Ceci n’est pas MilanAvamposti francesi nella città ambrosiana

Per quelli che non è cornetto ma è croissant, non è caponata ma è ratatouille, non è torta salata ma è quiche… dieci indirizzi per combattere la nostalgia da Ville Lumière

Francesco Ungaro - Pexels

Lungi da noi rinnegare gli idilli culinari della madre patria o parteggiare per la squadra avversaria nell’eterna disputa tra cucina italiana e cucina francese, dobbiamo tuttavia riconoscere lealmente ai nostri rivali il merito di aver elevato il cibo a forma d’arte, esercitando il ruolo di “legislatori” della gastronomia mondiale.

Colmi di sincera gratitudine, non possiamo che apprezzare la voluttà delle loro creazioni burrose, che si sciolgono al palato procurando un ineguagliabile appagamento, soprattutto in questi primi giorni di freddo.

E per fortuna non serve volare fino in Francia per goderne.

ALAIN | Colazioni&Gelato, Zona Solari
Life is Pain… Au Chocolat: è questo il mantra di Alain Locatelli, giovane bergamasco con ascendenze svizzere da sempre appassionato di viannoiserie, al punto da completare la sua formazione, avviata nella pasticceria di famiglia, direttamente in Francia. Acerrimo nemico della margarina, potrebbe vivere di sole colazioni, e come dargli torto: Croissant, Tarte Au Sucre, Cannelés de Bordeaux, Pain Suisse, Kouglof sono i suoi figli e i suoi amanti. Tutti vorremmo essere guardati come lui guarda ogni singolo pezzo di Pain Au Chocolat… nell’attesa consoliamoci con una delle sfoglie al burro (rigorosamente francese) migliori di Milano.

L’Ile Douce, Zona Isola
Fabrizio Barbato e Angela Carantini sono pronti a coccolarci non solo al mattino, ma durante tutta la giornata; alla classica viannoiserie si uniscono prodotti di boulangerie, come il Pain de mie: un soffice pane in cassetta leggermente zuccherato che può trasformarsi in un morbido sandwich da farcire con formaggi francesi per la pausa pranzo, o nel golosissimo pain perdu, un “pane perduto” che trova nuova vita quando viene bagnato in latte, zucchero e cannella, passato nell’uovo e fritto nell’immancabile burro di Normandia. Da non sottovalutare le creazioni di confiserie in accompagnamento ai tè Dammann Frères, e le proposte fantasiose per il déjuner du dimanche, un brunch della domenica dal gusto francese con piacevoli incursioni italiane, per ritrovare il calore della famiglia in questa isola felice, oltre che dolce.

Égalité, Zona Porta Venezia
È prima di tutto una boulangerie, nata nel 2018 dal desiderio di portare a Milano un modello di panificazione francese di alta qualità, che ogni giorno offre quindici pani diversi, tra baguette e pagnotte, preparati nel laboratorio a vista con le farine dell’azienda familiare Moulin Céard.
Tra tutti spicca il pane a base di farina di frumento, farina grigia d’orzo e farina di castagne che si ispira ai principi egualitari della Rivoluzione Francese e che dà il nome al locale: «Al fine di abolire ogni distinzione tra classi economiche, non vi sarà più un pane di fior di farina per i ricchi e un pane di crusca per i poveri. Tutti i fornai dovranno, pena il carcere, produrre una sola tipologia: il Pane Égalité».
Ma non finisce qui: se per colazione e merenda dominano incostrastati i deliziosi pezzi di viannoiserie e patisserie, come la tartelette au citron meringuée, il flan e la tarte tatin, all’ora dell’aperitivo, sul pane tostato spalmato di burro salato, compaiono le sardine La Perle des Dieux della Vandea e i cornichons biologici della Maison Marc, da degustare con un buon calice di champagne.

Dedans Bistrot, Zona Wagner
Un angolo di Provenza a pochi passi dal mercato comunale di Piazza Wagner, il Dedans Bistrot propone dal 2011 un menu ricco di prelibatezze dolci e salate di ispirazione francese, con qualche penetrazione straniera: così accanto ai croissant al burro troviamo i pancake con lo sciroppo d’acero, mentre il club sandwich e l’avocado toast fanno compagnia al croque monsieur e alla baguette con crudo e brie. Un punto di riferimento per chi ha voglia di Francia e non è un maniaco della “ristorazione coerente”.

Maison Caffet, Zona Sant’Ambrogio
Ecco il luogo che fa per voi se volete assaggiare quelle che probabilmente sono le migliori praline al mondo: Pascal Caffet, che ha vinto il titolo di Meilleur Ouvrier de France Pâtissier nel 1989 e quello di Champion du Monde des Métiers du Dessert nel 1995, dopo aver rilevato la boutique chocolatée dei genitori nella città di Troyes ha concentrato la sua passione e la sua energia per portare all’eccellenza questi piccoli attimi di felicità. Nel negozio di Via San Vittore, oltre alle emblematiche praline, troviamo macarons, eclairs, gelatine di frutta e biscotti gourmet, che si prestano a comporre eleganti confezioni regalo per accontentare anche gli ospiti più esigenti.

Maison Bretonne, Zona Sempione
Le galettes de sarrasin e le crêpes sucrées sono i cavalli di battaglia di questo progetto all’insegna della tradizione bretone. Porto sicuro per i celiaci, in quanto certificato Aic, Maison Bretonne propone crepes salate realizzate con un impasto a base di acqua, sale e farina di grano saraceno (naturalmente privo di glutine), da farcire con fromage raclette, magret de canard, foie gras, e altre ghiottonerie, e accompagnare con il loro ottimo sidro bretone.

Cocotte Jolie, Zona Carrobbio
Dopo un periodo di formazione in arte pasticcera in Francia, nel 2012 Lilian decide di aprire Cocotte Jolie, creperia bretone e pasticceria artigianale nel cuore di Milano.Ogni giorno, con il suo staff, realizza dolci tradizionali francesi e italiani nelle varianti di sua invenzione, e durante la pausa pranzo offre un’accurata selezione di piatti di cucina afro-italiana, per onorare le sue origini camerunensi che rivivono in pietanze come il “Ndole”, piatto nazionale a base di ndoleh (una sorta di spinaci), crema di arachidi, carne o pesce, servito con riso basmati e platano maturo.

Salumeria Mazzone, Zona Washington
«Una salumeria rock, dove il bello, il buono e l’informale si mescolano con l’eleganza degli arredi, senza tirarsela». Così la definisce Maria Cristina Mazzone, che forte dell’esperienza al fianco di suo padre e ancora inebriata dal profumo dei piccoli caseifici visitati da bambina, dopo vent’anni trascorsi a lavorare per la comunicazione televisiva decide di iniziare un’avventura tutta sua.
L’amore per i formaggi sprizza da tutti i pori, e quelli francesi meritano naturalmente un posto d’onore: dal famoso Munster-géromé alsaziano al Saint-Marcellin, originario di un piccolo villaggio delle Alpi francesi nella Val d’Isère, fino al Brillat-Savarin, formaggio a tripla crema e a pasta molle prodotto in Borgogna, nonché uno dei più grassi (e dunque più goduriosi) al mondo.
La “cheffa” Giada Lavatelli completa l’offerta del bistrot con piatti sempre diversi e squisiti, spesso di vocazione transalpina.

Ostriche & Vino, Zona Ticinese
Se sentite ancora la nostalgia di quel viaggio on the road lungo la costa atlantica francese non potrete resistere al richiamo di questo bar à huîtres et coquillages: sarete consolati dalle Fine de Claire, carnose e croccanti, caratterizzate da una salinità equilibrata e da sentori di nocciola, o dalle Spéciale de Claire, dalla polpa più consistente e dolce. Chi non ama il crudo può trovare un’alternativa tanto gustosa quanto originale nella Mouclade, un piatto a base di cozze e curry inventato all’inizio del 1900 in un bistrot per pescatori della Charente-Maritime.
A innaffiare il tutto diverse proposte di bollicine, tra cui la Blanquette de Limoux, uno spumante Aoc a base di Mauzac (che deve costituire almeno il 90% del vino): inventato dai monaci di Saint-Hilaire in Occitania nel 1531, presenta aromi di mela e di erba fresca appena tagliata davvero unici.

Maison Aubry, Zona Porta Venezia
Ecco a voi lo spoiler di una prossima apertura, attesa il 19 ottobre in Via Felice Bellotti. I pannelli color ciano che celebrano lo champagne, accostati al marchio Maison Aubry, ci fanno ben sperare in una champagneria legata alla casa francese nata nel cuore della Petite Montagne de Reims dal sogno di Pierre e Philippe Aubry: discendenti da una stirpe di viticoltori dal 1790, hanno deciso di far rivivere alcuni antichi vitigni. Dalle pagine social pare che si tratterà di una vera e propria gastronomia francese, quindi restate connessi se siete curiosi come noi!

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

X

Linkiesta senza pubblicità, per gli iscritti a Linkiesta Club

Iscriviti a Linkiesta Club