Riduzione del dannoL’incoraggiante calo del numero di fumatori in Italia e nel mondo

I nuovi dati di Philip Morris International confermano una tendenza innescata (anche) dai prodotti “senza combustione”, che forniscono delle alternative ai cittadini che non riescono o non vogliono smettere di fumare

Il numero di fumatori si conferma in costante calo, in Italia e nel mondo. E il merito è anche delle politiche e degli strumenti sulla riduzione del danno. Lo dimostrano ad esempio i nuovi dati del 2022 di Philip Morris International (PMI): sono più di diciassette milioni i fumatori adulti in tutto il mondo che, convertendosi a un prodotto come IQOS, hanno totalmente abbandonato le sigarette tradizionali. Due milioni di loro sono italiani. 

Questo traguardo conferma che le sigarette elettroniche e a tabacco riscaldato hanno la capacità di ridurre i danni legati al fumo, fornendo ai fumatori delle alternative prive di tutte le sostanze nocive presenti nelle sigarette tradizionali. In particolare, i prodotti a tabacco riscaldato (non bruciato) sono in grado di evitare ai polmoni l’esposizione dannosa agli agenti chimici contenuti nel tabacco “classico”. 

Secondo Eurispes, il sessantadue per cento dei fumatori non ha mai provato a smettere. In più, solo lo 0,16 per cento si è recato in un Centro antifumo. Esistono insomma numerose persone che non si attivano nemmeno nell’ottica di abbandonare le sigarette normali: le alternative senza combustione possono rivelarsi utili soprattutto per questa fetta di consumatori. 

Non a caso, l’obiettivo al 2025 di PMI è quello di ottenere il cinquanta per cento dei ricavi grazie ai prodotti senza combustione, convertendo almeno quaranta milioni di fumatori adulti che, altrimenti, continuerebbero a fumare sigarette. I dati mostrano non solo un incremento dei fumatori che non hanno intenzione di smettere di fumare, ma anche una correlazione tra il consumo dei nuovi prodotti senza combustione e la diminuzione (o cessazione) del fumo tradizionale. 

«Andiamo avanti a velocità crescente verso il nostro obiettivo di costruire un futuro senza sigarette, mettendo a disposizione dei fumatori adulti che non smettono le migliori tecnologie rese possibili da anni di ricerca e sviluppo. Oggi, da una parte, celebriamo un risultato importante: circa due milioni di fumatori in Italia sono passati a una valida alternativa senza combustione e hanno abbandonato completamente le sigarette; dall’altra, rilanciamo il nostro impegno grazie a una nuova tecnologia, pensata per semplificare ulteriormente la transizione dei fumatori più resistenti al cambiamento», spiega Marco Hannappel, Presidente Europa Sud Occidentale di Philip Morris International, che da anni lavora per costruire un «futuro senza fumo».

Stando ai dati Istat, nel 2021 i fumatori italiani sopra i quattordici anni sfiorava quota dieci milioni. Tra gli uomini i fumatori sono il 22,9 per cento, mentre tra le donne il 15,3 per cento. In più, il fumo di tabacco risulta maggiormente diffuso nella fascia di età venticinque-quarantaquattro anni (circa una persona su quattro). 

Se nel 2001, sempre secondo l’Istat, fumava il quasi il ventiquattro per cento degli italiani sopra i quattordici anni, nel 2021 questa percentuale è scesa al diciannove per cento. Numeri in calo, certo, ma ancora piuttosto allarmanti e potenzialmente contenibili (anche) grazie alle strategie per la riduzione del danno da fumo. E tra queste rientrano anche le cosiddette “e-cig”

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