Cambiare l’ItaliaIl Terzo polo è pronto a dialogare sulle riforme, ma solo se il governo fa sul serio

La capogruppo al Senato di Azione-Italia viva Raffaella Paita propone a Giorgia Meloni un dialogo serio per modificare la Costituzione: «Il vero timore è che agli annunci non corrisponderanno i fatti e che quelli lanciati siano solo slogan vuoti»

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Durante la conferenza stampa di fine anno Giorgia Meloni ha rilanciato il tema delle riforme istituzionali, in particolare del Presidenzialismo. Un tema quello delle riforme che è caro a chi come noi ha messo in gioco tutto nel tentativo di cambiare la Costituzione e soprattutto il Paese. Sentendola, la prima reazione istintiva sarebbe quella di ricordare come, all’epoca del referendum Renzi del 2016, Fratelli d’Italia si schierò dalla parte della conservazione, conducendo una battaglia per il no a suon di attacchi personali e fake news.

Noi però intendiamo la politica come servizio verso il Paese. Siamo sinceri riformisti e per questo, il messaggio che vogliamo mandare al Governo è che, qualora tentasse davvero di riformare la Costituzione, noi, coerentemente con la nostra storia, diamo la disponibilità a dialogare.

Entrando nel merito della proposta, non pensiamo che il Presidenzialismo sia la scelta migliore: riteniamo che il modello dovrebbe essere quello del sindaco d’Italia, vale a dire quello che prevede l’elezione diretta del Premier e non del Presidente della Repubblica.

Inoltre, pensiamo che la riforma debba affrontare più nodi: dal ruolo delle regioni, che abbiamo visto durante la pandemia quanto sia mal regolato dal Titolo V, quello stesso Titolo V che abbiamo provato a cambiare nel 2016, al bicameralismo paritario. 

Conte e Meloni hanno, in egual modo, umiliato il Parlamento durante la sessione di Bilancio. Dimostrando  scarso rispetto per le istituzioni ma anche che nei fatti il bicameralismo è superato. La Costituzione formale è distaccata ormai da quella materiale da un solco profondissimo. Non un problema di poco conto per la nostra democrazia.

Tuttavia, premesse le nostre posizioni, scegliamo di non rinunciare al confronto, perché non ci interessa l’opposizione dura e pura e fasulla del Movimento 5 stelle e del Partito democratico, che in fondo recitano parti precostituite. A noi interessa usare ogni spazio disponibile per cambiare in meglio l’Italia. Come potremmo altrimenti legittimarci come unica alternativa ai populisti e ai sovranisti di sinistra e di destra? Noi investiamo ’nel futuro che viene a darci fiato’ e ci porterà a essere, se saremo bravi,  la prima forza politica italiana, dimostrando per la prima volta che il consenso si può raggiungere anche senza lanciare messaggi populisti e raccontare bugie ai cittadini. 

Detto questo, il vero timore è che agli annunci non corrisponderanno i fatti e che quelli lanciati da Giorgia Meloni siano solo slogan vuoti. Se la maggioranza farà sul serio andremo a vedere le carte. Ma davvero questa maggioranza farà sul serio?

È questa la domanda a cui solo il tempo potrà rispondere. 

I precedenti non sono favorevoli al Governo: dopo una campagna elettorale passata a fare promesse di qualunque tipo, sono tornati indietro su tutto e hanno dimostrato con la manovra di non avere un’idea di Paese.

Questo preoccupa anche dal punto di vista della riforma della giustizia. Giorgia Meloni ha annunciato ieri che ha intenzione di andare avanti. Questo non può che colpirci, da sinceri garantisti, positivamente. Così come riteniamo che la scelta di Carlo Nordio come ministro della giustizia sia la migliore possibile. Essenziale però è che adesso, Nordio sia lasciato lavorare in pace, cambiando la giustizia secondo i principi che più volte il Ministro ha annunciato, liberali, garantisti.

 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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