Gargano Uncovered - parte seconda Menu mare e monti

Dalla cena sul trabucco al gelato con caciocavallo e tartufo, passando per la pizza in teglia alla milanese, una giornata tra Vieste e Peschici alla scoperta dello sperone d’Italia

Trabucco Punta Santa Croce, foto di Thea Papa

Quando si parte per le vacanze, in particolare con la famiglia al seguito, la tentazione di abbandonare l’automobile in quel parcheggio gratuito conquistato con sudore è forte. Eppure, non è la scelta più saggia per chi desidera scoprire gli angoli della costa garganica, con spiagge ventose, faggete e gigantesche macchine da pesca nascoste sul litorale tra Vieste e Peschici.

Peschici

Mare calmo e vento a favore
Il vento è uno dei regali che il Gargano riserva a chi lo sceglie come destinazione estiva. Maestrale e Scirocco soffiano instancabili a beneficio di coloro che maggiormente soffrono la canicola ma anche degli amanti degli sport acquatici, che seguendo le orme dei turisti del Nord Europa hanno trovato nelle spiagge tra Vieste e Peschici la meta prediletta per fare windsurf e kitesurf.

La Spiaggia di Scialmarino – anche nota come “Spiaggia Lunga” grazie ai suoi tre chilometri di sabbia – è la baia più contesa tra i surfisti, che invadono l’orizzonte con vele e aquiloni soprattutto nei mesi di maggio e di giugno, quando il mare è più pulito e meno affollato.

La Chianca

Ma è La Chianca a costituire il compromesso ideale tra movimento e ozio: questa caletta larga circa duecento metri prende il nome (dialettale) dal masso roccioso che sorge al suo centro; il fondale basso e sabbioso la rende adatta anche alle famiglie con bambini, che potranno divertirsi esplorando la vicina grotta marina un tempo abitata dalle foche monache.

Entrambe le opzioni mettono a disposizione equipaggiamento e istruttori certificati, ma anche bar e ristoranti in cui rifocillarsi con paposce di terra e di mare, troccoli allo scoglio e orecchiette al pomodoro con una bella spolverata di cacioricotta.

La Chianca

Trekking nel patrimonio Unesco
Sopravvivere alla calura estiva è arduo durante una vacanza al mare, a meno che non si abbia la fortuna di essere a pochi chilometri da un’area naturale protetta, e soprattutto “ombrosa”.

La Foresta Umbra, situata nella parte più interna del Parco Nazionale del Gargano, costituisce un’oasi per chi è annoiato dalla vita da spiaggia, per chi ama passeggiare nel verde e per chi alla pepata di cozze preferisce l’agnello alla brace.

Foresta Umbra

A qualcuno basterà un pomeriggio di tregua dall’afa, altri vorranno dedicare alle faggete primordiali (patrimonio Unesco dal 2017) un’intera giornata. In entrambi i casi non c’è il pericolo di annoiarsi percorrendo i numerosi sentieri che attraversano la foresta – nella speranza di avvistare caprioli e gufi reali – oppure coccolando e nutrendo i daini della Riserva.

Ma non sono gli unici a dover mangiare: i fan dei picnic avranno solo l’imbarazzo della scelta su dove posizionare la coperta per consumare il pranzo al sacco portato da casa, i più “sofisticati” potranno trovare ristoro presso la Trattoria Foresta Umbra e rompere la monotonia dei menu di pesce con un piatto di fettuccine al ragù di cinghiale, accompagnato da un calice di Cacc’e Mmitte.

Non solo pesce
In vacanza è cosa sacrosanta assaggiare i piatti e i prodotti tipici del luogo che ci ospita nel periodo di meritato riposo, e sulla costa del Gargano comanda il pesce, con opportune variazioni sul tema legate alla tradizione agricola dell’entroterra.

Eppure, ci sono posti apparentemente meno caratteristici che sanno regalare sorprese a chi ha bisogno di un detox da frittura di paranza e seppie ripiene. A pochi chilometri da Vieste, lungo la strada provinciale che porta a Peschici, due realtà “anticonformiste” ben note ai locals e ai turisti affezionati vivono protette dagli occhi indiscreti delle masse.

La Braceria Cariglia è una macelleria con “cucina” dal cuore brasiliano: dieci metri di brace con carboni a legna accolgono bistecche, salsicce, spiedini e arrosticini. Basta scegliere dal banco ciò che si vuole e attendere con l’acquolina in bocca all’ombra degli ulivi o all’interno del rustico capannone.

Da non perdere l’antipasto a base del celeberrimo caciocavallo podolico, cotto alla brace oppure colato sulle bruschette nella sua versione “impiccata”.

Ma la carne non è l’unico desiderio “proibito” dei villeggianti. Sebbene focaccia e paposcia sappiano dare grandi soddisfazioni, quando si ha voglia di pizza “vera” con la mozzarella filante, non esiste surrogato che tenga. E Pasquale, nel Villaggio Turistico Santa Maria, può dare forma anche ai sogni impossibili, come quello di una pizza alta alla milanese.

La pizza di Pasquale

Ha imparato il mestiere da ragazzino, istruito da un pizzaiolo monzese che aveva deciso di portare a Vieste il business della “pizza alta in teglia”, e in trent’anni non è cambiata di una virgola. Molti hanno provato a replicarla, ma la pizza di Pasquale è un’istituzione inimitabile: mezzo metro di diametro, passata di pomodoro, fiordilatte abbondante, e – per chi la gradisce – qualche fettina di salame piccante.

La domenica e il giovedì, su prenotazione, si può gustare a bordo piscina o nella sala interna, accanto al forno a legna.

A cena sul trabucco
Affascinanti strumenti da pesca, costruiti con tecniche complesse da uomini semplici, adornano la costa tra Vieste e Peschici testimoniando un ingegno nato dalla necessità di procurarsi il cibo al riparo da mareggiate e incursioni piratesche (non a caso sorgono in prossimità delle torri saracene), e senza avventurarsi in mari burrascosi.

Il trabucco è una grande piattaforma protesa sull’acqua, ancorata alla roccia da tronchi di pino d’Aleppo, dalla quale sporgono due antenne, leve passive nel ripetuto sollevarsi e abbassarsi della rete cucita su misura per intrappolare il pesce sfruttando le correnti.

Trabucco Furcichella di Giuseppino Marino

Questi simboli della civiltà costiera garganica nascono dalla sapienza dei “trabuccolanti”, gelosi tenutari di maestrie preziose, un tempo tramandate ai soli figli maschi. Le opere di restauro e la trasmissione di questa scienza sono oggi affidati ad associazioni che si impegnano a mantenere in vita i trabucchi storici, organizzando esperienze a bordo delle macchine ancora in funzione.

Trabucco di Monte Pucci

Alcuni sono stati adibiti a ristoranti veri e propri: il Trabucco di Monte Pucci – costruito nel 1926 – è gestito dalla famiglia Fasanella; trabuccolanti da sei generazioni e ristoratori da tre, propongono un menu di mare radicato nel territorio. Cozze ripiene e fritte, cefalo spaccato alla peschiciana e zuppa di pesce (ciambott’) sono solo alcune delle prelibatezze servite a pochi metri dal mare, preferibilmente al tramonto.

Zuppa di pesce

Gelati autoctoni
Per il dessert può valere la pena proseguire lungo la strada statale che conduce a Peschici, distante meno di quindici minuti dal Trabucco di Monte Pucci. Attraversando la “Porta del Ponte” si accede al centro storico: perdersi tra i vicoli bianchi circondati dalle mura medievali, e lasciarsi stupire dai belvedere a picco sul mare è il modo migliore per conoscere questo antico borgo di pescatori.

Obbligatoria la sosta gelato da Michel Draicchio, titolare della Gelateria Michel, situata nel cuore del paese: mezzo gelatiere e mezzo ricercatore, trascinato dall’amore viscerale per questa terra, si impegna a trasformare in gelato i prodotti locali, rispettando tradizioni e sapori. L’olio e molti dei frutti impiegati nella preparazione del gelato provengono dai suoi terreni, le more selvatiche della Foresta Umbra sono raccolte dallo zio, il rosmarino che profuma il sorbetto alla pesca cresce sulle scogliere garganiche.

E laddove non è autosufficiente, Michel si reca dai contadini e dai pastori per acquistare gli ingredienti delle sue preparazioni gastronomiche, come il gelato al caciocavallo podolico impreziosito con il tartufo bianco del Gargano (lo “Scorzone”) e una composta di mele cotogne. A completare questo tuffo nei gusti e nei profumi di questo magico pezzo di Puglia, un filo di olio d’oliva infuso con pigne di pino d’Aleppo.

Trattoria Foresta Umbra
Località Baracconi, SP52 – Monte SantAngelo (Fg)

Braceria Cariglia
SP52 – Vieste (Fg)

Villaggio Turistico Santa Maria
Litoranea Vieste-Peschici Km.7, SP52 – Vieste (Fg)

Trabucco di Monte Pucci
SS89 – Peschici (Fg)

Gelateria Michel
Piazza del Popolo, 5 – Peschici (Fg)

Tutte le fotografie sono di Thea Papa

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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