Promossi o bocciatiIl ministro Fitto a Bruxelles per il primo test sulla revisione del Pnrr

Atteso dal capo della task force europea dedicata, Celine Gauer, per parlare del nuovo piano presentato ad agosto dall’Italia assieme al capitolo RepowerEu. «I dati che cominciano ad affluire sono positivi e confortanti», ha detto il responsabile degli Affari Ue

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Il  ministro per gli Affari Ue Raffaele Fitto atterrerà oggi a Bruxelles con la speranza di venire promosso dall’Europa sulla rimodulazione dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Fitto è atteso dal capo della task force europea dedicata, Celine Gauer, per parlare del nuovo piano presentato ad agosto dall’Italia assieme al capitolo RepowerEu.

L’incontro sarà, con ogni probabilità, del primo di una lunga serie. La riunione in programma oggi, ha spiegato il portavoce della Commissione Ue, Eric Mamer, «consentirà il buon avvio del lavoro di analisi della Commissione». Anche se, ha poi aggiunto, Bruxelles «non commenterà prima della sua fine della sua analisi».

Il governo guidato da Giorgia Meloni ha pesantemente messo mano al piano, andando a rimodulare un totale di 144 progetti e riforme sui circa 349 previsti inizialmente. Una sforbiciata che, assieme alla sua integrazione col capitolo RepowerEu, taglia interventi per 15,89 miliardi.

«I dati che cominciano ad affluire sono positivi e confortanti, bisogna lavorare perché questi possano migliorare e la revisione del Piano è un elemento importante», ha sottolineato Fitto durante la sua visita a Cernobbio, mostrando un certo ottimismo.

Tutti, ha detto Fitto, «si concentrano su questa pseudo polemica con i Comuni e pochi si concentrano per esempio su un elemento fondamentale della revisione del Pnrr che è quella del RepowerEu, la proposta nazionale che prevede investimenti strategici sulle reti e che prevede anche interventi molto importanti in termini di efficientamento energetico con incentivi per famiglie e imprese che per circa 20 miliardi complessivamente può rappresentare, una volta concluso l’iter di confronto con la Commissione europea, se autorizzato, una opportunità molto importante in questa direzione. Quindi questo mi auguro che possa essere uno degli elementi che contribuirà anche nei prossimi mesi all’avanzamento della spesa del Piano che come è noto è un Piano di Ripresa e resilienza che poggia su tre voci sostanzialmente, 68 miliardi di contributi a fondo perduto, 122 di contributi europei a debito e 30 miliardi di fondo complementare che è un ulteriore debito».

Il cronoprogramma dell’esecutivo, solo dopo un doppio intervento di modifiche la richiesta per la terza rata da 18,5 miliardi, ha incassato la luce verde della Commissione. Con il sì del Consiglio Ue atteso a breve, dovrebbe finalmente arrivare l’assegno.

Allo stesso tempo la Commissione sta esaminando le modifiche apportate dal governo ai target relativi alla quarta rata. Dopo l’’tteso via libera, l’Italia potrà così far partire la richiesta per la quarta rata da 16,5 miliardi. Non dovrebbero esserci imprevisti, anche perché la revisione è stata effettuata sotto la stretta osservazione di Bruxelles.

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