Equilibratore globaleLa nuova star dell’energia

Il gas naturale liquefatto ha sostituito il gas russo nel mercato europeo. Le esportazioni americane rappresentano il principale fattore di cambiamento per l’offerta, mentre lo stoccaggio presente negli Stati Ue è l’elemento chiave per la domanda

Unsplash

Questo articolo è stato originariamente pubblicato sul numero 57 di We – World Energy, il magazine di Eni

L’invasione russa dell’Ucraina ha reso il gas naturale liquefatto (GNL) la star dell’energia del 2022, giocando da quel momento un ruolo cruciale come sostituto del gas russo privato ai gasdotti europei. Il massiccio spostamento di GNL verso l’Europa soprattutto dagli Stati Uniti, con un aumento pari al sessantacinque per cento (fino a 151 bcm nel 2022) ha accelerato due tendenze già ben avviate, vale a dire la crescente dipendenza dell’Europa dalle importazioni di GNL per ripristinare l’equilibrio e l’adattamento del mondo al GNL come fonte primaria del commercio transfrontaliero di gas.

La domanda da un milione di dollari che si pongono ora gli acquirenti e i venditori di GNL è come bilanciare sicurezza energetica e flessibilità del mercato attraverso un mix di contratti a lungo termine e commercio spot. Non è dato sapere se, quando e con quale presenza ritornerà la Russia; pertanto, acquirenti e venditori mantengono le distanze dal tema nonostante la previsione di un significativo aumento dell’offerta di GNL per il decennio in corso.

La autonomia del GNL
Oggigiorno il GNL è una merce a sé stante, separata dal gas naturale: la sua capacità di spostarsi tra mercati regionali più ampi offre un’anteprima del futuro commercio di GNL, quando assisteremo a un migliore allineamento dei prezzi globali del gas ai differenziali di trasporto tra i principali mercati. Se da un lato i flussi di GNL continueranno a fondarsi su contratti a lungo termine, dall’altro la marea del commercio spot di GNL si innalzerà e diverrà più aggressiva all’emergere dei primi segnali di prezzo.

L’ampliamento dell’offerta di GNL comporta anche un più stretto collegamento tra gli equilibri regionali del mondo. La capacità di stoccaggio di gas a livello globale si sta evolvendo unitamente al ruolo del GNL come determinante del prezzo: al centro della discussione spicca lo stoccaggio di gas europeo, principale punto di equilibrio del mondo. Nella stagione fredda l’Europa ripristina l’equilibrio grazie a una quantità incrementale di importazioni di GNL, mentre nella stagione calda contribuisce a bilanciare il basso consumo stagionale di gas da parte degli acquirenti asiatici stoccando il GNL non utilizzato nel secondo e nel terzo trimestre.

La capacità di stoccaggio dovrà crescere in concomitanza con ulteriori forniture di GNL, poiché i mercati principali per la crescita in Asia non sono in grado di consumare la stessa quantità di gas per dodici mesi all’anno. Grazie agli investimenti già effettuati, la Cina contribuirà a correggere questo gap stagionale realizzando il proprio stoccaggio, ma per la restante crescita della domanda di GNL in Asia sarà dura fare altrettanto.

In questo frangente, la produzione di gas della Russia oscillava su base stagionale come principale meccanismo di bilanciamento a livello mondiale, ma oggi non è più così. Oggi il ruolo di equilibratore globale si è sostanzialmente spostato dal gas dei gasdotti russi al GNL; all’interno del mondo del GNL, sono le esportazioni statunitensi a essere il principale fattore di cambiamento per l’offerta, mentre lo stoccaggio di gas europeo è divenuto l’elemento chiave per la domanda. Poiché la maggior parte dei volumi statunitensi è contrattata su base free on board (FOB), le esportazioni di GNL degli Stati Uniti si sono rapidamente spostate dall’Asia all’Europa nel 2022, alla ricerca di rendimenti netti più elevati a prezzi ancora più alti.

