Sguardo al cieloSiamo ancora lontani dal giorno in cui metteremo piede su Marte (ma quel giorno arriverà)

Il pianeta rosso è un obiettivo centrale nell’esplorazione del Sistema solare, ma le frizioni tra le potenze interessante rischiano di rallentare i progetti più ambiziosi. Lo racconta Paolo Ferri, che ha lavorato quasi quarant’anni all’Esa, in “Le sfide di Marte” (Raffaello Cortina Editore)

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Marte è sporco. È un deserto gelido, secco e polveroso. Le tempeste di polvere che periodicamente spazzano la sua superficie sono spaventose e vastissime. Un luogo inospitale, con un’atmosfera rarefatta e irrespirabile, una temperatura superficiale media di 60 gradi sotto zero, continuamente bombardato da letali radiazioni ionizzanti provenienti dallo spazio. Eppure Marte è il pianeta del Sistema solare più simile al nostro, insieme a Venere uno dei due nostri immediati vicini, e ha da sempre ispirato la fantasia dell’umanità, diventando un teatro fondamentale di storici racconti e romanzi di fantascienza. Fin dai tempi antichi il suo colore rosso intenso ha incuriosito e affascinato chi alzava gli occhi verso la volta celeste. Ma Marte resta anche associato alla prima grande disillusione spaziale, quando negli anni Settanta del secolo scorso, al culmine di un breve, irripetibile periodo di incredibili successi nello spazio, la promessa che presto avremmo visto astronauti passeggiare sul suolo rosso del pianeta sfumò nel nulla. Si parlava allora di inviare esseri umani su Marte entro la metà degli anni Ottanta.

Oggi, quasi mezzo secolo più tardi, stiamo ancora aspettando ed è piuttosto improbabile che nei prossimi decenni un’astronave con esseri umani a bordo atterri sul Pianeta rosso.

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Oggi Marte è ancora un obiettivo importante della strategia di esplorazione del Sistema solare dell’esa. Ma è anche il pianeta dove la cooperazione internazionale, fondamentale per gli obiettivi sempre più ambiziosi delle missioni spaziali, è messa a dura prova dalle vicende politiche che avvengono sulla Terra.

L’esa, che da sempre basa i suoi successi sulla cooperazione tra nazioni, sia europee sia di altri continenti, oggi continua a dare supporto con le sue due sonde in orbita attorno a Marte ai veicoli della nasa che sono ancora attivi sulla superficie del pianeta. Mars Express e ExoMars fanno quotidianamente da ponte radio per le comunicazioni tra questi veicoli e la Terra. L’esa ha anche aiutato la Cina, che da poco ha inviato nello spazio la sua prima missione marziana, entrando nell’orbita di Marte e atterrando con successo al primo tentativo. Con ExoMars poi l’Europa ha portato avanti una cooperazione importante anche con la Russia, cooperazione purtroppo però recentemente interrotta a causa del conflitto in Ucraina.

La fiducia nella cooperazione internazionale per l’esplorazione di Marte sta purtroppo subendo ovunque pesanti contraccolpi, proprio ora che comincia a concretizzarsi la missione più complessa, pensata e voluta da decenni ma mai realizzata soprattutto per problemi di costi: riportare sulla Terra campioni prelevati sulla superficie del Pianeta rosso.

La definizione di questa missione è stata delineata in maniera precisa alla fine del 2019, come un programma congiunto tra nasa e esa comprendente tre missioni separate che si dividono i compiti di questa impresa spaziale estremamente complessa. Mars Sample Return, questo il nome del programma, è già cominciato con l’arrivo su Marte nel 2021 della prima delle tre missioni previste, il rover Perseverance della nasa, e continuerà con le missioni successive fino a riportare i campioni di suolo marziano sulla Terra, se tutto andrà secondo i piani attuali, nel 2033.

Nonostante i progressi fatti nello studio di Marte, siamo ancora lontani dal comprenderlo a fondo. E dal punto di vista tecnologico, almeno nel settore specifico dell’esplorazione marziana, noi europei siamo ancora indietro rispetto alla nasa e adesso anche alla Cina, dato che finora abbiamo avuto successo solo con missioni orbitali, ma non abbiamo ancora dimostrato di essere in grado di atterrarvi. Nel frattempo nel mondo ci sono personaggi pubblici, scienziati, miliardari, visionari, che annunciano che entro il decennio in corso ci saranno esseri umani che cammineranno sul Pianeta rosso. Anche se è giusto e comprensibile sognare e porsi obiettivi ambiziosi, siamo in realtà ancora molto lontani dal giorno in cui sarà possibile inviare esseri umani su Marte e soprattutto farli ritornare vivi e sani sulla Terra. Ma quel giorno arriverà, prima o poi, nonostante le difficoltà.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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