
«Non credo alla Meloni. La ricordo difendere Putin e attaccare il governo in una trasmissione qualche anno fa. La ricordo amica di Orban e della peggiore destra europea. La considero inadeguata e mi colpisce che nessuno dica la verità su di lei: come fai a parlare oggi di trivelle quando sei anni fa dicevi che le trivelle non servivano ed erano funzionali solo alle esigenze delle “grandi lobby di Renzi”?».
Così in una intervista a La Stampa il leader di Italia Viva commenta la presunta svolta moderata della leader di Fratelli d’Italia, promettendo però di garantire il rispetto istituzionale nel caso lei diventasse presidente del Consiglio: «se vincerà saremo un’opposizione civile. Inflessibile ma civile», ma avverte: «Fratelli d’Italia capirà presto che i veri patrioti sono quelli che in Europa costruiscono e non distruggono. E che pensano che la globalizzazione faccia bene all’Italia: la globalizzazione, non il sovranismo».
Il leader di Italia Viva ne ha anche per i leader degli altri partiti, sottolineando l’incoerenza di chi ha fatto cadere il governo Draghi per poi chiedere un intervento forte del presidente del Consiglio sulla crisi energetica: «Salvini, Berlusconi e Conte avevano l’esigenza di votare presto per un loro meschino bisogno elettorale. Hanno pensato a sé e non si sono preoccupati del Paese, tutto qui. Tendo a credere sia stato un atto di irresponsabile egoismo e non un complotto internazionale». E attacca anche il segretario del Partito democratico: «Mi domando con quale credibilità Letta faccia agli altri le prediche dopo aver imbarcato in coalizione chi ha sempre combattuto Draghi. Fratoianni è alleato di Letta, eppure in Parlamento ha sempre contestato Draghi. Medico cura te stesso, verrebbe da dire».
Secondo Renzi, Draghi è la personalità migliore per gestire la crisi energetica e propone un tetto europeo al prezzo del gas, il rafforzamento del ruolo del gestore unico e la costruzione «il prima possibile» del rigassificatore a Piombino, ma dice: «Non mi permetto di dare consigli a Draghi. La nostra posizione è in linea con la strategia del ministro Cingolani e coerente con quanto abbiamo realizzato quando noi facevamo lo Sblocca Italia e tutti gli altri, da Meloni a Salvini, da Berlusconi a Grillo votavano contro organizzando referendum No Trivelle».