Altre regioni hanno prodotto pochi cambiamenti a livello di scambi commerciali, sebbene in tutti i casi sono confluiti in Europa piccoli volumi di GNL incrementale non previsti in passato. Il cambiamento è stato sorprendente, dato che solo due anni fa, nel 2020, gli esportatori statunitensi hanno cancellato centosettantasette carichi a causa della debolezza dei prezzi in Europa e in Asia rispetto agli Stati Uniti.

La liquidità del mercato spot è destinata a salire alle stelle all’alba della prossima ondata di forniture di GNL, quando il Qatar e gli Stati Uniti inietteranno nuovi e abbondanti volumi nella seconda metà del decennio. Le dimensioni del mercato globale si amplieranno del cinquanta per cento entro il 2030, fino a raggiungere poco più di 600 MTPA, con un aumento conservativo delle dimensioni del solo mercato spot pari a 60-180 MTPA (ipotizzando una quota di mercato pari al trenta per cento). E i valori potrebbero essere maggiori. La liquidità del mercato spot dipenderà dal successo che i produttori avranno nel sottoscrivere contratti a lungo termine nei prossimi ventiquattro-trentasei mesi. Il solo Qatar deve bloccare oltre 40 MTPA (54 bcm/anno) di nuovi volumi, oltre che far fronte al venti per cento dei suoi attuali 77 MTPA (105 bcm/anno) di contratti in scadenza entro il 2030.

L’incognita del gas russo
L’incognito destino delle future vendite di gas russo all’Europa tramite gasdotto genera un’enorme incertezza per il GNL. Gli effetti a catena sono piuttosto significativi. La Russia si assesterà sui 150-180 bcm/anno (110-132 MTPA) di gas solitamente esportati in passato, il che influisce pesantemente sulla quantità di GNL che l’Europa dovrà bilanciare. A sua volta, la necessità e la disponibilità dell’Europa a pagare di più per i volumi di GNL influisce anche sulla crescita della domanda di GNL in Asia: se l’Asia non può accedere al GNL di cui ha bisogno al prezzo che può permettersi, il ruolo crescente del carbone e delle energie rinnovabili cambia drasticamente.

I venditori stanno spingendo il GNL come forma di maggiore sicurezza energetica, mentre gli acquirenti sono restii a firmare contratti a lungo termine senza una maggiore chiarezza sulle quantità e sulle tempistiche di ritorno del gas russo sul mercato. Da entrambi i punti di vista appare chiaro che la sicurezza energetica è tornata rapidamente sul mercato come principio organizzativo centrale del commercio, ma cosa significhi esattamente sicurezza energetica di fatto è ancora oggetto di dibattito. I venditori offrono GNL come fosse la coperta di Linus, ma di recente gli acquirenti sono stati esposti alla possibile presenza di buchi in questa coperta, a prescindere da quanto l’accordo appaia vincolante. Le recenti disavventure legali con le clausole di “forza maggiore” hanno solo alimentato la paranoia degli acquirenti, dato che anche la firma di un contratto a lungo termine è valida solo tanto quanto l’alternativa di “prezzo maggiore” disponibile altrove.

Il nuovo ruolo del GNL nel mercato consisterà nel creare un ambiente che soddisfi le esigenze sia dei contratti sia delle preferenze spot. Gli acquirenti e i venditori hanno diversi livelli di tolleranza quando si tratta di esigenze contrattuali e di esposizione sul mercato spot. Per quanto riguarda la vendita, la maggior parte dei progetti statunitensi non può essere esposta a causa del finanziamento pro-soluto da realizzarsi prima della costruzione del progetto. In alternativa, nonostante il Qatar probabilmente desideri contratti a lungo termine più di qualsiasi altro venditore del pianeta, è anche nella posizione migliore tra

vari produttori – in quanto produttore a basso costo a livello globale – per essere esposto ai capricci dei fondamentali del mercato spot. Il Qatar non dovrà mai affrontare il rischio di cancellazione dei carichi, fattore centrale nel futuro delle esportazioni di GNL statunitensi.

