Magistrati in trinceaLa riforma Nordio sulla giustizia arriva alla Camera, mentre il governo lavora già alla fase due

La “bollinatura” del ministero dell'Economia dovrebbe arrivare oggi. A quel punto servirà il passaggio al Quirinale e infine l’approdo parlamentare, previsto per domani. L’esame nella commissione giustizia non sarà breve. Contemporaneamente in Senato si concluderà l’indagine conoscitiva sulle intercettazioni

Lapresse

La fase uno del disegno di legge sulla giustizia approvata la scorsa settimana in consiglio dei ministri comincia oggi il suo iter in Parlamento, alla Camera. E il clima non è dei migliori, tra gli scontri con la magistratura, le spaccature nell’opposizione e qualche malcontento anche nella maggioranza verso il ministro Carlo Nordio per aver teso troppo il filo della tensione con i giudici.

Intanto, scrive La Stampa, la maggioranza prepara per l’autunno la fase due della riforma. Che verterà soprattutto sulla decisa limitazione del ricorso alle intercettazioni come strumento investigativo per reati come corruzione, illeciti economici, societari e fiscali. Una materia ancor più incandescente dell’abuso di ufficio che Nordio vuole abolire.

Il ddl Nordio arriverà nelle prossime ore in Parlamento. La cosiddetta “bollinatura” del ministero dell’Economia sta tardando, il via libera dovrebbe arrivare oggi. A quel punto servirà il passaggio al Quirinale e infine l’approdo parlamentare, previsto per domani. L’esame nella commissione giustizia della Camera non sarà breve, le audizioni prenderanno alcune settimane. Il presidente Ciro Maschio si è portato avanti chiedendo a tutti i procuratori generali i dati su inchieste, processi e condanne per abuso di ufficio.

Contemporaneamente in Senato si concluderà l’indagine conoscitiva della commissione giustizia sulle intercettazioni presieduta dalla leghista Giulia Bongiorno. Il ministro non fa mistero di voler limitare l’utilizzo (e non solo la pubblicazione) delle intercettazioni, intervenendo anche sugli strumenti tecnologici come il trojan, il virus informatico che, inoculato nello smartphone o nel computer dell’indagato, non solo capta tutti i dati ma lo trasforma in un registratore. Bongiorno ha inviato ai componenti di centrodestra una bozza della relazione della commissione, mentre quelli di opposizione sono stati tenuti all’oscuro. Il testo, che sarà votato la prossima settimana, chiede di regolamentare il trojan, introducendo una figura terza rispetto al magistrato. L’idea sottesa di escluderlo com’era fino al 2019 da tutti i reati, tranne che per mafia e terrorismo, è contenuta in una proposta di legge presentata da Pierantonio Zanettin di Forza Italia, che sarà depositata anche alla Camera con il supporto di Nordio.

Parallelamente al dibattito parlamentare sulla riforma, si terrà parte quello nel Consiglio superiore della magistratura, che Nordio considera «interlocutore del governo» a differenza dell’Associazione magistrati. Il ministro ha chiesto un parere. Ma la strada non sarà in discesa.

E la speranza in un parere soft rischia di essere vanificata dal comportamento dello stesso ministro. Più interviene, parla del secondo e terzo tempo della riforma (intercettazioni, separazione delle carriere), più compatta il la magistratura. E imbarazza Magistratura Indipendente, la corrente conservatrice a cui appartiene tutto lo stato maggiore dello staff di Nordio al ministero, ma soprattutto il sottosegretario a Palazzo Chigi, Alfredo Mantovano. Il procuratore generale di Torino, Franco Saluzzo, ha bollato come «surreali» le motivazioni del ministro per l’abolizione dell’abuso d’ufficio.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter