Tempo avversoL’inaspettata pioggia del Concertone e la prevedibile siccità in Europa

Due gocce cadute su Piazza San Giovanni in Laterano hanno suscitato tanto clamore sui giornali, forse perché gli ultimi otto anni sono stati i più caldi mai registrati finora?

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«Servono praticamente più di tre ore per vedere salire sul palco il primo cantante per cui vale la pena stare sotto l’acqua», si legge sul sito del Corriere della Sera, in una galleria di foto e voti riferiti alle performance e agli artisti che il giorno precedente si erano susseguiti sul palco del Concertone di piazza San Giovanni in Laterano. Un palco, e un evento, dove la vera protagonista assoluta è stata la pioggia. E di fatti in più di una occasione i conduttori si sono rivolti alla folla degli spettatori con parole degne degli eroi. E di fatti molti articoli hanno focalizzato i propri titoli sulla sfida tra i trecentomila presenti e la pioggia battente. Il Sole 24 Ore, addirittura, scrive: «il tempo avverso non ha scoraggiato le migliaia di ragazzi che hanno raggiunto piazza San Giovanni a Roma». Il tempo avverso!

Secondo l’edizione di quest’anno del rapporto sullo stato europeo del clima (ESOTC) del Copernicus Climate Change Service (C3S*). A livello globale, gli ultimi otto anni sono stati i più caldi mai registrati, mentre negli ultimi decenni l’Europa si è riscaldata più velocemente di qualsiasi altro continente. L’anno scorso, l’Europa, ha vissuto la sua estate più calda e il secondo anno più caldo mai registrato.

Pubblicato il 20 aprile scorso, il rapporto ESOTC 2022, che fornisce una panoramica completa degli eventi climatici significativi del 2022 in Europa, nell’Artico e in tutto il mondo, collocando il clima nel 2022 in un contesto a lungo termine, mostra che la temperatura media per l’Europa negli ultimi 5 anni è stata di circa 2,2°C al di sopra dell’era preindustriale (1850-1900) e che il 2022 è stato il secondo anno più caldo mai registrato, con 0,9°C al di sopra del 1991 -2020 media.

La scorsa estate, che è stata la più calda mai registrata in Europa con 1,4°C sopra la media, insieme alle alte temperature ci ha fatto vivere diversi eventi estremi, tra cui intense ondate di caldo, condizioni di siccità e vasti incendi. «Il caldo estremo durante la tarda primavera e l’estate – si legge sul rapporto – ha provocato condizioni pericolose per la salute umana. In generale, l’Europa sta assistendo a una tendenza all’aumento del numero di giorni estivi con stress da caldo forte o molto forte, e nell’Europa meridionale lo stesso si osserva per lo stress da caldo estremo». C’è da aggiungere anche una tendenza alla diminuzione del numero di giorni senza stress da caldo. E, dunque, da chiedersi: quale sarà da qui in avanti il tempo veramente avverso?

Secondo uno studio pubblicato il 25 aprile su Nature Communication e condotto da un team di ricercatori del Regno Unito, i luoghi più a rischio ondate di calore non saranno solo quelli economicamente sviluppati come Germania, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, la regione della Cina intorno a Pechino, la Russia dell’estremo oriente, l’Argentina nordoccidentale e parte dell’Australia nordorientale. Lo studio include anche paesi in via di sviluppo come l’Afghanistan, il Guatemala, l’Honduras e la Papua Nuova Guinea, i quali hanno maggiori probabilità di non disporre di risorse adeguate a proteggere le persone.

Se ve ne fosse ancora bisogno, questo studio dimostra ancora una volta come negli ultimi decenni nel mondo si siano verificati periodi di caldo che non rientrano nell’intervallo di plausibilità statistica, ciò nonostante, le società potrebbero essere impreparate ad affrontare un’ondata di caldo estremo per non averne mai vissuta una, e dunque per questo particolarmente vulnerabili. 

Non dovrebbe esser difficile crederci, basti pensare al caso Catalogna che ha ritenuto necessario scalare le rassicurazioni del premier Pedro Sanchez, che pur ha incluso la siccità tra i temi che focalizzeranno il dibattito politico e territoriale spagnolo nei prossimi anni, affidandosi all’intervento divino invocato con una particolare processione per la pioggia. Per la cronaca, in Catalogna non piove da ben 32 mesi, in generale l’intera Spagna è messa a dura prova dal periodo di siccità peggiore degli ultimi 70 anni. Si pensi che già in aprile si sono registrate temperature record tra i 30 e i 40 gradi, in diverse zone del Paese.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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