Raid russiPutin bombarda il centro di Kyjiv

Forti esplosioni si sono verificate questa mattina nella capitale ucraina mentre in strada le auto erano dirette verso i luoghi di lavoro. Si vedono alte colonne di fumo. È la prima volta dall’inizio della guerra che i bombardamenti di Mosca mirano in maniera così pesante al cuore della città. Numerosi attacchi hanno interessato altre città ucraine

AP/Lapresse

Forti esplosioni si sono verificate questa mattina, intorno alle 5.15, a Kyjiv. I missili russi hanno colpito il centro della capitale ucraina. Il Kyiv Independent parla di almeno quattro deflagrazioni. Alte colonne di fumo sono state viste nel centro della città. Ci sarebbero morti e feriti. Tutte le stazioni sotterranee della metropolitana sono state adibite a rifugi e la circolazione dei treni sulla linea rossa è stata sospesa. Le esplosioni sono state segnalate anche in una zona vicino a una sede universitaria nei pressi del parco Taras Shevchenko.

Sono state segnalate esplosioni nelle prime ore di lunedì anche a Dnipro, Leopoli e altre città, ha fatto sapere il governo ucraino.

Le notizie sono ancora parziali, ma l’attacco potrebbe essere una rappresaglia dopo l’esplosione che sabato 8 ottobre ha danneggiato il ponte che collega la Russia alla Crimea. Sui social si vedono i primi video successivi all’esplosione. I missili hanno colpito le strade della capitale mentre molti si trovavano in auto diretti verso i luoghi di lavoro.

Kyjiv non veniva colpita dai raid russi da molti mesi. Ma è la prima volta dall’inizio della guerra – scrive la Bbc – che i bombardamenti russi mirano in maniera così pesante al cuore centrale della capitale ucraina (qui il momento delle esplosioni durante la diretta con il corrispondente della Bbc).

 

Oggi il presidente russo Vladimir Putin presiederà il Consiglio di sicurezza russo, dove siedono i principali ministri e i rappresentanti di esercito e intelligence. E sempre oggi è in programma anche una riunione d’emergenza dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sulle annessioni russe nell’Est dell’Ucraina dopo i referendum farsa voluti dal Cremlino.