
Un pezzo della maggioranza vorrebbe modificare la Legge di Bilancio. Il tema più caldo è quello delle pensioni. Il testo non è ancora in Parlamento, ma ieri il leader della Lega, Matteo Salvini, ha fatto sapere chiaramente agli alleati di governo che «quota 104 deve sparire». Il passaggio alla pensione con quarantuno anni di contributi e sessantatré anni di età, non più sessantadue come nella «quota 103» attuale, fa risparmiare, ma non sta bene al segretario del partito: anche perché l’uscita anticipata arriva a fronte di una penalizzazione onerosa per il ricalcolo della quota retributiva, oltre a finestre di uscita più lunghe. «La norma deve cambiare, così come è scritta è insostenibile», avrebbe detto ai suoi.
In casa Forza Italia invece c’è una lunga lista di richieste che va oltre gli articoli sulle pensioni. La prima idea è cambiare anche l’articolo sulla cedolare secca per gli affitti brevi, abbassando il livello della tassazione, che è stato portato dal ventuno al ventisei per cento (l’obiettivo di Forza Italia è portarlo al ventitré per cento).
Non siamo ancora all’assalto alla diligenza, non ci sono spaccature definitive tra i partiti di maggioranza. Ma Lega e Forza Italia cercano di modificare questa bozza piena di malumori e lamentele per recuperare terreno rispetto alla traccia della Finanziaria che ha ridimensionato e penalizzato le promesse fatte al proprio elettorato.
Come fa notare Mario Sensini sul Corriere della Sera, «l’inasprimento delle norme sull’uscita anticipata dal lavoro viene contestata anche dall’opposizione e dai sindacati». La Cgil minaccia lo sciopero perché il governo «fa cassa sulle pensioni invece di superare la Fornero», mentre Carlo Calenda, Azione, chiede provocatoriamente che «la maggioranza si scusi» con l’autrice della riforma che il centrodestra si sforza invano di correggere. Cresce anche il fronte dei sindaci, che conta oggi anche il veneziano Luigi Brugnaro, contrario ai tagli. «Nella manovra, intanto, si scopre una tripla stretta del governo per recuperare un po’ di tasse da chi ha beneficiato delle generose agevolazioni del Superbonus, e un nuovo affondo nella guerra contro gli evasori. Dal prossimo anno l’Agenzia delle Entrate Riscossione potrà mettere mano sugli eventuali crediti dei contribuenti morosi con il fisco prima ancora del loro pignoramento», si legge ancora sul Corriere.
Ma sul piano politico, il vero punto interrogativo per Lega e Forza Italia risponde al nome di Giancarlo Giorgetti. Il ministro dell’Economia negli ultimi giorni è stato chiarissimo: la coperta è corta, i soldi sono pochi, se si vuole intervenire sulle pensioni o su altre misure allora bisognerà tagliare da qualche altra parte. Parole che vorrebbe blindare la manovra, attesa in Senato venerdì, o al massimo sabato.