Il tempo stringeIl ministro Zangrillo assicura che l’Italia userà tutti i fondi del Pnrr

«Fitto con gli altri ministri sta procedendo a una rivisitazione del piano, mettendoci in condizione di utilizzare tutte le risorse che l’Europa ci mette a disposizione. C’è un continuo dialogo con Bruxelles: ci siamo impegnati a dare entro l’inizio dell’estate la formulazione definitiva», dice il responsabile della Pubblica amministrazione

(La Presse)

«Stiamo lavorando con serietà per utilizzare tutte le risorse del Pnrr. Ci siamo impegnati a comunicare alla Commissione Ue le variazioni per la riprogrammazione dei fondi entro l’inizio dell’estate». Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo lo dice a Repubblica, nel giorno in cui dalle raccomandazioni economiche di Bruxelles ci si attende un monito per l’Italia sulla accelerazione nella attuazione del piano.

«Il Pnrr è un programma di straordinaria importanza per il nostro Paese, che noi abbiamo ereditato dal precedente governo. In ragione delle mutate condizioni di contesto, il ministro Fitto con gli altri ministri sta procedendo a una rivisitazione del piano diretta a dargli un contenuto credibile, mettendoci in condizione di utilizzare tutte le risorse che l’Europa ci mette a disposizione. C’è un continuo dialogo con Bruxelles: ci siamo impegnati a dare entro l’inizio dell’estate la formulazione definitiva. La prossima settimana Fitto riunirà la Cabina di regia e si avvieranno gli incontri bilaterali con le Regioni», assicura il ministro.

Il tutto mentre si rincorrono le accuse reciproche tra governo centrale ed enti locali sulla capacità di spesa dei fondi. Zangrilo assicura: «Non c’è stata alcuna frizione o divergenza di vedute: io penso che proprio in questa occasione il governo abbia mostrato un grande spirito di squadra. E anche l’interlocuzione con l’Europa è molto positiva, stiamo lavorando con grande intensità e trasparenza. La pubblica amministrazione ha vissuto un periodo lunghissimo di blocco del turnover: in dieci anni, tra il 2010 e il 2020, abbiamo perso 300mila persone e l’età media si è alzata da 43 a 50 anni».

Questi però erano problemi noti quando si è partiti con il Pnrr. I concorsi non sono stati abbastanza veloci, e anche la formazione è al palo. Il ministro ricorda che «l’anno scorso abbiamo assunto 157mila persone, e quest’anno abbiamo in programma di assumerne 170mila. Stiamo facendo uno sforzo straordinario per riformare la pubblica amministrazione: da giugno sarà obbligatorio utilizzare le procedure digitali previste dal portale InPa anche per gli enti locali. Quanto alla formazione, ho dato disposizione che per quest’anno siano previsti almeno tre giorni per dipendente. E c’è il nuovo portale Syllabus, che permette a ognuno di costruirsi un programma personalizzato di formazione».

La verità però è che i concorsi procedono a rilento anche per le rinunce di una quota dei candidati, in parte dovute alla sovrapposizione delle procedure, e in parte alla scarsa attrattività degli uffici pubblici, soprattutto per i giovani. «Con l’ultimo decreto abbiamo previsto la possibilità di stabilizzare i dipendenti assunti a tempo determinato con i concorsi Pnrr, perché sicuramente questo era un elemento che scoraggiava la partecipazione», dice Zangrillo. «Ma, più in generale, quello dell’attrattività della pubblica amministrazione è uno dei temi che ci dobbiamo porre, intervenendo anche sugli aspetti qualitativi del lavoro, perché oggi i giovani non sono tanto attratti dal posto fisso, quanto da una organizzazione che dia loro opportunità di crescita dal punto di vista delle competenze, premiando il valore e permettendo di bilanciare il lavoro e la vita privata. Stiamo facendo un importante investimento per dotarci di strumenti che possano assegnare obiettivi e misurare le performance».

E anche la semplificazione procede a fatica: i Comuni da tempo chiedono una procedura autorizzativa unica in 30 giorni, sul modello di quella dell’edilizia scolastica. «La semplificazione è un milestone del Pnrr», dice il ministro. «Entro il 2026 si devono semplificare 600 procedure amministrative. Ho avviato il lavoro con le prime 70, nel decreto di tre mesi fa. Il secondo step riguarda 200 procedure da semplificare entro il 2024, ho chiesto di anticipare l’obiettivo al 2023. Da gennaio ho avviato un lavoro che si chiama “Facciamo semplice l’Italia”: stiamo dialogando con gli enti territoriali, Regione per Regione. Stiamo chiedendo ai diretti interessati, quali sono le semplificazioni più urgenti: non è un lavoro fatto a tavolino, ma condiviso con tutti gli enti interessati, per ridurre al minimo gli errori». Intanto, il tempo stringe. E il Pnrr, stando ai programmi, dovrebbe essere realizzato entro il 2026.

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