Cibo chiama design23 luoghi milanesi tra arte e gastronomia, da non perdere durante il Fuorisalone

In città si moltiplicano gli eventi dedicati all’arte industriale che hanno agganci gastronomici. Abbiamo raccolto quelli più interessanti

Onest Milano, Ph Jacopo Salvi

Dal 18 al 23 aprile la Milano Design Week torna ad animarsi grazie al Salone Internazionale del Mobile, nel quartiere Fiera a Rho, e agli eventi del Fuorisalone nelle varie location sparse per la città.
Sono moltissimi i momenti che vedranno il cibo protagonista, non solo come tema e oggetto di mostre e installazioni, ma anche come elemento di cui si celebrerà la dimensione gustativa oltre che estetica.
Vi proponiamo gli appuntamenti più interessanti.

Il Circolino del pane di Davide Longoni
Il nuovo luogo del Panificio Davide Longoni non è un semplice negozio, ma un luogo pensato per l’incontro, la condivisione e la ricerca intorno alla cultura del pane e al suo intreccio con quella del design. Questo spazio si chiama Circolino del pane, è stato ideato insieme alla designer Astrid Luglio ed è stato ricavato all’interno di uno dei magazzini del quartiere ex-industriale di via Tertulliano, dove si trovano anche lo spaccio e il laboratorio di Davide Longoni. Sarà un laboratorio per sperimentare, un salotto per conversare, un tavolo per discutere: un luogo che si richiama alla tradizione dei circoli come luoghi di aggregazione, il cui centro architettonico e concettuale sarà una grande cucina realizzata ad hoc per il progetto dall’azienda italiana Very Simple Kitchen. Nel Circolino verranno ospitati piccoli gruppi, cene, degustazioni, corsi di ceramica o di cucina, conversazioni, in uno spazio dove sentirsi a casa, dove far nascere nuovi progetti, dove creare relazioni ed esplorare la sensorialità del pane e del cibo.
L’inaugurazione ufficiale è prevista per il 9 maggio, ma Il Circolino del pane aprirà le sue porte durante la settimana del design milanese, dal 18 al 23 aprile, durante la quale sarà visitabile previa prenotazione.

A Palazzo Trussardi Alla Scala il primo Pop Up restaurant by Giancarlo Perbellini e Dinner Conversations
In occasione del Salone Internazionale del Mobile, Giancarlo Perbellini e il Members Club Dinner Conversations lanciano in partnership un esclusivo pop-up restaurant a Palazzo Trussardi, in piazza della Scala. Dal 20 al 22 aprile, la sala privata del ristorante, al primo piano, sarà dedicata a un’esperienza di social dining che unisce cucina d’eccellenza e convivialità creativa.
Per gli ospiti, Giancarlo Perbellini ha ideato un menu ad hoc, che di portata in portata, rappresenta un viaggio nei profumi e nei sapori d’Italia e prevede tra i vari piatti: Pomodoro, sifone di caponata e cremoso di ragusano; Mezzamanica, carbonara di calamari e fave; Riso al pesto, crema di patata affumicata e fagiolini sabbiati; Carrè di vitello, bagnetto verde, patata fondente e bagna cauda; Quaglia farcita di spugnole, maionese all’aglio orsino, rape affumicate; Soufflè ghiacciato al profumo di pastiera.
Le cene Pop Up si possono prenotare sul portale di Dinner Conversations e sono proposte al costo di €190 a persona. La partecipazione è aperta a un massimo di 40 persone per evento.

Crudo di branzino, sedano, lime e cipollina
Giancarlo Perbellini

“In cucina con Chef Arrigoni”, lo speciale mini-corso di cucina con cena negli spazi di Casa Xiaomi
In occasione della Design Week di Milano, lo chef di Innocenti Evasioni presenta in collaborazione con Xiaomi “In cucina con Chef Arrigoni”. L’evento avrà luogo negli spazi dello showroom Casa Xiaomi, un luogo premium di circa 230 mq completamente dedicato al connubio tra design e innovazione tecnologica, sito in Piazza Pio XI 5, nello storico quartiere milanese delle 5Vie.
Qui Tommaso Arrigoni con l’ausilio della tecnologia dei prodotti Xiaomi, guiderà gli ospiti in un mini corso di cucina a cui seguirà un percorso gastronomico per scoprire i segreti “smart” della sua cucina.
Sono previsti quattro appuntamenti (20 aprile, 27 aprile, 4 maggio, 11 maggio, orario 19:00 – 23:30) per un massimo di 10 persone ed è possibile acquistare e prenotare la partecipazione agli eventi direttamente sul sito di Innocenti Evasioni.

