Un anno di guerraDopo i carri armati, all’Ucraina ora servono gli aerei da combattimento F16

La richiesta era già stata fatta all’inizio dell’invasione russa. «Ora abbiamo nuovi compiti da davanti a noi: ottenere i jet da combattimento occidentali, nuove sanzioni e l’attuazione della formula di pace», ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba

Un carro armato russo trainato da un trattore ucraino
Foto: Twitter/@Biz_Ukraine_Mag

Con la fine del braccio di ferro tra Germania e Stati Uniti e la decisione sull’invio dei carri armati Leopard e degli Abrams in Ucraina, Kyjiv ora spera di ricevere presto anche gli aerei da combattimento occidentali, chiesti fin dalle prime fasi dell’invasione russa per mettere in sicurezza lo spazio aereo del Paese. In particolare, i famosi F-16. È la prossima richiesta di riarmo già avanzata dall’Ucraina, insieme a quella per i missili di lunga gittata Atacms, su cui non c’è più il veto assoluto e definitivo che gli Stati Uniti imponevano all’inizio del conflitto.

E questo – spiega Repubblica – per almeno cinque ragioni: primo, mettere Kyjiv in condizione di difendersi subito dall’imminente offensiva russa; secondo, scoraggiare possibilmente questa operazione, o spingere Mosca a lanciarla senza essere davvero pronta a condurla; terzo, favorire la controffensiva di Zelensky per riconquistare i territori occupati e andare all’auspicato tavolo della pace in una posizione di forza; quarto, far capire a Putin che se spera di vincere puntando sulla fine degli aiuti occidentali e lo sgretolamento dell’alleanza, sta sbagliando ancora i calcoli; quinto, guardare già al dopoguerra, per costruire una forza di deterrenza abbastanza solida da dissuadere il Cremlino, chiunque lo abiti, da altre future avventure.

«Ora abbiamo nuovi compiti da davanti a noi: ottenere i jet da combattimento occidentali, nuove sanzioni e l’attuazione della formula di pace» – cioè i dieci punti per la chiusura del conflitto proposti dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky – come ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, a seguito dell’annuncio tedesco e statunitense di inviare i loro carri armati in Ucraina.

L’Ucraina aveva chiesto i caccia F16 fin dal principio dell’invasione, e la Polonia aveva detto di essere pronta a darle i suoi Mig, per impedire a Mosca di avere il dominio dei cieli, decisivi nelle guerre moderne. In realtà i russi non sono mai riusciti a imporre la loro supremazia aerea, ma comunque Washington si era opposta per evitare l’escalation. Allora la speranza era che il combinato delle sanzioni economiche e la resistenza di Kyjiv convincessero Putin a cercare una soluzione diplomatica. Ora è chiaro che non l’aveva mai neppure considerata. Quindi in maniera progressiva l’Occidente ha incrementato la sua assistenza militare per mettere l’Ucraina in condizione di sopravvivere e convincere Mosca ad accettare un vero negoziato. Dopo i Javelin sono arrivati gli obici, poi gli Himars, i Patriot, e adesso i carri armati.

Yuriy Sak, consigliere del ministro della Difesa ucraino Reznikov, ha detto alla Reuters che «il prossimo grande ostacolo da superare saranno gli aerei da combattimento». Quindi la domanda è stata posta al portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Kirby, in questi termini: «Se gli ucraini oggi dicessero: “Grazie mille dei carri. Ora, che ne direste di alcuni aerei da combattimento di quarta generazione?” Quali sono le possibilità che ciò accada?». Kirby non ha posto veti: «Siamo in costante discussione con gli ucraini sulle loro capacità. Le evolviamo mano a mano che le condizioni cambiano. Non posso biasimare gli ucraini per volere sempre più sistemi. Non è la prima volta che parlano di aerei da combattimento. Ma non ho annunci da fare su questo fronte».

Il processo quindi potrebbe seguire quello dei carri armati, che dovrebbero arrivare al fronte nel giro di un paio di mesi, perché addestramento e consegna dei Leopard saranno più rapidi del previsto. Oltre alla Polonia, anche l’Olanda sarebbe pronta a fornire gli aerei, mentre l’addestramento dei piloti sarebbe già in corso.

Biden, secondo Nbc, intanto prepara un viaggio in Europa per l’anniversario dell’invasione, mentre il segretario di Stato Blinken ha detto al Washington Post che c’è già un piano per il dopoguerra. Kyjiv non entrerà nella Nato, ma sarà rafforzata militarmente al punto di creare la deterrenza per scoraggiare altre aggressioni. Invece aderirà alla Ue, per favorire la sua prosperità, in contrasto evidente con l’arretratezza imposta da Putin alla Russia.

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