Gli emilianiLe manovre di Franceschini e l’ipotesi di accordone Bonaccini-Schlein

Chi vincerà il congresso Pd darà un contentino politico al suo competitor per formare un gruppo dirigente che accontenti i capicorrente (tranne quelli che lavorano per Conte, Casalino, D’Alema e Travaglio)

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È un copione già recitato nel lontano 2009: Pier Luigi Bersani vince le primarie contro Dario Franceschini che dopo la sconfitta va a fare il capogruppo suggellando la pax democratica. Non solo non è da escludere ma è persino probabile che dopo i risultati dei gazebo del 19 febbraio si apra una fase di ricomposizione del conflitto tra Stefano Bonaccini e Elly Schlein, magari con un bel ticket al comando del Nazareno, segretario lui e vicesegretaria lei (sempre che questo sia il risultato finale) e nessuno o quasi si farà male. I due non sono forse stati presidente e vicepresidente della Regione Emilia-Romagna? 

Massimo Cacciari, un po’ sornione un po’ perfido, lo ha rimarcato per dire: «Evidentemente la pensano più o meno allo stesso modo». E in effetti non è che sinora siano emerse chissà quali abissali differenze. Sarebbe una conclusione molto all’italiana, della serie tanto rumore per nulla, e però è anche vero – si parva licet – che Kamala Harris dopo aver perso le primarie contro Joe Biden è andata a fare, guarda caso, la sua vice. Se succede nella patria delle primarie, perché non da noi? 

D’altra parte Bonaccini è uomo di ricomposizione e non avrebbe problemi a offrire una postazione importante alla sua ex competitor, mentre più ansia avrebbe lei, Elly, candidata di frontiera lontana dai politicismi specie quelli fatti in casa, pressata da molti suoi sostenitori per indole e cultura politica contrari all’accordo/inciucio: e non solo e non tanto i giovani che la seguono, Sardine e dintorni, quanto gli Andrea Orlando, i Goffredo Bettini, soprattutto i bersaniani, magari con l’ombra del fantasma di Massimo D’Alema stagliata sul muro. 

E però ci sarebbe come al solito il più abile tra i tessitori di trame palesi e nascoste, quel Dario Franceschini che schierandosi con Schlein ha finora dato l’unica vera notizia di un congresso che scivola come un’anguilla dalle mani di iscritti e osservatori – l’appoggio a Schlein, largo ai giovani – e che così facendo ha distrutto la sua corrente, AreaDem, ritrovandosi quasi isolato (a parte i soliti scudieri di sempre) con tutti gli altri che vanno su Bonaccini: e allora dopo i gazebo per ricucire tutto ecco che “Dario” starebbe magnificamente nella parte del grande tessitore di un nuovo gruppo dirigente misto intorno a Bonaccini, il quale da Schlein, proprio per il consolidato rapporto anche personale, non avrebbe niente da temere. 

In questa operazione che qualcuno definirebbe inciucio e altri accordo unitario per rimettere in acqua la barca sfondata del Partito democratico potrebbero starci anche gli altri due candidati, Gianni Cuperlo e Paola De Micheli, che in questa specie di primarie a doppio turno (prima nei circoli dem e poi nelle primarie aperte a tutti), al secondo giocheranno “Gianni” a favore di Elly e “Paola” a favore di Bonaccini, tentandone il condizionamento nei futuri gruppi dirigenti, ove in caso di accordone grande spazio avrebbero i seguaci di Schlein, sempre che lei si disponga all’accordone e non scelga invece di correre verso un’altra direzione. 

Ma questa soluzione unitaria tranquillizzerebbe tutti, nessuno si sentirà escluso. Tranne quegli esponenti della sinistra, da Bersani a Orlando, che potrebbero dire no a un simile patto post-primarie, con quali conseguenze è ora impossibile dire: ma è certo che il bettinismo va nella direzione opposta, quella che conduce fatalmente all’abbraccio (mortale) con Giuseppe Conte, il quale non aspetta altro che papparsi un pezzo di Pd secondo quanto gli suggerisce il bellicoso quadrumvirato di cervelli – Bettini, D’Alema, Rocco Casalino, Marco Travaglio – cui egli è così sensibile. Fantapolitica? Diciamo che l’inciucione dem è una probabilità di cui si parla: per salvare il salvabile o per autoinfliggersi la mazzata finale lo dirà la storia.

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