“100% Pasta” con Paola Navone OTTO Studio a Eataly Smeraldo
Un’esperienza multisensoriale all’insegna del Made in Italy, grazie a un’installazione aerea in cui la personale versione della pasta al pomodoro della designer Paola Navone diventa espressione artistica: questo sarà “100% Pasta”, il progetto che dal 17 aprile al 1° maggio animerà lo store di Piazza XXV Aprile.
Fonte di ispirazione per la realizzazione dell’opera è la personale ricetta della pasta al pomodoro di Paola Navone, che diventa lo strumento per un viaggio nello spazio e nel tempo a partire dai suoi ricordi di infanzia. Pomodori, stoviglie, aglio, peperoncino e spaghetti realizzati dalla Fondazione Carnevale di Viareggio, sospesi all’interno di Eataly Smeraldo, saranno in dialogo con il palco al centro dello store, per l’occasione vestito di rosso pomodoro e sul quale tavoli e sedute dal design contemporaneo, di colore bianco, rosso e verde, rievocano gli ingredienti del piatto simbolo della tradizione gastronomica italiana. Non una pasta qualunque, ma quella che la nonna di Paola Navone era solita prepararle, con grandissima cura e amore nella selezione degli ingredienti. A incorniciare l’installazione, un montaggio di spezzoni cinematografici e citazioni pop dedicate a questo piatto iconico scorrerà in loop sui grandi ledwall ai lati del palco, accompagnato dalle “Note di cibo”, una speciale playlist a tema realizzata da OTTO Studio.
“100% Pasta” sarà presentata al pubblico giovedì 20 aprile alle ore 18:00, con una food performance durante la quale Paola Navone – insieme a Gilda Bojardi, direttrice di INTERNI magazine – racconterà l’opera e il legame tra cibo e design, condividendo la storia della sua “Pasta Paola”, accompagnata da uno chef di Eataly che la realizzerà per i presenti.
I tasting proseguiranno da venerdì 21 a martedì 25 aprile: ogni giorno alle 17:00, gli chef di Eataly realizzeranno la ricetta di Paola Navone per il pubblico dello store milanese e negli stessi giorni il piatto sarà presente come speciale fuori menù nei ristoranti di Eataly Milano Smeraldo.
L’installazione è stata selezionata per far parte della mostra-evento “INTERNI Design Re-volution” che, nell’ambito del Fuorisalone, coinvolgerà l’intera città con installazioni poste in sei diverse location, tra cui appunto quella di Eataly Smeraldo.
Ulteriore conferma del forte coinvolgimento di Eataly nei confronti del mondo dell’arte è data da Eataly Art House, E.ART.H., la fondazione nata presso Eataly Verona dove dal 22 aprile al 17 settembre 2023 sarà possibile visitare la mostra “Photo&Food, il cibo nelle fotografie Magnum dagli anni Quaranta ad oggi”, un’esposizione collettiva, a cura di Walter Guadagnini in collaborazione con Costanza Vilizzi e realizzata insieme a Magnum Photos, legata al tema del cibo e della sua rappresentazione nella fotografia degli ultimi ottant’anni.

Codice Icona al 142 Restaurant
Arte, musica, drink e bun: questa è la combinazione perfetta che 142 Restaurant mette in pista per la serata di mercoledì 19 aprile. Assecondando la passione per il design della padrona di casa Sandra Ciciriello, il ristorante ospita l’iconico Carrello Musica 1968 di Joe Colombo, nato come mobile porta-vinili. Rieditato da Codice Icona – brand culturale italiano che individua e ridà vita a oggetti progettati dai maestri del ’900 attraverso l’acquisizione dei diritti di edizione e la valorizzazione del loro know-how, nel rispetto di ciascun progetto originario -, l’iconico oggetto si potrà ammirare eccezionalmente per tutta la settimana del Fuorisalone.
Nella sola serata di mercoledì 19, a partire dalle 18:30, il carrello sarà adibito a consolle per il Dj Lo Zelmo, che mixerà i suoi vinili intrattenendo gli ospiti in un aperitivo con i cocktail e gli inimitabili bun di 142 Restaurant: Polpo al Cuore, Bun Bun Polpetta e Veggy Bun.

Carrello Musica Joe Colombo

A lume di LYM al DanielCanzian Ristorante
Durante la settimana del Fuorisalone dallo chef Daniel Canzian si cena “A Lume di LYM”.
Il ristorante milanese dello chef ospita infatti i modelli di punta della nuova collezione dell’azienda friulana di lampade di design. Protagonista delle serate, insieme agli highlight firmati da LYM, che avvolgeranno i clienti in un’atmosfera calda e rilassante, sarà il menu degustazione creato ad hoc da Canzian. Si inizia con gli Asparagi en plein air, per proseguire con gli Agnolotti alle canoce in salsa al profumo di zafferano e il Branzino al sale. Dulcis in fundo, il tiramisù “Rosa del deserto”.

DanileCanzian Ristorante

Eat With Your Tidy Tips al Cocciuto
Let’s get naughty! Sbarca da Cocciuto, e per la prima volta in Italia, il format newyorkese più sensuale del panorama gastronomico, quello della “Dining Dominatrix”. Nei giorni 20 e 21 aprile, l’atmosfera nella stanza “26” del ristorante di via Bergognone, nel cuore del Tortona District, si preannuncia bollente grazie alla presenza di una “culinary mistress”che accompagnerà gli ospiti in un percorso sensoriale alla scoperta della proposta gastronomica studiata ad hoc dagli executive chef Alessandro Laganà e Mattia Fabris e dal team di pizzaioli di Cocciuto. Per assaporare il menu, pensato per essere degustato esclusivamente con le mani, la “Dining Dominatrix” benderà gli ospiti e farà indossare loro i “Tidy Tips”, i fingers condom firmati dal designer Francesco Musci, in un gioco di privazione ed esaltazione dei sensi. Erotica e intrigante, l’esclusiva experience è disponibile solo su prenotazione.
Meta del Fuorisalone anche il locale di via Procaccini, nel cuore del nuovo distretto del design in zona Monumentale, che dal 15 aprile ospiterà in vetrina l’installazione “Arnolfini’s Mirror” di Maurizio Barberis, uno dei pezzi della mostra “Esprit Magicien” by HoperAperta, in programma alla Fabbrica del Vapore.
Cocciuto è inoltre food partner dell’opening dell’esposizione, previsto per il 18 aprile.

