I demoniPrigozhin sarà insostituibile, dice un ex comandante della Wagner

In una intervista a Repubblica, Marat Gabidullin spiega perché sarà difficile mettere un ufficiale del Cremlino a capo del gruppo di mercenari. Ma un altro colpo di Stato al Cremlino è improbabile

LaPresse

Se Putin pensa di mettere un generale russo alla guida della Wagner, il gruppo di mercenari durerà poco, sciogliendosi in altre formazioni paramilitari. Ma è improbabile che avvenga un altro tentativo di colpo di Stato perché i mercenari non hanno né una guida carismatica né armi pesanti per rovesciare militarmente il Cremlino. 

Lo spiega uno degli ex comandanti del gruppo di mercenari, il cinquantasettenne Mara Gabidullin, autore del libro  “Io, comandante di Wagner”.  Intervistato da Repubblica, spiega perché Putin avrebbe compiuto una mossa suicida nel far uccidere Prigozhin: «Se ha perso del tutto il lume della ragione, può essere complice di quanto accaduto. Ma ricordatevi che a Putin la Wagner serve, non può fare a meno del lavoro che svolgono per lui in Africa, sostenendo i regimi, anche golpisti, per ottenere il sostegno alla Russia nelle assemblee internazionali. Ed è Putin che approvò la fondazione della Wagner, anni fa, arrivando a inserirla nella macchina statale. Chi credete che paghi i mercenari? Gli stipendi base, duemilaecinquecento dollari al mese se si è impiegati in teatri bellici, arrivano dal bilancio della Federazione».

Secondo Gabidullin la marcia su mosca di giugno non era un tentato golpe per rovesciare Putin, ma un tentativo di entrare nella stanza del potere rimuovendo il Capo di stato maggiore e il ministro della Difesa: «per Prigozhin si era messa male. Era troppo esposto ai rischi e alle vendette, non tanto del Cremlino quanto dei capi di quelle strutture commerciali e multinazionali che lavoravano con lui in Africa e che ha depennato».

L’unicità di Prigozhin non era solo dovuta alla sua capacità militare, ma relazionale e commerciale. «Era un uomo d’affari molto capace, incaricato di portare avanti il progetto Wagner e di potenziarlo. Gestiva multinazionali nell’edilizia, nella gastronomia, era fornitore della Difesa e delle Università. Faceva la differenza per questa sua capacità imprenditoriale che gli permetteva di pensare in grande».

 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

X

Linkiesta senza pubblicità, per gli iscritti a Linkiesta Club

Iscriviti a Linkiesta Club