A casa come al barDammi tre parole, caffè, latte e cuore (e ti darò la Latte Art)

Una ricerca pubblicata sul British Food Journal ha dimostrato che la decorazione artistica del cappuccino non è solo un vezzo estetico, bensì ne migliora anche la percezione del gusto

Foto di Tyler Nix su Unsplash

Lo guardiamo dietro il bancone e ci appare un po’ mago un po’ artista quando, ordinato un cappuccino, dopo pochi movimenti armoniosi il barista ci porge una tazza con un cuore o un fiore disegnato sulla schiuma, facendoci sentire un po’ speciali.

Non a caso la pratica si chiama, con traducibile ma mai tradotto anglicismo, Latte Art. Una pratica dalle origini incerte che prende piede intorno agli anni ’80 negli Stati Uniti e un decennio dopo in Italia. Oggi cuori, tulip, rosetta e foglie, le figure più utilizzate, spopolano e sono arrivati i cappucci colorati e le stampanti in grado di riprodurre qualsiasi immagine sulla schiuma di latte.
La Latte Art piace perché è divertente, coinvolgente e – come ha stabilito una ricerca pubblicata sul British Food Journal – migliora la percezione del gusto della bevanda.

Ottenuta la corretta materia prima, su Youtube sono centinaia i video tutorial che insegnano ad abbozzare le varie tecniche della Latte Art: quella più spettacolare e impegnativa del pouring (che consiste nel versare il latte nel caffè con gesto sicuro e una serie di movimenti che seguono determinati “punti” nella tazza) e quella più alla portata di tutti dell’etching, con la quale si disegna sulla schiuma tramite un apposito pennino.

Alcuni consigli ve li diamo noi: la crema non deve essere troppo vaporosa ma lucida e compatta e l’espresso deve essere appena fatto.
Il fai da te permette poi a chi è intollerante al lattosio di usare la bevanda vegetale, che non sempre si trova al bar. Meglio acquistare quelle professionali (si trovano anche al supermercato), ideate per facilitare l’emulsione. Ormai ce ne sono delle origini più varie: pistacchio, canapa, sesamo e patata gli ultimi arrivi. Non resta che provarle per scoprire quale piace di più. Tenendo conto che la difficoltà di montarle è maggiore rispetto a un latte vaccino intero, perché le proteine e i grassi vegetali sono più difficili da emulsionare. Infatti la più “facile” è la più nota e antica, la bevanda di soia, che vanta una proteina particolarmente adatta alla montatura.

E per chi ha voglia di cimentarsi tra le mura domestiche, la buona notizia è che ora si può riprodurre questa capacità quasi soprannaturale del barista anche a casa. Realizzando quella schiumina, leggera come una nuvola e vellutata, grazie alla Steam Wand, il braccio metallico che esce dalla macchina disponibile nella Accademia Gaggia, unica macchina per caffè automatica a uso domestico ad averla. È proprio questo lo strumento indispensabile per ottenere una schiuma perfetta: gli augelli di fuoriuscita del vapore creano i vortici che favoriscono l’emulsione della bevanda.
Proprio come al bar, si ricrea il rituale del barista versando in un bricchetto la magica schiuma che trasforma l’esperienza del latte, grazie alla consistenza vellutata e a una piacevolezza in bocca che mette di buon umore e permette di dare il giusto “la” alla giornata. Provare per credere: la Latte Art è più facile di quanto sembri e potrebbe diventare un hobby o un modo divertente di iniziare la giornata.

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