Una nuova spumeggiante location: Terrazza Prosecco
Grazie a Prosecco Doc anche la zona sud-est di Milano quest’anno si prepara a diventare un punto di interesse sulle mappe dei design lovers presenti in città durante la settimana più dinamica dell’anno.
Dal 17 al 22 aprile infatti nell’hub culturale di House of Mediterraneo, in via Cadolini 19, prenderà vita la Terrazza Prosecco, dove bollicine, design e musica celebreranno il legame tra vino e bellezza, in un’esperienza sensoriale all’insegna della convivialità e dell’intrattenimento.
Nelle serate di martedì 18 e giovedì 20 aprile la Terrazza sarà aperta a tutti dalle ore 18:00 alle 20:00 per degustare un calice di bollicine a ritmo del Dj Set di Emma Iovino; mentre le altre giornate vedranno ospiti del calibro di Dargen D’Amico, Roy Paci e lo chef Federico Sisti.
Fil rouge sarà il piacere di incontrarsi e stare insieme in una cornice dinamica, internazionale e cosmopolita come quella del Salone del Mobile, il tutto accompagnato da un buon calice di Prosecco Doc.
Non mancherà il legame con il design: la Terrazza ospiterà, infatti, gli arredi firmati Potocco, azienda friulana specializzata nella produzione di arredi indoor e outdoor, mentre il designer Giorgio Romairone ha realizzato per l’occasione una speciale collezione di calici, lavorando con Studio 6:AM su un progetto di valore estetico e di contenuto che potesse essere realizzato artigianalmente. L’idea creativa ha preso ispirazione del Tipetto, bicchiere tipico veneziano nato nel ’700. Le lavorazioni hanno ripreso quelle storiche del vetro di Murano, ma mantenendo il bevante come quello dei calici odierni, per creare un contrasto delle forme.

Credits ph Stefania Zanetti

Strata, la prima Strega Design Collection
La storica azienda del liquore Strega Alberti 1860 ha deciso di cogliere l’occasione della Milano Design Week 2023 per realizzare la sua prima Strega Design Collection e invitare la designer veneziana Lucia Massari a progettare un bicchiere che si ispirasse alla filosofia, alle tradizioni e all’artigianalità del marchio.
È nata così Strata, una collezione di bicchieri da cocktail unici e numerati, realizzati a mano a Murano in collaborazione con Fornace Mian, azienda simbolo della tradizione artigianale di lavorazione del vetro.

Con questa iniziativa Strega Alberti conferma il proprio costante impegno a supporto di giovani talenti artistici e letterari. «Siamo molto contenti di questa collaborazione con Lucia Massari, che ci consente di continuare il nostro percorso di affiancamento al mondo della cultura. Abbiamo infatti sempre avuto uno stretto rapporto con la letteratura, con il nostro Premio Strega giunto quest’anno alla 77esima edizione, ma anche con le arti figurative, come attestato dalle opere commissionate nel corso degli anni a grandi artisti e illustratori del calibro di Dudovich, Depero, Mafai, Maccari, Guttuso e Paladino», affermano Giuseppe D’Avino e Andrea D’Angelo, rispettivamente presidente e vice presidente di Strega Alberti. «Il progetto che abbiamo sviluppato con questa designer italiana ci riporta inoltre a un rapporto diretto con il vetro, che è un materiale con il quale lavoriamo da sempre. Penso alla nostra storica e caratteristica bottiglia in vetro bianco a rilievo, che costituisce un’altra icona di riconoscibilità per il marchio Strega».

Ph Federico Floriani

Direttrice creativa dell’intera operazione e artefice del connubio tra la storica azienda campana del liquore, la creatività di Lucia Massari e la maestria artigianale di Fornace Mian è stata Angela da Silva, fondatrice di Swing Design Gallery con sede a Benevento nello storico Palazzo Collenea Isernia. «Affascinata dalle possibilità di un dialogo e di uno scambio tra l’identità di Strega e quella dei linguaggi del design contemporaneo da collezione, ho costruito il progetto Strega Design Collection focalizzandomi soprattutto sull’universo mixology, su cui l’azienda ha già acceso i riflettori con l’istituzione del “Premio Strega Mixology”. Da qui la mia scelta di Lucia Massari come testimonial di questa prima collezione di design, selezionata per la sua sofisticata capacità di saper reinterpretare atmosfere e materiali della tradizione artigianale italiana, in particolare il vetro».

Ph Federico Floriani

«Nel mio lavoro i colori giocano un ruolo fondamentale e Strata fa parte di una ricerca che dimostra la possibilità di utilizzare il vetro come una sorta di colore plasmabile», spiega Lucia Massari. «La collaborazione con Strega crea un ponte tra due manifatture, quella del vetro e quella del liquore, apparentemente molto diverse, ma che in realtà ho trovato sorprendentemente simili. Come ogni singolo elemento chimico viene selezionato in quantità precise per produrre un determinato e specifico colore nel vetro, così la singola erba viene selezionata accuratamente per produrre un preciso risultato nel liquore, compreso il colore stesso. Sono la cura dei dettagli, la passione per la materia prima e l’amore profuso in entrambi i lavori a fare la differenza per la qualità del prodotto finito».

Strata sarà svelata al pubblico dal 18 al 23 aprile attraverso una speciale installazione allestita negli spazi di Dry Milano, in via Solferino, dove sarà possibile anche degustare l’inedito cocktail a base di liquore Strega, gin infuso al finocchio e vermut bianco dedicato al progetto dal resident barman Edris Al Malat. A partire dal mese di maggio, poi, i bicchieri potranno essere acquistati online, direttamente sul sito di Strega, e in alcuni negozi selezionati.

