vacanza in bicicletta sia per forza animato da quello spirito d‘avventura votato alla frugalità, all‘imprevedibilità, diciamocelo, anche alla scomodità. Per scegliere questo tipo di soluzione bisogna amare l’autenticità.

Che si opti per la Sicilia, la Puglia, l‘Emilia Romagna o la Toscana, i resort sono tutti bike friendly. Forniscono un ricovero delle bici, la cosiddetta “bike room”, una stanza custodita e chiusa a chiave, dotata di un‘attrezzatura minima, la condizione numero uno di chi possiede una bicicletta, qualche volta pure di un certo valore. Esiste ovviamente la possibilità di noleggiarle, e in qualche caso si possono selezionare modelli ad alte prestazioni tecnologiche e dal peso piuma, dati gli accordi con marchi produttori che consentono la presenza in loco dei loro brand.

Resort a Borgo Egnazia, Courtesy of Luxury Bike Hotels

Molte sono dotate di Spa o di centri benessere, pensati per chi deve scaldare i muscoli prima della pedalata, oppure per chi vuole riposarsi con un massaggio non appena si rientra. C’è un buffet aperto tutto il pomeriggio per rifocillare chi torna dalle escursioni.

Ogni albergo ha delle tipicità e la cornice del luogo ammanta di significato il senso stesso dell‘esperienza. Laboratori di ceramica e di cucina tradizionale come a Borgo Egnazia, menù con materie prime provenienti dal territorio. Il Marenea Suite Hotel a Marina di Marittimo offre giri della zona, a Lecce o a Castro. Al Naturalis Bio Resort di Martano si può acquistare una linea di prodotti cosmetici provenienti da una tenuta di oltre 20 ettari di coltivazione biologica di agave.

Roccamare
Roccamare, Courtesy of Luxury Bike Hotels

Le cantine della famiglia Felluga provvedono al vino Alta rocca al Castello di Buttrio. Il Todini a pochi chilometri da Todi, in Umbria, contiene un vero e proprio zoo al suo interno: si pedala attraverso la proprietà imbattendosi in zebre e giraffe, proprio come se si venisse improvvisamente catapultati in una giungla.

Altolà a chi ritiene che questo tipo di esperienza sia per forza proibitiva: la farmhouse situata a Pieve a Salti vicino Siena, con 700 ettari di terreno a produzione biologica o il resort Roccamare nella Maremma, propongono offerte per ogni budget.

E per chi sportivo non è? Da quando è arrivata sul mercato, o meglio sulla strada l‘e-bike, chiunque può pedalare senza nemmeno accorgersene.

Lungomare Hotel, Courtesy of Luxury Bike Hotels

Si parte in primavera o in autunno perché l‘obiettivo del cicloturismo è destagionalizzare, scoprendo territori sconosciuti. Si assapora l‘Italia allungando l‘estate o anticipandola, a seconda dei casi. Non resta che pedalare!