Il Fondo Salva Stati per la sanitàMatteo Renzi incalza Meloni sul Mes: così non si scontenta l’Europa, ma i cittadini

In vista dell’assemblea di Italia Viva del 4 dicembre, l’ex premier annuncia: «Lo diremo forte e chiaro: è più importante piantare bandierine antieuropeiste o proteggere i più fragili?. Dire no al Mes non significa scontentare l’Europa, significa scontentare i cittadini che hanno liste d’attesa chilometriche». E sulla manovra «possiamo sostenere su singoli emendamenti il governo se estenderà Industria 4.0, ripristinerà l’Unità di missione contro il dissesto idrogeologico Italia Sicura, se ci sarà più coraggio sul reddito di cittadinanza»

(Foto: Gaia Menchicchi)

«Lo diremo forte e chiaro a Giorgia Meloni: è più importante piantare bandierine antieuropeiste o proteggere i più fragili?». Il leader di Italia Viva Matteo Renzi, in un’intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale, incalza il governo sul Mes, il Fondo salva Stati la cui ratifica in Europa ora potrebbe creare non pochi problemi nella maggioranza.

Dopo la consegna della contromanovra del Terzo Polo alla premier, Renzi spiega che la legge di bilancio uscita da Palazzo Chigi è «debole: non è né carne né pesce. Noi voteremo contro, come è ovvio: siamo all’opposizione. Tuttavia, possiamo sostenere su singoli emendamenti il governo se estenderà Industria 4.0, ripristinerà l’Unità di missione contro il dissesto idrogeologico Italia Sicura, se ci sarà più coraggio sul reddito di cittadinanza, cancellandolo e tornando al reddito di inclusione. Tutte cose che abbiamo voluto e votato in passato».

E poi «vogliamo più soldi sulla sanità. Dire no al Mes non significa scontentare l’Europa, significa scontentare i cittadini che hanno liste d’attesa chilometriche». Il 4 dicembre a Milano, in occasione dell’assemblea di Italia Viva – annuncia Renzi – «lo diremo forte e chiaro a Giorgia Meloni».

Renzi spiega che l’incontro sulla manovra avuto da Carlo Calenda con la premier «non è un inciucio, è civiltà». E aggiunge: «Saremo seri con Meloni e Salvini, anche se loro non lo sono stati con noi. Mi ricordo ancora Meloni che urlava contro le trivelle e Salvini sulla piazza rossa di Mosca contro il referendum. Noi abbiamo uno stile diverso, e ne vado orgoglioso».

Sulla giustizia, invece, «mi aspetto che facciano ciò che dice il ministro Carlo Nordio. Un galantuomo, una persona per bene. Lo lascino lavorare: la sua esperienza da magistrato con la schiena dritta, la sua cultura garantista sono elementi che danno una speranza concreta di cambiamento».

Poi attacca Giuseppe Conte: «Io mi domando come faccia a dormire la notte quando pensa al fatto di aver chiuso l’Unità di missione o firmato il condono» su Ischia. «Giuseppe Conte si deve vergognare», ribadisce.

Quanto al suo ex partito, il Pd, Renzi frena: «Non parlo del congresso del Pd: qualsiasi dichiarazione facessi sarebbe strumentalizzata. Aspettiamo febbraio, vediamo chi vincerà e poi ci confronteremo con il nuovo segretario. Tanto il futuro siamo noi del Terzo Polo».

E in vista delle prossime regionali in Lazio e in Lombardia, Renzi spiega: «Mai con i grillini: noi siamo coerenti e abbiamo scelto candidati credibili ed esperti di sanità. Moratti e D’Amato sono due candidature forti». E non c’è nessuna contraddizione, assicura.

Intanto, il 4 dicembre Italia Viva va a congresso e deciderà sulla costituzione di una federazione con Azione di Carlo Calenda: «Partiremo con la federazione. Poi allargheremo il fronte e nascerà il partito unico. Nel frattempo, lavoriamo per il nostro obiettivo che è quello di diventare il primo partito alle europee del 2024».

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