Design da bere
Per tutte le iniziative previste nell’ambito del Fuorisalone Masciarelli Tenute Agricole è wine partner delle 5Vie, il distretto più antico e ricco di storia della città. Il profondo legame con l’arte dell’azienda vitivinicola abruzzese funge così da trait d’union con lo storico quartiere del design di Milano, dove convivono botteghe artigianali di lusso, raffinate boutique, atelier e studi d’artista. Tra i diversi appuntamenti in programma, tra la sede della Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri (Siam) e l’esclusiva location di un’elegante dimora anni ’30 situata all’interno di uno storico palazzo milanese, in via Cesare Correnti 14, da segnalare mercoledì 19 aprile la Serata delle 5Vie, con una performance di danza su progetto della designer Sara Ricciardi.

Montelvini sarà invece wine partner dell’opening di HoperAperta, il progetto che coniuga arte, architettura e artigianalità e che approda alla Fabbrica del Vapore con la mostra Esprit Magicien, oggetti utilitaristici per pratiche rituali, curata da Patrizia Catalano e Maurizio Barberis. Il vernissage, grazie alla cantina veneta ambasciatrice dell’Asolo Prosecco, vedrà la presenza di Massimo Giannone, celebre astrologo e percettivo, che sarà a disposizione degli ospiti per la lettura di tarocchi firmati Montelvini e realizzati dall’illustratore Gianluca Biscalchin. L’opening sarà l’occasione per vedere esposta l’esclusiva bowl brandizzata Montelvini, parte dei nuovi materiali firmati Asolo Experience, realizzata attraverso la tecnologia della stampa 3D e con l’utilizzo di materiali naturali di origine organica: un oggetto di eco-design che è un mix di esclusività e sostenibilità, con un’estetica altamente rappresentativa del brand grazie alla forma a scudo, tipica delle etichette della cantina. L’evento, su invito, si terrà martedì 18 aprile, dalle 18.00 alle 22.00.

Eugenio Roncoroni “Takes” Chiosco Mentana: un’incursione inedita a tema veg in occasione del Fuorisalone
Da sempre chef d’avanguardia e ricercatore assiduo, viaggiatore instancabile tra le cucine del mondo, Eugenio Roncoroni movimenta il Fuorisalone 2023 con un vero e proprio “take over” del Chiosco Mentana e un’intera serata a tema plant based e vertical farming nel cuore di Brera e del circuito 5VIE Design Week.
Mercoledì 19 aprile dalle 18.45, fino a esaurimento scorte, chi sarà seduto ai tavoli di Chiosco Mentana riceverà insieme al drink due piatti inediti a cura dello chef, a base dei prodotti vegetali di Planted e Planet Farms: un assaggio di nuove esplorazioni da parte dello chef nel plant based, che Roncoroni studia, sperimenta e interpreta a suo modo e attraverso le esperienze e le suggestioni apprese nei suoi viaggi per il mondo.

Altri due appuntamenti con Planet Farms permetteranno di scoprire il mondo del vertical farming, dalle coltivazioni innovative fino ai prodotti rivoluzionari per la cucina del futuro: all’interno di Casa.Elmar con “Unexpected Garden”, un temporary juice bar che servirà centrifughe, ghiaccioli e gelati a base di baby leaves (lunedì 17 aprile dalle 12.30 alle 15.30 in via Galileo Galilei 12), e al Cake PopUp di via Tortona 19, che si animerà grazie agli Yummix Planet Farms e al talento sempre di Eugenio Roncoroni. Qui lo chef preparerà due inediti piatti degustazione dove i prodotti Planet Farms incontrano il Riso Sake, la prima sake brewery italiana. Lunedì 17 aprile dalle 19.00 alle 21.00 i visitatori potranno assaggiare la “Tostada” con polvere di germogli con rape pickles, marmellata di peperoncini affumicati e maionese e il “Biscotto gelato”, un variegato al basilico con biscotto al basilico.

Cabana Magazine e Giacomo Milano presentano il temporary Cafè Cabana Giacomo
In occasione del Salone del Mobile, Cabana Magazine dà vita con Giacomo Milano a Cafè Cabana Giacomo, pensato come luogo di ritrovo e rifugio dalla frenesia della Design Week nel centro storico di Milano.
La cornice è la sede cinquecentesca di Palazzo Morando, museo del Costume, Moda, Immagine, che dal 5 Aprile ospiterà la mostra “FuturLiberty. Avanguardia e stile”, sotto la direzione scientifica di Ester Coen e la direzione artistica di Federico Forquet, couturier e interior designer stimato a livello internazionale.
Sarà questa dunque l’ambientazione ideale per i tablescapes, ovvero tavole imbandite con sovrapposizioni audaci e sofisticate secondo i precetti di David Hicks, cui si ispira l’ultima collezione tableware di Cabana con cui sarà allestito il temporary Café. Attingendo all’archivio inedito di Hicks, definito dai suoi contemporanei “il maestro del colore”, la collezione di Cabana omaggia vivacità e fantasia disciplinate dall’esprit de géométrie. Piatti, bicchieri e accessori per la tavola compongono un ipnotico caleidoscopio di losanghe, poligoni e forme astratte, armonizzati da colori decisi e da un’estetica nitida. Omaggi a mondi lontani (come l’arte islamica o la Grecia classica) si disperdono in una raffinata eco di rimandi fra il nuovo e l’antico, l’astratto e il figurativo, il pop e il curatoriale. Una visione di grande impatto visivo che, utilizzata negli oggetti di tutti i giorni, eleva il momento conviviale a rituale estetico.

Partner di Cabana in questo progetto è Giacomo Milano che, come ricorda Martina Mondadori, editor in chief di Cabana, «rappresenta uno dei marchi della ristorazione più iconici e amati di Milano».
I due brand condividono in modo forte e preciso l’ispirazione all’estetica di Renzo Mongiardino, che nel 1958 progettò gli interni del ristorante Da Giacomo, una delle poche opere “pubbliche” dell’artista, dove si ritrovano i tratti tipici del suo stile quali la ricerca di proporzioni armoniche e la cura minuziosa dei dettagli.
«Siamo particolarmente felici di dar vita con Cabana Magazine a questo temporary cafè nell’anno in cui Giacomo Milano celebra il suo 65° anniversario» afferma Carola Rovati, board member del Gruppo Giacomo. «Con Martina Mondadori condividiamo lo stesso linguaggio che si basa sull’idea di un lifestyle ricercato e curato nei minimi dettagli, che rivisita in chiave contemporanea l’eccellenza della tradizione Made in Italy».
A completare l’atmosfera, i tessuti della nuova collezione interior FuturLiberty, curata da Federico Foquet per Liberty, l’illustre marchio di tessuti inglese, e le sedie di Bonacina, azienda storicamente nota per aver attualizzato il midollino e impegnata oggi in una campagna di sensibilizzazione verso gli arredi naturali e l’impegno ecologico.
Cafè Cabana Giacomo sarà aperto da sabato 15 aprile a domenica 23 aprile per colazione, pranzo, merenda dalle 10 alle 17:30 e per l’aperitivo dalle 18:30 alle 20:30.

Wallpaper mania
Il Mannarino, “macellerie di quartiere con cucina”, coglie l’occasione della settimana milanese del design per colorare il suo locale sui Navigli con l’esclusiva carta da parati della Collezione Enriquezland, ideata dal designer Alessandro Enriquez e realizzata in collaborazione con Jannelli & Volpi. L’iconico ingresso di Alzaia Naviglio Grande, decorato con piatti in ceramica e piante di diverse tipologie, diventerà ancora più originale grazie alle coloratissime galline raffigurate sulla wallpaper firmata dallo stilista. Un pattern che si sposa perfettamente con le tinte e gli elementi caratteristici del brand.
Il Mannarino entra così a far parte della mappa “dei luoghi del cuore” di Alessandro Enriquez e aggiunge un tocco di vivacità alla sua macelleria di quartiere a due passi dalla Darsena.

Dal design alla cucina, l’alta qualità dei prodotti made in Italy confluisce da Locale, il ristorante di Milano dove scoprire una cucina contemporanea che valorizza esclusivamente materie prime d’eccellenza di produttori artigianali a chilometro zero. In occasione del Fuorisalone, anche il ristorante di via Cirillo si trasforma e personalizza la sua sala con un’altra esclusiva carta da parati firmata dal designer Alessandro Enriquez per Jannelli & Volpi. Il coloratissimo disegno “Italian Dream”, sempre dalla collezione EnriquezLand, scalderà ulteriormente gli ambienti informali ma raffinati di Locale, dove la cura e l’attenzione per i dettagli della proposta enogastronomica trova perfetta corrispondenza nell’interior design del ristorante.

L’eleganza, lo stile inconfondibile e l’atmosfera intima di Vasiliki Kouzina incontrano invece il massimalismo dei motivi giocosi e colorati di La DoubleJ, il marchio celebre per i suoi abiti dalle stampe audaci e i suoi lussuosi articoli homeware. In occasione della Milano Design Week il bagno del ristorante greco amatissimo dal grande pubblico, milanese e non, verrà tappezzato con una speciale carta da parati, parte della prima linea di wallpaper firmata JJ. Un modo originale per celebrare questo nuovo inizio da parte del brand di moda e una veste esclusiva per Vasiliki Kouzina, che si conferma essere una delle mete gastronomiche più gettonate della città.

Food Design Stories presenta EstETICA_fluida
Nell’ambito del Fuorisalone 2023 Food Design Stories, negozio diffuso che promuove le eccellenze del made in Italy autoprodotto legato al mondo del cibo ma non solo, mette in scena “EstETICA fluida”, dal 28 al 22 aprile presso il Superstudio di via Tortona 27. Si tratta della rappresentazione di una fiaba contemporanea, dove la sinfonia di forme, materie, visioni e progetti rievoca la fiaba di un bosco segreto, di un sottobosco marino dimenticato, perso e sepolto da decenni di cementificazione e speculazione e ora riemerso come dal fondo di un oceano di oblio.
“EstETICA fluida” è stata pensata dalla giornalista Caterina Misuraca e dall’architetto Sandra Faggiano per indurre riflessioni su un tema più che mai attuale: i rischi ambientali e in particolare la scottante questione della carenza di acqua, che mette a rischio la vita del mare e dei suoi abitanti. Allo stesso tempo è un elogio al design Made in Italy indipendente, che in maniera etica e senza pesare sull’ambiente, produce a chilometro zero usando materie, tecniche e modalità a filiera sostenibile o handmade (perché «l’arte, la bellezza, il saper fare ed il buon disegno altro non sono che cibo per la mente»).
Il visitatore sarà accolto in un percorso suggestivo, tra teli che come cascate scendono dall’alto, invitandolo fisicamente a compiere un viaggio intorno a molteplici “isole” nel “mare”, ovvero i tanti volti dei designer ed artisti presenti. I pezzi dei circa 20 partecipanti, più 6 progetti speciali, sono stati accuratamente selezionati per comporre un unico racconto: opere dalle forme sinuose, quasi liquide, e oggetti che i liquidi li possono contenere, creazioni che poeticamente e matericamente si ispirano al mare, alla sua trasparenza ed alle sue meravigliose cromie.
L’allestimento stesso sarà un elogio al magico momento in cui acqua, terra e cielo si toccano: i prodotti saranno adagiati su “fondali” rivestiti in pietra lavica, (concept brand Lapilli dell’azienda Ceramiche Il Pozzo), una collezione dedicata al mare e realizzata con grafiche contemporanee.