I contratti offrono la sicurezza dell’approvvigionamento a un prezzo maggiorato, mentre i mercati spot offrono flessibilità sul volume e sul prezzo. I mercati spot godono inoltre di una storia di sconti sui prezzi rispetto ai livelli contrattuali – ma ovviamente solo finché non insorgono problemi capaci di fare rapidamente evaporare i risparmi accumulati negli anni precedenti. Che i contratti svolgano un ruolo nell’acquisto di GNL si evince dalle esperienze del 2021 e del 2022, anche se nel 2023 i prezzi spot JKM in Asia si assestano nuovamente al di sotto dei livelli contrattuali.

Sono due le tipologie emergenti di venditori che separeranno i mercati a contratto da quelli spot: i venditori a contratto saranno dominati da produttori come QatarEnergy, mentre i venditori spot saranno sempre più dominati da attori detentori di portafoglio.

Le dimensioni del mercato basato su portafoglio, attualmente guidato da Shell, BP e Total, sono destinate a crescere: sempre più attori in questo contesto paiono disposti ad assumersi il rischio di lunghe intermediazioni. Per quanto questa strategia abbia dato ottimi frutti negli ultimi anni, non tutti gli anni si riveleranno vincenti tra coloro che commerciano sulla base del portafoglio. È proprio come quando si possiede uno stoccaggio: non ripaga ogni anno, ma gli anni in cui accade possono essere magnifici. Questi attori devono essere visti come l’opzione di stoccaggio galleggiante del mercato del GNL. Anche gli attori detentori di portafoglio stipulano contratti con gli utenti finali, ma tipicamente i primi assumono una posizione netta lunga e commerciano andando contro questa posizione.

Il mercato spot e la fissazione dei prezzi
Con la crescita delle dimensioni assolute del mercato del GNL da 400 MTPA nel 2023 a oltre 600 MTPA nel 2030, la profondità dello spot è destinata ad aumentare. Indipendentemente dal fatto che il mercato spot rappresenti il trenta o il cinquanta per cento del mercato globale, la quantità di carichi commercializzati ogni giorno è destinata a crescere. Nel frattempo, i grandi produttori si stanno adoperando per assicurarsi la maggior quantità possibile di GNL stipulando contratti a lungo termine. Il GNL spot sta acquisendo un ruolo sempre maggiore nella fissazione dei prezzi, sebbene i prezzi dei contratti siglati dai produttori del Qatar e degli Stati Uniti debbano ancora essere ritenuti il riferimento per la quotazione del gas globale.

In un mercato ristretto, i prezzi spot vagheranno al di sopra e al di fuori di questo canale, mentre in un mercato libero scenderanno al di sotto. Infine, il ruolo svolto dal GNL nella determinazione dei prezzi del gas sta passando da stagionale ad annuale: da tempo influisce sui prezzi spot in inverno, dal momento che fornisce il metro cubo marginale a due grandi regioni di consumo quali l’Europa settentrionale e l’Asia orientale.

Tra la perdita della maggior parte delle esportazioni di gas russo tramite gasdotto verso l’Europa e i volumi aggiuntivi di GNL che stanno emergendo nel decennio in corso, il ruolo svolto dal GNL nella formazione dei prezzi è destinato ad assumere maggiore significato anche in estate, poiché rappresenterà una quota molto più ampia di iniezioni negli stoccaggi di gas in Europa, destinazione ultima del secondo e del terzo trimestre a livello globale.

Ira B. Joseph è Adjunct Senior Research Scholar del Center on Global Energy Policy presso la Columbia SIPA. Lavora anche presso Platts Analytics, dove supervisiona la ricerca globale su gas ed energia.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter