Dove osano gli stilistiUn giorno ad Alberobello

Dalle tipiche abitazioni alla carta oli più grande del Sud Italia: ecco cosa fare in 24 ore nella città dei Trulli, celebrata da Dolce & Gabbana con la loro ultima sfilata

Foto di Ricardo Gomez Angel su Unsplash

Come già accaduto a Castel del Monte, la moda ha acceso i fari su un’altra località liminale della Puglia: Alberobello. È da sempre considerato un piccolo gioiello turistico, anche se imbruttito da numerose rivendite di souvenir. I trulli, simbolo incontrastato del borgo, sono patrimonio Unesco dal 1996. Si viene ad Alberobello in gita scolastica o durante un viaggio di famiglia. Per scelta, ci si capita raramente. I trulli sono più affascinanti se posizionati in campagna, in costose masserie, possibilmente in Valle d’Itria.

Ma ecco che Dolce & Gabbana sono riusciti a rendere questo borgo l’esclusivo catwalk a cielo aperto della loro ultima sfilata. Improvvisamente, la cittadina è diventata glamour. L’onda lunga dell’evento si è vista anche nella presenza di Helen Mirren, ormai pugliese di adozione, che ha inaugurato il LiFE, l’Alberobello Light Festival.

Se non avete avuto la fortuna di ammirare la sfilata D&G da bordo campo e siete nei paraggi, una giornata ad Alberobello è comunque una buona idea. Ecco alcune attività e qualche indirizzo gourmet da appuntare sul carnet di viaggio.

 

Visitare i trulli di Alberobello
Visitare i trulli di Alberobello è la ragione principale della sosta. I local consigliano di partire dalla parte settentrionale della città, in cui è possibile trovare un vero e proprio quartiere nascosto formato da queste costruzioni. Qui svetta il primo degli edifici dichiarati patrimonio dell’Umanità: il Trullo Sovrano. È l’unico trullo a due piani della città, oggi adibito a casa-museo e allestito con il mobilio originale dei primi del Novecento. Un ottimo posto, dunque, per vedere come i trulli sono fatti dall’interno. Per godere della bellezza dei trulli, il consiglio è quello di addentrarsi nel cosiddetto Rione Monti, chiamato così perché ogni strada riporta il nome di uno dei monti dove si è combattuto durante la prima guerra mondiale. Qui la concentrazione di trulli è altissima.

Il Museo del Territorio
Un’altra tappa da non perdere è il Museo del Territorio, che sorge in un luogo di grande rilevanza culturale e ambientale, la Murgia dei Trulli e delle Grotte. Il polo museale – di dimensioni ridotte, ovviamente – è costituito da un agglomerato di trulli continui e comunicanti, i più antichi dei quali risalgono al diciottesimo secolo. Siamo nel Rione Aia Piccola. Identificato come Casa Pezzolla dal nome dei proprietari degli immobili, è stato riportato allo stato originale alla fine degli anni Novanta.

Chiesa di Sant’Antonio
Da non perdere l’esperienza unica di visitare la chiesa di Sant’Antonio. Si tratta di una costruzione unica nel suo genere, in quanto realizzata interamente a trulli. Costruita nel 1927, contrappone il versante nord di Largo Martellotta, più recente, a quello sud, fatto con il tipico cono di pietra. Questa è la chiesa dedicata al quartiere “povero” di Alberobello, il Rione Monti, costruita per non costringere i fedeli a recarsi nella più distante e borghese chiesa dei Santi Medici. C’è da dire che per molti decenni prima dell’imprimatur di Dolce & Gabbana, i trulli sono stati considerati una costruzione simbolo di povertà e arretratezza. Solo ora ricevono la meritata attenzione economica e culturale.

Dove mangiare ad Alberobello
Alberobello conta poco più di diecimila residenti. Gli alberobellesi – si chiamano così gli abitanti del borgo – hanno da poco avviato una revisione attenta del concetto di ristorazione locale. Tra i tanti spicca l’opera di Gianvito Matarrese, chef di Evo Ristorante e vincitore della puntata che il programma televisivo “4 Ristoranti” ha dedicato alla città. La caratteristica più importante dà il nome al ristorante. Infatti, la sua maniacale attenzione all’olio extravergine d’oliva ha dato vita a una carta oli da 240 etichette, la più ampia di tutto il Sud Italia. Nello stesso programma aveva fatto notizia l’antipasto da nove portate per 18 euro di Trullo d’Oro. Per i pugliesi è routine, ma per chi non è avvezzo a questo tipo di entrée è meglio che non ordini altro.

Per la cucina tipica, bussare alla porta di Domenico Laera del Ristorante l’Aratro. Indirizzo tipico e molto glamour: Terra Madre. In questa “trattoria con orto” ha più volte mangiato, tra gli altri, Madonna. Zucchine, melanzane, pomodori, peperoni, bietola estiva, spinaci crudi, cipolle sponsali (coltivazione tipica pugliese da non confondere con i porri): qui è tutto a centimetro zero. Per un buon gelato, si scivola in largo Martellotta Cosmo 47, da Gelateria Arte Fredda. Considerato – a ragione – il miglior gelato artigianale di Alberobello, è il regno di Maria Caterina Di Pietro, avviata al mestiere dal padre Paolo, maestro di fama internazionale. Per i souvenir enogastronomici, la tappa è da Enoteca Tholos di Luigi Minerva.

Lo scatto
La vostra Instagram opportunity vi aspetta al Belvedere Santa Lucia. Si tratta della terrazza posta ai piedi dell’omonima chiesa, lungo il confine tra la città nuova e il centro storico. Se si arriva in città con i mezzi pubblici, questa veduta dall’alto sarà probabilmente il primo approccio con la capitale dei trulli. Dalla terrazza parte una scalinata – fotografatissima – decorata con cuori e versi di una poesia che conduce presso il largo Martellotta, cuore pulsante di Alberobello.

Evo Ristorante
via Giovanni XXIII, 1 – Alberobello (Ba)

Trullo d’Oro
via Felice Cavallotti, 27 – Alberobello (Ba)

Ristorante L’Aratro
via Monte S.Michele, 25-29 – Alberobello (Ba)

Trattoria Terra Madre
Piazza Sacramento, 17 – Alberobello (Ba)

Gelateria Arte Fredda
largo Martellotta, 47 – Alberobello (Ba)

Tholos Puglia Concept Store
via Monte San Michele, 20 – Alberobello (Ba)

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