Drawing Better Connections con Arclinea
Arclinea, l’azienda nata a Caldogno nel 1925 come laboratorio specializzato nella lavorazione del legno e oggi parte di Design Holding, il più grande gruppo europeo di design di alta gamma, presenterà in occasione del Fuorisalone la sua linea design etica. Cibo, Famiglia, Natura: nuove ricette per un impatto positive sulle persone e un impatto minimo sull’ambiente.
L’appuntamento è al flagship store di via Durini 7, negli spazi recentemente rinnovati da Antonio Citterio, dal 18 al 23 aprile.

Dove bere e mangiare continuando a respirare aria di design
Miro Osteria del Cinema (Brera)
Negli spazi che un tempo ospitavano il palco e i camerini dell’Anteo Palazzo del Cinema va in scena MiRo, Osteria del cinema, nato dall’incontro tra Andrea Vignali e Michele Siepi, rispettivamente originari di Milano e della Romagna (da qui il nome).
Qui gli spazi interni sono contraddistinti da toni caldi e avvolgenti, dati principalmente dai grandi tendaggi in velluto rosso e dagli arredi in ferro battuto e legno, elementi caratteristici del cinema, dai piccoli oggetti e suppellettili, frutto della passione di Andrea Vignali per il vintage e per i mercatini di antiquariato, e dal collage di scene di film legate al mondo del cibo, oltre a una collezione di VHS che vengono proiettate durante la cena in una piccola tv in fondo alla sala.
Dal piano terra si accede al giardino segreto, uno spazio protetto dai palazzi e dai cortili del centralissimo quartiere di Brera: un’oasi silenziosa e verde dove sorge un fico maschio selvatico di oltre dieci metri, uno dei più alti della Lombardia, e l’atmosfera si fa ancora più rilassata con tavolini, divanetti e sedute basse.
Quella proposta dello chef Enrico Maridati è una cucina diretta e contemporanea, dove conoscenza, tecnica e rispetto della materia si fondono con contaminazioni francesi e orientali, dando vita a una proposta ricca di sapori. Un menu studiato ed equilibrato che spesso predilige ingredienti poveri o che vede protagonisti i vegetali, definiti dallo chef “il futuro della cucina”, e dove i nomi dei piatti sono un ironico gioco di rimando cinematografico, come “Alice in Wonderland”, il giardino di verdure, un’idea in continua evoluzione in base al cambiare delle stagioni, o “La tartare con l’orecchino di perla”, una tartare “mari e monti” di carne di fassona e ostrica.

Ph Jacopo Salvi

Onest (Dateo – Porta Vittoria)
Nato nel 2019 da un’idea di Lorenza Licciardello e Lea Pedrinella, Onest è un locale che propone prodotti selezionati, frutto di un’attenta ricerca, per accompagnare tutta la giornata: colazione (con un’accurata proposta di specialty coffee e di bakery artigianale), pranzo e cena (con piatti comfort che lasciano esprimere la materia prima senza snaturarla, prodotti sempre freschi e di stagione che variano in base alla disponibilità sul mercato) fino al dopocena, con una notevole e accurata selezione di vini (oltre 600 etichette). Il nome scelto dalle proprietarie rimanda alla parola inglese “nest” (nido), proprio per la loro volontà di creare un luogo che potesse diventare un rifugio per tutti i gaudenti amanti del buon cibo, vino e caffè. Un angolo di quiete dove oziare, ma anche lavorare, raccontare e raccontarsi, lasciando che il tempo scorra più lentamente.
Situato in una via molto tranquilla a pochi passi da Piazzale Susa, Onest è sicuramente una location che si contraddistingue per il mood disteso e la luce che rende gli spazi caldi e accoglienti.

Il locale, i cui lavori di ristrutturazione sono iniziati a giugno 2019 su progetto degli architetti Annalisa Grasselli e Matteo Rota (MARG STUDIO), che hanno curato anche i lavori di restyling nel 2021, si sviluppa longitudinalmente, conducendo a un rigoglioso e curato giardino nascosto.
Nella prima sala si trova il reparto caffetteria, fulcro del locale, con il bancone realizzato custom da un fabbro. Entrando nel locale campeggia sopra il bancone la scritta al neon “Ceci n’est pas un putain de bar”, una provocazione che vuole essere un invito a fermarsi per più di un caffè al volo. Le pareti sono originali degli anni ’60 e sono state volutamente mantenute con un effetto delabrè, per evidenziare ulteriormente l’anima autentica e un po’ vintage del locale. Altro elemento principale è l’elegante e maestosa bottigliera in ferro che percorre tutto il perimetro della sala fino alla seconda stanza, dove all’interno di un camino originale è ospitata una lampada Fornasetti. Nel dehors campeggia una vite canadese assieme ad altri elementi originali, la boiserie e le colonne sono state semplicemente ridipinte in linea con le tonalità del resto del locale, blu profondo e rosso vivo, due nuances particolarmente accese e brillanti che accostate creano una sensazione di perfetto bilanciamento ed equilibrio, quasi ricordando le personalità delle due proprietarie: la calma di Lorenza e l’irrequietezza di Lea. Gli arredi della veranda sono tutti pezzi vintage, recuperati insieme agli architetti da alcuni rigattieri; tavoli e sedie del giardino sono invece del brand Pedrali: un riuscito accostamento tra vecchio e nuovo, in un gioco costante e apparente di pieni e di vuoti che dà dinamismo senza essere invadente.

