Shopping e identità territoriali Le tappe per visitare un’area della Puglia risparmiata dal turismo di massa

Una guida promossa dal gruppo “Land of fashion” conduce attraverso le zone più inusitate della Regione, palmo a palmo tra negozi, terrazze, chiese, ristoranti stellati e leccornie locali

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Lo shopping è in genere la ciliegina sulla torta: qualcosa che si fa, se resta tempo, dopo avere espletato le visite di prammatica. Come dicevano le nostre mamme: «Prima il dovere» (la cultura, i monumenti, le bellezze naturali), «e poi il piacere» (voglio quelle scarpe! ho bisogno di un gelato!). Invece in Puglia si può fare al contrario, con le mecche dello shopping che si fanno promotori culturali e avamposti delle specificità artigianali e gastronomiche del territorio. D’altra parte il binomio tra la moda e le bellezze locali nella Regione vanta già precedenti illustri, quali la sfilata di Gucci (nell’era Michele-Bizzarri) a Castel del Monte e quella di Dior a Lecce. E quest’anno si è manifestato in altre due occasioni: da un lato con l’accordo tra la Regione e il periodico Vogue per promuovere alcune attività artigianali; dall’altro con la sfilata di Alta Moda 2023 che ha portato Dolce&Gabbana a sfilare ad Alberobello, nel cuore di una regione già definita dal New York Times come “una delle destinazioni turistiche migliori al mondo”.

È la prima volta, però, che la filosofia dello shopping abbinata alle singole identità territoriali è il presupposto di una apposita guida. Succede con quella prodotta dal gruppo Land of Fashion, brand che raggruppa gli outlet italiani acquisiti dagli americani di Blackstone dal 2013, la quale illustra le esperienze possibili sul territorio circostante grazie ai suoi cinque punti vendita. Land of Italy, di prossima pubblicazione online e su carta, raccoglie il best of di ogni singola zona di pertinenza. Che, nel caso del Puglia Village, situato a una mezz’ora di auto dal centro di Bari, vuol dire innanzitutto godere di una parte della Puglia non ancora marcata dall’overtourism, seppure in grande ascesa (secondo dati de Il sole 24 ore Bari è l’unico grande capoluogo del Sud a far registrare un dato positivo di abitanti, con un saldo di +1,49% tra aprile 2022 e aprile 2023).

L’area del capoluogo sta acquisendo crescente notorietà internazionale grazie alla fortunata serie tv Lolita Lobosco, sulle cui tracce in città compaiono già itinerari turistici ad hoc. E dunque è l’autunno il periodo ideale per apprezzare il meglio della zona, sottraendosi ai numerosi turisti estivi. Dopo una colazione corroborante al Caffè d’arte, nelle vicinanze del Castello Svevo, la visita della città può iniziare con il classico tour per la città vecchia, dove le signore tuttora preparano orecchiette dai colori sgargianti che fungono da acchiappa turisti (mentre sono inaccettabili per gli avventori locali). Chi mette in conto la coda può assaggiare l’immancabile focaccia al pomodoro dello storico Panificio Fiore: una specialità così amata che la spiaggia cittadina, “Pane e pomodoro”, ha preso il nome dallo spuntino tradizionale consumato dai baresi tra un tuffo e l’altro.

Castel del Monte, photo by Carlo Elmiro Bevilacqua

Solo i visitatori più fortunati invece possono concludere la visita su una terrazza panoramica da cui abbracciare la città con un solo sguardo. Succede a chi, tramite passaparola, riesce ad accedere alla residenza privata di Alessandro Campobasso, collezionista e interior designer che, unicamente agli amici e agli amici degli amici, dischiude una privilegiata location che mescola suggestioni afro con dipinti contemporanei e carte da parati made in Britain, per aperitivi e momenti conviviali. Il consiglio è di chiedere ai concierge o di spulciare i nomi di chi anima la vita artistica locale per farsi aprire questo paradiso per happy few.

E se al citato Puglia Village un primo assaggio dei sapori locali si può fare al ristorante Bacio di Puglia (che organizza anche show cooking per imparare a fare i celebri nodini di burrata, un’abilità che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato di voler trasmettere ai leader presenti al prossimo G7, che si terrà in Puglia), una vera esperienza gourmand si può fare spostandosi a Trani, a circa un’ora di strada dal Village. Celebre per la sua Cattedrale sul mare già protagonista di uno spot, la cittadina dal bianco abbagliante ospita, proprio di fronte al castello svevo, il ristorante Quintessenza dello chef Stefano di Gennaro.

Già insignito di una stella Michelin, lo chef è un geniale talento praticamente “autodidatta” che imbandisce sequenze di leccornie in cui, per esempio, si mescolano abilmente risorse culinarie locali, come il pesce fresco e la salsa di mandorle o i peperoni e il melone. Per il pernottamento il consiglio è di scegliere l’hotel Ognissanti, albergo di lusso con vista sul porto, spa, rooftop e solo sette suites (offre anche lezioni di yoga e cucina pugliese e tour dei vigneti locali).  Per vivere il mare in libertà, il trucco consiste nel rivolgersi al ristorante Pelledoca (dove servono anche ottimi crudi) per affittare una barca, godersi le onde senza nessuno attorno e, con un po’ di fortuna, avvistare perfino i delfini.

Bari, Teatro Petruzzelli, photo by Franco Cappellari

Per la serata si può invece prenotare allo slow restaurant Lampare al Fortino, il quale, a proposito di cultura locale, ha recuperato gli spazi di un fortino e dell’adiacente ex Chiesa di Sant’Antuono, entrambi databili al secolo XI. Dopo cena è d’obbligo spingersi fino a Castel del Monte, inconfondibile edificio dalla pianta ottagonale voluto da Federico II e caratterizzato da un inedito mix di elementi dell’architettura classica e decorazioni tipiche dell’architettura araba, a riprova della vocazione inclusiva ante litteram della Puglia.

D’altra parte, perfino il nome stesso della Val d’Itria, l’area centrale posta tra Bari, Brindisi e Taranto, è una storpiatura di termini greci. In particolare, il nome deriverebbe della madonna Odegitria (ovvero, “colei che mostra la via”), un tipo di raffigurazione sacra in cui la Madonna tiene in braccio il bambino che regge un cartiglio con il testo sacro. Ecco, ai piedi del citato Castel del Monte, il tempo sembra essersi fermato. E dove il sovrano normanno aveva forse previsto la sede della prima università d’Europa, la sera decine di ragazzi si danno appuntamento al tramonto e inscenano romantici picnic sotto le stelle, portandosi da qualche panificio la focaccia e le bibite. Anche questo in fondo, è un modo di abbinare lo shopping e la cultura. Una cosa, cioè, che in Puglia sanno fare come nessun altro.

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