Il voto utileL’endorsement della Spd a Letta sarà controproducente, dice Renzi

«Farò di tutto affinché lei non vinca, ma ciascuno pensi alle proprie contraddizioni e alle proprie alleanze di governo» ha detto il leader di Italia Viva a margine dell'incontro con gli imprenditori presso la sede milanese di Assolombarda

«Farò di tutto per non avere Meloni al governo, ma se gli italiani decideranno così non sarà Scholz a cambiare il giudizio». Matteo Renzi, a margine del suo incontro con gli imprenditori presso la sede milanese di Assolombarda, si rivolge direttamente al Cancelliere tedesco.

Il riferimento è alle parole di Lars Klingbeil, presidente della Spd, partito socialdemocratico di cui fa parte Scholz, che in conferenza con Enrico Letta aveva sostenuto esplicitamente il Partito Democratico in vista delle elezioni italiane del 25 settembre. «È importante che vinca il nostro partito gemello e non la post-fascista Meloni» aveva dichiarato Klingbeil, cui il leader di Italia Viva risponde oggi dicendo, sostanzialmente, di non interferire: «Temo che certi endorsement siano controproducenti. Ciascuno pensi alle proprie contraddizioni e alle proprie alleanze di governo. Credo che gli italiani abbiano diritto di scegliere, come hanno fatto i tedeschi e come fanno tutti».

Renzi ha poi continuato sul filone europeo, esprimendo il suo giudizio sulla questione ungherese: «Chi non rispetta le regole non deve avere accesso ai denari dell’Ue. È una regola che avevamo proposto quando eravamo al governo, ma che poi non è passata» ha affermato il senatore. Una posizione in linea con quella della Commissione Europea, che negli scorsi giorni ha proposto al Consiglio di tagliare all’Ungheria 7,5 miliardi di euro dai fondi di Coesione a causa della «sistematica violazione dei principi dello Stato di diritto» L’alleato di Renzi e leader della coalizione Carlo Calenda aveva dichiarato di essere «favorevole a cacciare l’Ungheria dall’Europa. Ma non si può fare, l’unico modo è escluderla dai fondi europei e dalle decisioni per spingerla fuori».

Il leader di Italia Viva si è in seguito concentrato sui temi di politica nazionale, dicendo di non volendo promettere niente e di voler invece puntare su quanto fatto in precedenza: Jobs Act, super ammortamento, decontribuzione, il sostegno a 37 miliardi del Meccanismo europeo di stabilità per la sanità. «Gli altri fanno gli slogan, fanno le promesse: Salvini rilancia la flat tax e vuole una centrale nucleare a Baggio. Stante la sua credibilità, mi auguro che prima o poi prometta anche lo scudetto della Fiorentina: ha la stessa possibilità di realizzazione». Accusa gli avversari di tutti e tre gli schieramenti, Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, di aver approvato il Reddito di cittadinanza, che dice di considerare diseducativo e un sussidio che non aiuta a trovare lavoro: «Paradossalmente, sta portando ad avere più lavoro nero al sud. Io sulla povertà ho preso la campanella da Letta che c’erano 20 milioni, l’ho restituita a Gentiloni con il Reddito di inclusione da 2,7 miliardi. Posso promettere solo una visione di Paese che crei posti di lavoro, quella che abbassa le tasse e aumenta i salari. Gli 80 euro li abbiamo fatti noi, non abbiamo fatto i navigator». E si rivolge direttamente a Giuseppe Conte: «Credo che in questa campagna elettorale continui a istigare all’odio: quando uno dice che se viene tolto il Reddito di cittadinanza ci sarà una guerra civile, usa un linguaggio identico a Donald Trump».

Renzi si dice favorevole all’elezione diretta del Presidente del Consiglio, dichiarandosi disposto a un tavolo con centrodestra e centrosinistra sulle riforme costituzionali: «Io ci ho perso la poltrona, ma lo rifarei domani mattina». A questo pesano le parole di Maurizio Lupi, che al Corriere aveva sostenuto che «votare Calenda e Renzi significa votare l’ingovernabilità»: «Me lo ricordavo con frasi un po’ più intelligenti il mio amico Lupi» ha risposto Renzi. Parliamoci chiaro, questo sistema istituzionale e costituzionale non prevede purtroppo la possibilità per il cittadino di scegliere un governo che duri 5 anni. lo sa Lupi come lo so io, perché insieme abbiamo cercato di cambiare la costituzione. E forse questa legislatura finalmente ce lo farà fare tutti insieme. A Lupi dico: come fa uno con la tua storia, un democristiano, a votare la Fiamma (in riferimento al simbolo di FdI, ndr)?».

Nelle ultime ore si è riaccesa la polemica sull’utilizzo dei jet privati, su cui Conte ha criticato il leader di Italia Viva in merito al consumo di CO2 sbagliando clamorosamente i numeri. «Se vogliamo fare una discussione vera sul climate change»ha detto Renzi, «la facciamo sul rigassificatore a Piombino, sui termovalorizzatori, sulle rinnovabili bloccate dalle sovrintendenze. Ma se vogliamo utilizzare argomenti demagogici sui voli, allora volentieri: nei voli di linea, in questa legislatura, sulle emissioni di CO2 Conte e Di Maio mi battono 100 a 1. Sono pronto all’elenco dei numeri».

A chi gli chiede cosa pensasse di Berlusconi, che ha definito il senatore «Intelligente e simpatico», Renzi risponde: «Inimitabile. Questa definizione l’ho data quando lui è entrato su TikTok: ci ha spolpato, ha fatto 10 milioni di visualizzazioni contro un milione nostro. Lui ha vinto la partita di TikTok, ma io punto a stargli davanti alle elezioni. Io sono convinto che il Terzo Polo, l’Italia del buon senso, andrà meglio di forza Italia».