Ph Jacopo Salvi

Clandestino non esiste (Lambrate)
Un locale raccolto nelle dimensioni, ma grande nell’ambizione di farsi portavoce di un messaggio sociale e promotore all’interno della community di dialoghi e riflessioni su diverse tematiche. È Clandestino non esiste, il progetto spin-off di Onest che ha preso vita nel cuore del quartiere Lambrate, in via Conte Rosso, dove il tempo è quasi sospeso e la vita segue un ritmo diverso, distante dallo stereotipo milanese.
Si tratta di un piccolo locale dal design minimale e accogliente, che nel primo pomeriggio viene ulteriormente scaldato dalla luce naturale che entra dalla vetrina su strada. Progettato come Onest da Annalisa Grasselli e Matteo Rota (MARG STUDIO), Clandestino non esiste si caratterizza per un’estetica colorata e il mood disteso. Gli architetti hanno trasformato quella che per anni è stata una storica ferramenta di quartiere in un locale dal sapore autentico e diretto che si sviluppa parallelamente rispetto alla via Conte Rosso, mantenendo intatta la dimensione comunitaria di questa zona di Lambrate. Elemento decorativo ed esplosione di cromatismi, è il murale firmato da Nico189: ispirato al tema della sostenibilità, rappresenta alcune delle azioni menzionate nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile approvata dall’Assemblea Generale dell’Onu.
La proposta di Clandestino si traduce in una bakery artigianale: due sfornate quotidiane rendono disponibili ogni giorno prodotti da forno freschi, preparati grazie alle materie prime di soli fornitori di primissima qualità, oltre a croissant e lievitati fragranti e dalle acidità bilanciate: i pastry chef Matteo Andreotti e Laura Onofrio sfornano proposte dolci e salate che scandiscono il ritmo della giornata, da mattina fino a tardo pomeriggio. Importante anche l’offerta di coffee specialty, 100% tracciabili e sostenibili, per i quali la selezione della materia prima e il profilo di tostatura vengono curati in prima persona.

Ph Stefania Zanetti

Norah was drunk (Lambrate)
Al Norah was drunk Niccolò Caramiello reinterpreta in modo attuale i grandi classici della miscelazione.
Ispirati alla Francia, ma profondamente legati allo stile di miscelazione old school di New Orleans, i cocktail sono trasformati e resi attuali da garnish e tecniche innovative che vogliono stupire in modo sottile, accompagnando il cliente in una nuova esperienza di mixology. L’intento è presentare una drink list dalla forte spinta contemporanea e far conoscere un distillato ancora poco noto in Italia ma che è elemento principale e caratteristico della proposta del Norah: l’assenzio. Al fianco di Niccolò, Stefano Rollo coccola i clienti con una proposta gastronomica essenziale ed estremamente versatile: pochi prodotti di alta qualità, vere e proprie “chicche” culinarie che comprendono formaggi di piccoli artigiani caseari lombardi, conserve di pesce portoghesi, salumi spagnoli e umbri, ostriche francesi.
Norah was drunk appare fin dall’esterno come un rifugio per gli spiriti curiosi alla ricerca di un drink sartoriale. Un luogo che trasuda un originale fascino neorealista da Vecchia Milano, con un tocco di impressionismo francese e di classicismo della New Orleans coloniale. Entrando si comprende subito qual è il fulcro vitale del locale: un lungo bancone in marmo verde del Guatemala dove gli ospiti sono invitati a conoscere la vera essenza del locale, ammirando i gesti e ascoltando le parole di Niccolò e Stefano.
Nella sala interna le pareti délabré, l’elegante parquet color caffè e i dettagli in ottone ossidato conferiscono all’ambiente un mood contemporaneo e raffinato. Gli arredi sono tutti pezzi unici, realizzati appositamente per il locale dal laboratorio Controprogetto, un collettivo di giovani artigiani designer che utilizza materiali di recupero. Ecco allora che da alcune assi da cantiere in legno prende vita l’ampia bottigliera, mentre ad altri materiali viene data una seconda vita ricavando tavolini e sgabelli, ma il vero coup de théâtre dell’opera di recupero sono le panche realizzate a partire da vecchie tapparelle restaurate. L’illuminazione, realizzata in ottone ossidato naturalmente utilizzando l’aceto caldo, su disegno di Niccolò e Stefano, diventa più soffusa man mano che i pensieri si fanno leggeri e i cocktail cospicui.

