Laboratorio LombardiaLetizia Moratti chiede al Pd di creare un nuovo campo largo riformista

«Si tratta di mettere insieme forze diverse di riformisti, liberali e socialisti per rimodellare un’offerta politica nuova e vincente», spiega l’ormai ex vice di Fontana. Appoggiata dal Terzo Polo e dalla lista civica Lombardia Migliore, si rivolge al Partito democratico: «Non c’è più il centrodestra, c’è una destra-destra al governo del Paese e questo obbliga tutti noi a una “revisione” del nostro posizionamento. Ci vuole un approccio nuovo, più laico, una sintesi innovativa tra riformismo e pragmatismo»

(LaPresse)

«Sì, mi candido. Perché ci sono momenti nei quali si deve scegliere da che parte stare». L’ormai ex vicepresidente e assessora al welfare di regione Lombardia Letizia Moratti, dopo una vita da “indipendente” nel centrodestra, ha deciso che correrà alle elezioni regionali lombarde proponendo un’alleanza larga per battere le destre. E per questo rivolge anche al Partito democratico.

Ex presidente della Rai, poi ministra dell’Istruzione, fino a diventare la prima donna sindaco di Milano, a Repubblica dice: «Voglio riportare la Lombardia in Champions League». Prendendo esempio dal padre partigiano e dal Comitato di liberazione nazionale: «L’analogia è chiara. Come allora si tratta di mettere insieme forze diverse di riformisti, liberali e socialisti per rimodellare un’offerta politica nuova e vincente». Come pensa di fare? «Unendo riformismo e pragmatismo».

«La mia candidatura nasce a partire dalla lista civica Lombardia Migliore, naturalmente dal Terzo polo di Calenda e Renzi, ma anche da molte realtà civiche che hanno scelto di far parte del progetto», dice. «Mi rivolgo anche al Partito democratico e a tutte le altre forze politiche che vogliono interpretare questa fase nuova di cambiamento». E, aggiunge, «in queste ore molti del Pd mi stanno chiamando, e non parlo solo di quelli che immagina più facilmente…».

Moratti precisa: «Io sono sempre stata un civico. Quando ho accettato responsabilità politiche l’ho sempre fatto mettendomi al servizio delle istituzioni come manager e amministratrice. Agli amici del Pd dico solo questo: è cambiato lo scenario. Non c’è più il centrodestra, c’è una destra-destra al governo del Paese e questo obbliga tutti noi – me stessa in primis ma anche loro – a una “revisione” del nostro posizionamento. Ci vuole un approccio nuovo, più laico, una sintesi innovativa tra riformismo e pragmatismo. Quale posto migliore dove sperimentarlo se non in Lombardia?».

La ex sindaca di Milano accusa la giunta lombarda guidata da Attilio Fontana di limitarsi a  «tenere la regione in una zona di amministrazione mediocre, senza quel cambiamento di passo necessario. Secondo il Regional Innovation Scoreboard 2021 la Lombardia si posiziona al 97esimo posto su 240 regioni europee. Io punto a una Lombardia che giochi in Champions League anche sull’innovazione e la ricerca».

Moratti spiega perché ha rotto con la giunta lombarda guidata da Attilio Fontana, che l’aveva chiamata a guidare la sanità. «Alla base c’è una riflessione che sto facendo da tempo su un campo politico che è diventato ormai molto più destra che centro», dice. «Il centrodestra non c’è più. Lo si è visto anche con i primi provvedimenti del governo. Questa è una destra che, a furia di alzare muri, ci chiude tutti in un recinto. Ma la chiusura è quanto di più lontano dal Dna della Lombardia, una regione aperta al mondo, solidale, attenta all’inclusione».

Uno dei motivi della rottura è stato il provvedimento del governo che ha riammesso i sanitari e medici No Vax. «Credo che sia un invito a non rispettare le regole, un segnale molto sbagliato», spiega. «Strizzare l’occhio ai No Vax proprio nella regione che ha pagato il prezzo più alto in termini di morti mi provoca dolore».

L’annuncio della candidatura di Letizia Moratti è arrivato mentre era in corso l’assemblea regionale del Pd che doveva decidere proprio su alleanze e candidature. Spiazzato dalla notizia, il segretario dem lombardo, Vinicio Peluffo, ha detto: «Non credo possa funzionare che ci sia qualcuno che decide anche per gli altri. Siamo disponibili a confrontarci ma non vogliamo imporre niente a nessuno né farci imporre niente da nessuno». La contromossa dell’assemblea dem è stata l’approvazione di una mozione che prevede primarie di coalizione per «un’alleanza ampia», dal Terzo polo alle liste civiche (senza il M5S che «è rimasto alla finestra, non avendo avuto indicazioni a livello nazionale»). Pensare però che Moratti possa parteciparvi è altamente improbabile.

Carlo Calenda dal Terzo Polo rilancia il ticket Moratti-Cottarelli, dove la prima è la candidata presidente e l’economista è il suo vice. «Stimo molto Cottarelli, sono in contatto con lui così come con tanti altri interlocutori. Ma sono scelte che non mi competono, si tratta di decisioni che deve prendere il Pd», dice Moratti. Oltre al Terzo polo, Moratti può contare sulla sua lista civica, una squadra costruita in mesi di incontri. È pronto sia il simbolo sia il nome: LM, Lombardia Migliore ma anche Letizia Moratti.

 

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