Avada che prezziLeggere Harry Potter per capire la maledizione dell’inflazione

Come spiega Luciano Canova in “L’economista sul tapis roulant” (Il Saggiatore) nel primo libro della saga il mago inglese acquista con sette galeoni la sua bacchetta magica, l’oggetto più prezioso per un alunno di Hogwarts. Ma dopo soli tre anni una bacchetta giocattolo, chincaglieria senza alcun valore, ne costa cinque

Il tasso di inflazione misura l’aumento generalizzato del livello dei prezzi: quando al supermercato vediamo che un etto di prosciutto ci costa di più, oppure quando la bolletta esplode per il rincaro dell’energia, o ancora quando dobbiamo acquistare uno smartphone e l’ultimo modello della Apple ha un prezzo aumentato di 100 euro, tutto ciò contribuisce all’inflazione. E questo livello dei prezzi viene misurato dagli uffici statistici di un paese in modi diversi, anche se tipicamente uno degli strumenti principali è rappresentato dall’Indice dei prezzi al consumo.

L’istat, per l’Italia, ma in modo simile altri uffici statistici nel resto del mondo fanno la stessa cosa, definisce e aggiorna costantemente un paniere, una sorta di carrello della spesa, all’interno del quale ci sono beni e servizi che vengono acquistati dagli italiani. Come se un ricercatore si aggirasse costantemente in un centro commerciale indagando su tutti questi prodotti, il compito degli statistici è seguire nel tempo l’evolvere dei loro prezzi: sono aumentati? Sono diminuiti?

L’Indice dei prezzi al consumo (ipc), come dice la parola, è un numero indice, il che vuol dire che il nostro ricercatore con il carrello ipotetico e che si aggira tra le corsie di un centro commerciale, calcola prezzi e quantità e, per fare confronti nel tempo, avrà bisogno di un anno di riferimento in cui buttare l’ancora. In quell’anno di partenza, che tecnicamente è l’anno base e può essere fissato a discrezione di chi calcola la variazione dei prezzi, l’indice varrà 100. Se, dunque, nell’anno successivo, il valore dell’indice, che riflette l’andamento dei prezzi dei beni contenuti nel paniere con il loro relativo peso, assumerà valore 105, potremo affermare che il tasso di inflazione per quell’anno sarà pari al 5%. I prezzi, quindi, sono aumentati del 5%.

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La somma di denaro è sempre la stessa, ma quello che ci possiamo comperare si riduce significativamente

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Nella Pietra filosofale, il primo della saga, Harry acquista la sua bacchetta magica per sette galeoni. Una bacchetta per un mago è un bene fondamentale e di grande importanza: dura per tutta la vita e consente a chi la possiede di effettuare gli incantesimi. Senza bacchetta, non si è maghi e il guardiano del castello Gazza docet con la sua mediocrità mesta. Sicuramente, quindi, deve essere un bene di valore e possiamo ipotizzare un prezzo molto significativo. Ci aiuta a capire questo anche il confronto con l’intera famiglia Weasley che, ci viene detto, ha un patrimonio di un solo galeone e una piccola quantità di falci: il confronto con Harry è impietoso ma la signora Weasley, anche se i suoi figli devono comperare solo vestiti sgualciti e libri di seconda mano, dice che i soldi bastano per tirare a campare.

Poi il denaro nella saga di Harry passa giustamente in seconda fila, ma a un certo punto ci sono delle informazioni preziose: nel Prigioniero di Azkaban, terzo episodio, il più grande dei fratelli Weasley, Percy, scommette 10 galeoni su una partita di quidditch. Che è successo a Hogwarts? L’iperinflazione in soli due anni ha fatto precipitare il valore della sua moneta più importante? È possibile ma non possiamo ancora esserne sicuri, anche perché è lo stesso Percy a dire che si tratta di un bluff e che non avrebbe i soldi per pagare la scommessa. L’anno successivo, però, durante il Torneo Tremaghi, i dubbi vengono fugati: mentre assistono alla finale del campionato mondiale di quidditch, i gemelli Weasley spendono 5 galeoni per acquistare una bacchetta giocattolo. È finta, è solo un trucco di quelli che i due amano tanto e che consente di fare solo una cosa: trasformarsi in un pollo giocattolo.

Ora sì che possiamo comparare i poteri d’acquisto del denaro magico: 3 anni prima, il benestante Harry Potter spende 7 galeoni per acquistare una vera bacchetta, la Porsche Cayenne di qualunque mago di Hogwarts, mentre la famiglia Weasley ha un patrimonio familiare di 1 galeone e pochi spicci. Ora, una bacchetta giocattolo, chincaglieria senza alcun valore, ne costa 5. Cari, l’inflazione ha colpito anche il mondo dei maghi e non basterà un incantesimo a ridurre il livello dei prezzi. Serve la conoscenza e lo studio dell’economia per monitorare il potere d’acquisto ed evitare che il conto corrente riporti nell’estratto conto una severa scritta: «Avada Kedavra».

Da “L’economista sul tapis roulant – Come allenarsi con le parole dell’economia”, di Luciano Canova, Il Saggiatore, 248 pagine, 19 euro

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