Ph Jacopo Salvi

Motelombroso (Naviglio Pavese)
Nato nel 2019, Motelombroso si è posto sin dal principio come luogo di condivisione e convivialità, accentratore di eccellenze legate non solo al cibo e al vino, ma anche all’arte. L’incontro fortuito tra lo chef Nicola Bonora, giunto da poco alla guida della brigata di cucina, e Alessandra e Matteo, fondatori del progetto, ha svelato la comunione di intenti di offrire agli ospiti del ristorante un’esperienza sensoriale a tutto tondo, resa unica dalla cornice bucolica della struttura.
«Creare una diversa identità attraverso un nuovo stile di lavoro, con una brigata di cucina giovane e volenterosa, con forte dedizione al lavoro, ma sempre con spontaneità e leggerezza: questo è il mio obiettivo» dice Nicola. «In Alessandra e Matteo ho trovato due persone in linea con la mia filosofia di cucina, ma soprattutto con la mia visione dei rapporti umani e lavorativi».
Motelombroso è un luogo di accoglienza ma anche un incubatore di arte, cibo e design. La progettazione degli interni e la scelta degli artisti a cura di Stefano Bongiorno sono state accuratamente pensate per ricreare un ambiente di casa, ma con una estrema cura dei dettagli volti a far contemplare e cooperare cibo, arte e design.
La casa tutta rosa che ospita questo progetto si trova sulla sponda del Naviglio Pavese, al civico 256. Era una casa cantoniera, chi ci viveva controllava le chiuse del canale per assicurare la navigazione da Milano fino a Pavia, e l’opera di restauro ha permesso un viaggio nel tempo, ad ogni passo scoprendo nuove meraviglie, un affresco conviviale o un arco nascosto al di là di una porta.
Varcando il portone si entra nella hall del Motel, dove è stato progettato un lungo divano angolare sospeso e un bancone in marmo biancone che sembra instabile e fluttuante. Una scultura in pietra del Subasio e Carrara, voluta appositamente per esser sia seduta che piano, avvolge una delle due colonne laterali, mentre l’ambiente è illuminato da tre diverse lampade scultura.
L’ambiente successivo è una serra in vetro contornata da piante dove inizia il viaggio culinario che lo chef Nicola Bonora presenta come un menu-gioco, un inganno per la vista ma non per il palato, in un’associazione alternativa tra visivo e gusto. I tavoli asimmetrici della sala da pranzo, sorretti da ottone brasato con acciaio inox, sono stati prodotti ad hoc con l’utilizzo di marmi provenienti da tutta Italia.  Fungono da panadora un mobile completamente in marmo e ottone e un armadio di Studio Job di ferro e ottone.
Da questo ambiente si può ammirare il giardino che circonda l’intera struttura, di cui fa parte anche un ambiente coperto dove leggere e consultare riviste di arte contemporanea.
Nel periodo estivo si viene trasportati in un’altra dimensione. All’esterno, dove fa da padrone uno specchio che duplica la dimensione del giardino e inganna la vista e ampia luce e spazio, macigni di pietra, direttamente trasportati da cave in Piemonte, fungono da sedute.
Al piano superiore, una stanza pensata per essere un ambiente intimo permette di cenare in un tavolo ovale interamente in pietra e marmo composto da tre lastre di fior di pesco, breccia e ardesia.

Quadri Bistrot per cenare tra i quadri di Klaus Prior
Al Quadri Bistrot si può prendere un aperitivo nel cocktail bar, oppure provare l’esperienza gastronomica del ristorante, circondati dalle opere dell’artista tedesco Klaus Prior, che ha scelto questo locale per riportare a Milano le sue opere d’arte contemporanea dopo 15 anni dall’ultima esposizione meneghina. I quadri esposti sono stati scelti perché conviviali, comprensibili e stimolanti per un pubblico eterogeneo, incoraggiano alla conversazione e al confronto tra gli ospiti a tavola, grazie alle macchie di colore principalmente di bianco e nero, i colori del locale, e il giallo, che ricorda Milano.

Ba Restaurant, il ristorante che sta facendo la storia della cucina cinese a Milano
Grandi vetrate oscurate, decorate dal solo logo rosso di Ba Restaurant raffigurante due cerchi rossi. Gli stessi colori che all’interno del ristorante decorano le sale e la stessa cucina, in un ambiente elegante e minimale, come una tela vuota dove i veri elementi d’arredo sono i piatti spettacolari, colorati e studiati in ogni composizione, proprio come un quadro. Un progetto concluso nel 2019, quello della ristrutturazione completa di Ba Restaurant, curata dallo studio di architettura Naos Design che ha progettato la soluzione ideale per un ristorante urbano di altissimo profilo, qualcosa di unico e non replicabile, diretta espressione dell’anima gastronomica di Ba.

Marcel Boum, la cucina africana veicolo di integrazione culturale e sociale
Nel fermento di via Savona, in uno dei distretti più frequentati della Design Week, Marcel Boum è il primo concept di street food africano lanciato da Gaia Trussardi e dallo chef milanese Cesare Battisti. Un progetto che fonda tutto sulla cucina come veicolo di integrazione culturale e sociale, grazie alla collaborazione con Croce Rossa Italiana. Un menù coloratissimo e quasi interamente vegetale, un piccolo locale ispirato alle fantasia e alla vitalità della cultura africana dove ritrovarsi a fine giornata o per un pranzo semplice ma gustosissimo, l’anima vivace di chef Prince pronto a raccontarci quanto tutti noi possiamo identificarci in Marcel Boum.

Stendhal Milano, il meglio della cucina milanese e la collaborazione con LILT
Stendhal prosegue nella collaborazione con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Milano Monza Brianza. Ai tavoli del ristorante di Brera un nastro rosa, simbolo della campagna promossa dall’Associazione impegnata nella battaglia contro il tumore al seno, e un cavalierino per donare un euro di ogni coperto al finanziamento della ricerca. In programma poi un progetto più ampio, con un palinsesto di eventi e iniziative nei prossimi mesi per promuovere e sensibilizzare alle campagne diffuse da Lilt.

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